Il naufrago e il mare – Esopo

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 17/11/2016 Aggiornato il 17/11/2016

È una favola di Esopo che dovremmo sempre ricordare, noi come i bambini: cerchiamo i veri responsabili delle ingiustizie, non i primi che ci capitano vicino… Una lezione per tutti, vero?

Il naufrago e il mare – Esopo
Il naufrago e il mare

Un naufrago, gettato a riva dalle onde, dormiva sfinito dalla stanchezza; ma dopo un po’ di tempo, levatosi in piedi, come vide il mare, cominciò a rimproverarlo, poiché esso allettava con la sua gentilezza d’aspetto gli uomini, per poi, dopo averli accolti nelle sue acque, diventare selvaggio e farli morire. E il mare, presa forma di donna, gli disse: “Senti, amico, non devi rimproverare me, ma i venti: infatti, io per natura sono come mi vedi, ma essi mi assalgono all’improvviso e mi rendono tempestoso e selvaggio”.

Così dunque bisogna che anche noi, quando subiamo ingiustizie, non accusiamo quelli che le operano materialmente, se sono stati comandati da altri, bensì i mandanti.

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