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L’epistassi, ovvero la fuoriuscita di sangue dal naso, è un disturbo molto comune durante l’infanzia. Sebbene la vista del sangue possa spaventare, nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno benigno e transitorio, dovuto alla particolare fragilità dei piccoli vasi sanguigni presenti nella mucosa nasale dei bambini.
Gli episodi possono comparire a qualsiasi età, ma sono più frequenti tra i 2 e i 10 anni e tendono a verificarsi soprattutto in presenza di condizioni che irritano e seccano le mucose, come raffreddore, allergie o ambienti poco umidificati. Nella maggioranza delle situazioni il sanguinamento si arresta spontaneamente o con semplici manovre di primo soccorso, senza conseguenze per la salute del bambino.
Conoscere le cause dell’epistassi, sapere come intervenire correttamente e riconoscere i segnali che richiedono una valutazione medica aiuta a gestire l’episodio con maggiore serenità e consapevolezza.
Cosa fare se esce sangue dal naso
Quando un bambino ha un episodio di epistassi, è importante mantenere la calma e intervenire correttamente. Nella maggior parte dei casi, il sanguinamento origina dalla parte anteriore del naso, dove sono presenti numerosi piccoli vasi sanguigni particolarmente delicati, e tende a risolversi spontaneamente o con semplici manovre di primo soccorso.
Le linee guida per un intervento corretto sono:
- far sedere il bambino con il busto leggermente inclinato in avanti. Questa posizione impedisce al sangue di scendere in gola, riducendo il rischio di nausea, vomito o tosse
- comprimere con decisione la parte morbida del naso, appena sotto l’osso nasale, utilizzando pollice e indice. La pressione deve essere mantenuta in modo continuo per almeno 10-15 minuti. Durante questo tempo il bambino deve respirare dalla bocca
- applicare ghiaccio sul ponte del naso se disponibile; non è indispensabile, ma può favorire la vasocostrizione locale
- evitare di far soffiare il naso al bambino nelle ore successive, di fargli praticare attività fisica intensa o di fargli manipolare le narici.
Cosa non fare
Durante un episodio di epistassi è altrettanto importante evitare alcune pratiche scorrette ancora molto diffuse, che possono ostacolare l’arresto del flusso o aumentare il disagio del bambino:
- non reclinare la testa all’indietro e non far sdraiare il bambino, per evitare l’ingerimento del sangue
- non interrompere la compressione prima dei 10 minuti per controllare se il sangue si è fermato: l’interruzione frequente impedisce la stabilità del coagulo
- non far soffiare il naso subito dopo l’episodio per evitare di rimuovere il coagulo appena formato e provocare una nuova perdita
- non introdurre fazzoletti, cotone o altri oggetti nelle narici, salvo diversa indicazione del medico
- non sottovalutare episodi anomali: se il sangue non si arresta dopo 20-30 minuti di corretta compressione, è necessario contattare il pediatra o la guardia medica.
Sangue dal naso frequente
Le epistassi ricorrenti sono relativamente comuni in età pediatrica e nella maggior parte dei casi sono associate a fattori benigni.
Quando gli episodi si verificano con frequenza ravvicinata o interferiscono con la vita quotidiana del bambino, è opportuno effettuare una valutazione medica.
Il pediatra potrà individuare la causa scatenante — come una spiccata fragilità vascolare locale o un’infiammazione cronica della mucosa — e, se necessario, richiedere approfondimenti per escludere disturbi della coagulazione o altre condizioni sistemiche.
Epistassi improvvisa
Un episodio di sangue dal naso che compare all’improvviso può destare forte preoccupazione nei genitori, ma nella maggior parte dei casi non rappresenta un’emergenza.
Questo evento è quasi sempre dovuto alla rottura spontanea di un piccolo vaso sanguigno superficiale, favorita da variazioni improvvise di temperatura, starnuti ripetuti o lievi traumi da sfregamento.
Anche quando l’insorgenza non ha una causa evidente, la perdita ematica si gestisce efficacemente applicando le normali misure di primo soccorso.
Sangue dal naso di notte
L’epistassi notturna si verifica mentre il bambino dorme e viene spesso notata solo al risveglio, a causa delle tracce ematiche sul cuscino o sulle lenzuola.
Questo fenomeno è generalmente legato alla secchezza dell’aria nelle camere da letto (frequente nei mesi invernali a causa dei riscaldamenti) che disidrata e irrita la mucosa nasale.
Inoltre, il bambino può strofinare inavvertitamente il naso durante il sonno, rompendo i capillari già fragili. Per ridurre il rischio di episodi notturni è utile mantenere una corretta umidificazione della stanza e idratare le narici con soluzioni saline prima del sonno, seguendo i consigli del pediatra.
Epistassi e febbre
La comparsa simultanea di febbre e sangue dal naso è un evento che si riscontra frequentemente in caso di sindromi influenzali o forti raffreddori. L’aumento della temperatura corporea causa infatti una naturale vasodilatazione, che rende i capillari del naso più fragili e inclini alla rottura.
A questo si somma l‘irritazione locale dovuta all’accumulo di muco e al continuo sfregamento.
Nella maggior parte dei casi l’episodio non è preoccupante e si risolve trattando l’infezione principale.
Se il binomio febbre-epistassi si presenta senza sintomi da raffreddamento o se si nota la comparsa contemporanea di piccoli lividi (petecchie) sul corpo o sanguinamento dalle gengive, è però fondamentale consultare immediatamente il pediatra per escludere complicazioni sistemiche o reazioni avverse ai farmaci.
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Quali sono le cause
Come visto, l’origine del problema è quasi sempre la rottura dei piccoli vasi sanguigni superficiali situati nella parte anteriore del setto nasale, un’area particolarmente vulnerabile a traumi e irritazioni.
I fattori scatenanti più frequenti includono:
- secchezza della mucosa nasale favorita da ambienti riscaldati, aria condizionata, clima secco o permanenza prolungata in luoghi poco umidificati. Quando la mucosa perde idratazione, diventa fragile e soggetta a piccole fissurazioni
- traumi locali e sfregamenti: l’abitudine di infilare le dita nel naso può lesionare i capillari superficiali. Allo stesso modo, urti accidentali durante il gioco, cadute o colpi al volto determinano la comparsa immediata del sangue
- infezioni e allergie: condizioni come raffreddore, influenza o allergie respiratorie infiammano la mucosa e la rendono più sensibile. Gli starnuti frequenti, il continuo sfregamento e l’uso prolungato di spray nasali ne aumentano la fragilità
- fragilità capillare costituzionale: alcuni bambini presentano una naturale e innocua fragilità dei piccoli vasi del naso, che può accentuarsi in inverno o senza una causa apparente.
Cause rare che richiedono attenzione
Più raramente, l’epistassi può essere la spia di condizioni che richiedono una valutazione specialistica. Tra queste si segnalano l’introduzione accidentale di piccoli corpi estranei nelle narici (tipica dei bambini più piccoli), malformazioni vascolari locali o alterazioni della coagulazione del sangue.
Quando preoccuparsi
Nella maggior parte dei casi l’epistassi è un evento benigno, ma è importante saper distinguere un episodio comune da una situazione che richiede il parere del pediatra o un accesso al Pronto Soccorso.
Quando contattare il pediatra
È opportuno programmare una visita con il proprio medico nei seguenti casi:
- epistassi ricorrenti: episodi molto frequenti, persistenti nel tempo o che interferiscono con la vita quotidiana del bambino
- sintomi associati: comparsa di lividi (petecchie) senza traumi evidenti, sanguinamento frequente delle gengive, insolito pallore o stanchezza marcata
- sospetto corpo estraneo: se si ipotizza che il bambino abbia inserito piccoli oggetti nella narice.
Quando andare al Pronto Soccorso
È necessario richiedere assistenza medica urgente o recarsi in ospedale se:
- il sanguinamento non si ferma dopo 20-30 minuti di compressione corretta e continua
- la perdita di sangue è significativa o se il bambino mostra segni di debolezza importante, vertigini, pallore estremo o perdita di coscienza
- l’episodio segue un forte trauma come un colpo violento alla testa o al volto, specialmente se accompagnato da deformità del naso, forte gonfiore o evidente difficoltà a respirare
- il bambino deglutisce molto sangue e manifesta vomito ripetuto che impedisce di gestire la situazione a casa.
In breve
Il sanguinamento dal naso è frequente nei bambini: si tratta generalmente di episodi benigli che si risolvono nel giro di poco tempo. Ci sono però alcune situazioni che richiedono l’attenzione del pediatra.
Fonti / Bibliografia
- Sangue dal naso (epistassi): impariamo a gestirlo senza timori! - Società Italiana di PediatriaCosè, come si gestisce e cosa non si deve fare
- Epistassi nei bambini - Ospedale Pediatrico Bambino GesùEpisodi ripetuti di sangue dal naso. L'epistassi nei bambini ha una frequenza intorno al 60% in età prescolare e scolare, con un picco tra i 3 e gli 8 anni
- Sangue dal naso, che fare? - Ospedale Pediatrico Bambino GesùLa prima regola è non farsi prendere dal panico. Bisogna rassicurare il bambino e mostrarsi calmi, l'epistassi è frequente nei piccoli tra i 2 e i 10 anni
