Empatia: si apprende dai fratelli

Pamela Franzisi A cura di Pamela Franzisi Pubblicato il 17/04/2018 Aggiornato il 04/08/2018

Litigi, gelosie ma anche amore e complicità: il rapporto tra fratelli aiuta a sviluppare l’empatia, la capacità di cogliere le sensazioni e le emozioni degli altri

Empatia: si apprende dai fratelli

I fratelli o le sorelle aiutano a socializzare. È nelle prime relazioni in famiglia, infatti, che si inizia a capire cosa significhi condividere, gestire emozioni forti come gelosia e rabbia e sviluppare la capacità di comprendere le emozioni degli altri, ossia l’ empatia.

I piccoli influenzano i grandi

Il fratello più grande è sempre stato visto come un modello, un punto di riferimento per il figlio più piccolo. Ora un’ampia ricerca sulla capacità dei fratelli di influenzarsi a vicenda mette al centro il ruolo dei nati per secondi (o terzi). Anche i piccoli di casa possono cioè essere modello positivo di empatia per i fratelli maggiori, non solo da adolescenti ma anche nelle prime fasi dello sviluppo. Perlomeno è quanto ipotizzato da uno studio delle università canadesi di Calgary, Laval e Toronto che, insieme a quella di Tel Aviv, hanno pubblicato sulla rivista medica Child development, sullo sviluppo dell’ empatia tra fratelli.

Dati incrociati

Sono stati studiati i dati di 452 coppie di fratelli e delle loro madri all’interno di progetto denominato “Kids, families and places”. Scopo dell’analisi era capire se e come le capacità empatiche di bambini di 18 e 48 mesi di età potessero influenzare il carattere dei fratelli nell’arco dei 18 mesi successivi.  Per farlo sono state analizzate tutte le combinazioni:

– fratello maggiore e fratello minore
– fratello maggiore e sorella minore
– sorella maggiore e fratello minore
– sorella maggiore e sorella minore.

È risultato che sia i fratelli minori sia i maggiori contribuiscono positivamente alla reciproca empatia nel corso del tempo. Ma l’influenza dei maggiori, maschi o femmine, è più forte se tra i fratelli c’è molta differenza di età: in questo caso, i fratelli più “anziani” sono guardati come un modello da seguire.

 

 

 
 
 

In breve

METTERSI NEI PANNI DELL’ALTRO

L’empatia è la facoltà di capire il punto di vista altrui, di mettersi nei suoi panni senza giudizi.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti