Epilessia: discriminati 9 bambini su 10

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 23/12/2016 Aggiornato il 23/12/2016

Pregiudizi e falsi miti rendono difficile la vita sociale dei bambini malati di epilessia. Ma migliorare le cose è possibile

Epilessia: discriminati 9 bambini su 10

Non solo devono convivere per tutta la vita con una malattia complicata e impegnativa. I bambini che soffrono di epilessia devono affrontare anche una serie di difficoltà a livello sociale, dettate soprattutto da una cattiva informazione. A dirlo è una ricerca dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), presentata  in occasione del III Forum Internazionale della Società italiana medici pediatri (Simpe).

“Interrogati” 400 genitori

L’indagine ha coinvolto 400 genitori di bambini con epilessia. Gli autori hanno chiesto loro di rispondere a una serie di domande sull’impatto che la malattia ha sulla vita dei loro figli, in particolare a livello psicologico e sociale. Inoltre, hanno chiesto agli intervistati un parere sulle cure e sulle loro ripercussioni in termini di qualità della vita. Lo scopo era scattare una fotografia aggiornata dei vissuti correlati all’epilessia.

Problemi di integrazione

L’analisi dei risultati ha confermato che l’epilessia comporta conseguenze importanti. Il 53% dei genitori teme che il proprio figlio andrà incontro a una vita di solitudine a causa della malattia. In effetti, il 57% dei bambini non è integrato con i compagni e a scuola subisce una sorta di ghettizzazione. Solo il 12% dei bimbi epilettici ha molti amici. La colpa? In molti casi dei pregiudizi. Attorno all’epilessia, infatti, persistono ancora oggi una serie di falsi miti che complicano la vita di chi ne soffre. Fra l’altro bisogna considerare che la malattia compare in un’età già delicata di per sé.

Un’età difficile

“I dati confermano che in un caso su due la malattia compare fra i 5 e 14 anni, spesso con un episodio di convulsioni motorie improvviso. Si tratta di un’età difficile in cui affrontare una patologia che ancora troppi non conoscono e quindi temono: i pregiudizi sono tanti e i genitori li percepiscono nella vita quotidiana dei propri figli, a scuola e nello sport” ha confermato Giuseppe Mele, presidente di Paidòss. Il risultato è che 9 bimbi su 10 rischiano di avere una vita sociale compromessa a causa della malattia e delle false conoscenze che la circondano.

Può essere curata

Purtroppo non va meglio sul fronte delle terapie. In un caso su tre, infatti, il trattamento intrapreso non risulta pienamente soddisfacente. Il 35% dei piccoli pazienti accusa effetti collaterali fastidiosi e il 25% deve addirittura cambiare cura. In realtà, esistono protocolli terapeutici adeguati ed efficaci, ma per le famiglie non è facile accettare e gestire trattamenti che spesso sono lunghi e che possono avere un impatto sulla vita quotidiana. La soluzione? “Un’alleanza stretta fra famiglia e medico può essere la chiave per superare paure e difficoltà, in una malattia che può essere gestita, soprattutto se riusciremo finalmente a eliminare lo stigma che la contraddistingue” conclude l’esperto.

 

 

 
 
 

In breve

NON SEMPRE È EPILESSIA

In presenza di febbre, i bambini possono andare incontro a delle convulsioni simil-epilettiche. Non significa però che soffrano di epilessia: se l’elettroencefalogramma è normale, non bisogna preoccuparsi.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Citomegalovirus e paura del contagio

26/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se, durante la gravidanza, si teme che il proprio partner sia stato contagiato dal citomegalovirus, che si trasmette anche attraverso i rapporti sessuali, può essere opportuno verificarlo attraverso un dosaggio degli anticorpi specifici.   »

Regressione nel linguaggio in un bimbo di 18 mesi: c’è da preoccuparsi?

24/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Quando si ha il dubbio che il bambino sia interessato da un disturbo del neurosviluppo è opportuno richiedere il parere di uno specialista.   »

Streptococco: può dare febbre nonostante l’antibiotico?

17/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

L'infezione alla gola dovuta a streptococco ha caratteristiche inconfondibili: mal di gola e febbre elevata, assenza di raffreddore e tosse (che invece accompagnano di norma le infezioni respiratorie virali) e, soprattutto, scomparsa della febbre a 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica.   »

Vitamina D: una sua carenza può influenzare la fertilità?

17/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vitamina D non serve soltanto per fissare il calcio nelle ossa, ma ha effetti sia sul sistema immunitario (potenzia le difese, come la vitamina C) sia sulla fertilità maschile e femminile.   »

Quale latte a 13 mesi se si smette di allattare al seno?

10/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Dopo l'anno di vita si può tranquillamente offrire il latte vaccino, meglio in tazza per evitare che il bambino ne assuma troppo.   »

Mutazione MTHFR: bisogna assumere eparina e cardioaspirina quando inizia una gravidanza?

04/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

La mutazione MTHFR non influisce in modo negativo sulla gravidanza e non richiede cure particolari a salvaguardia della gestazione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti