Fegato grasso nei bambini, nato registro europeo

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 18/06/2018 Aggiornato il 01/08/2018

È stato affidato all'Ospedale Bambin Gesù di Roma il coordinamento del registro del fegato grasso, patologia che colpisce in Italia circa il 15% dei bimbi

Fegato grasso nei bambini, nato registro europeo

Per tenere traccia di tutti i casi dei bambini che soffrono di fegato grasso, patologia che colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione pediatrica, è stato creato per la prima volta un registro pediatrico europeo, il cui coordinamento è stato affidato all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Obesità e sovrappeso

L’obesità è uno dei principali problemi mondiali sia nei bambini che negli adolescenti, e l’aumento del numero dei bambini obesi o in sovrappeso nei Paesi industrializzati ha portato al parallelo aumento di casi di fegato grasso o steatosi epatica non alcolica. Negli ultimi vent’anni il fegato grasso ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i più piccoli, diventando la patologia cronica del fegato di più frequente riscontro nel mondo occidentale. In Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini, ma si arriva fino all’80% tra i bambini obesi.

Il registro europeo

Come spiega Valerio Nobili, responsabile di epatologia, gastroenterologia e nutrizione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, “La creazione di un registro pediatrico europeo sul fegato grasso sottolinea l’interesse che c’è nelle comunità scientifiche internazionali su questo problema che ormai affligge milioni di bambini nel mondo e le cui previsioni sono in costante aumento. Il registro è un segnale che tale patologia non può essere più sottovalutata da chi ha interesse alla salute dei nostri ragazzi”.

Dati da tutto il mondo

Nel registro confluiranno tutti i dati, sia istologici che di laboratorio, provenienti dai principali ospedali dei Paesi coinvolti: Germania, Polonia, Inghilterra, Svezia, Spagna e Francia. Il database che ne verrà fuori consentirà la realizzazione di trial più mirati su numeri elevati di pazienti.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

 

Il coordinamento del registro è stato affidato al Bambino Gesù per l’esperienza relativa a questa patologia: l’Ospedale della Sante Sede segue infatti circa 1.500 bambini l’anno con fegato grasso e ha all’attivo diverse pubblicazioni internazionali

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Si può rimanere incinta a 48 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile.   »

Si può cantare in un gruppo in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Cantare in gravidanza si può, non espone ad alcun rischio. Essere incinte non vuol dire essere malate.   »

Nausea e vomito spariti: è un brutto segno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto.   »

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Fai la tua domanda agli specialisti