“Al lupo, al lupo!”

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/06/2012 Aggiornato il 30/01/2015

Urlava: “Al lupo, al lupo” per divertirsi e tutti gli abitanti del villaggio accorrevano al recinto delle sue pecore. Finché un brutto giorno il pastore…

“Al lupo, al lupo!”

C’era una volta un giovane pastore burlone che aveva il compito di badare a un gregge di pecore.

Nei paraggi si aggirava un lupo enorme, il terrore di tutto il villaggio. Nella valle aveva fatto razzia di capre, maiali, mucche, cavalli. Che paura e che danno gigantesco! Molte famiglie vivevano dei proventi dell’allevamento di questi animali: latte, formaggi, salumi. Immaginate un po’ che cosa provavano quando si svegliavano e vedevano tutte le loro bestie sbranate dal lupo.
Il pastore, però, era un tipo spavaldo e – diciamolo – un po’ sciocco. “Io non ho paura di nessuno – si vantava – figuriamoci di un lupo. E poi, se proprio devo dirla tutta, secondo me nemmeno esiste questo lupo cattivo: è tutta una leggenda, in fondo nessuno lo ha mai visto.
Una notte decise di fare uno scherzo a tutto il villaggio e iniziò a urlare: “Al lupo, al lupo! Venite, è terrificante e grande come una montagna”. Gli abitanti accorsero con torce e fucili e il sagrestano suonò le campane per avvisare tutti del pericolo. Arrivati al recinto delle pecore, trovarono il pastore che rideva a crepapelle: “Ah, ah, ah, ci siete cascati. Le mie pecore stanno benissimo e il lupo è solo nei vostri sogni, o meglio, nei vostri incubi perché siete tutti dei fifoni”.

 

Ognuno tornò nella propria casa, scocciato per lo scherzo del pastore

. “Che spiritosone – pensarono – chissà perché si diverte tanto a prendere in giro la gente”.

La notte successiva, il pastore, non contento, tirò fuori la stessa storia: “Al lupo, al lupo – urlò – venite, questa volta c’è per davvero. Sta sbranando tutte le mie pecore. È feroce come un orco”. Arrivarono in molti, sempre con torce e fucili, e le campane del villaggio iniziarono a suonare a più non posso. “Ci siete cascati di nuovo – disse il pastore – creduloni! Il lupo non esiste”. “Sei uno sciocco – rispose un cacciatore che ben sapeva quanto fossero pericolosi i lupi – il giorno in cui verrà per davvero, nessuno ti darà più retta”.

La notte dopo il pastore fece di nuovo la sua sceneggiata.

Questa volta, però, arrivarono in pochi in suo soccorso. Peccato che lui non se ne accorse perché era troppo impegnato a farsi beffa di tutti.
Dopo qualche giorno, nel bel mezzo della notte, il lupo si presentò davvero a casa del pastore. Il giovane si sentì chiamare da una voce possente e infernale. Fu scosso da brividi che lo trafissero come spade. Non riuscì, però, a trattenersi e aprì la porta. La scena era terrificante: a terra giacevano tutte le sue pecore, morte e sbranate. Di loro restavano solo le ossa. Il lupo guardò il pastore negli occhi e lo lasciò urlare terrorizzato: “Al lupo, al lupo! Aiutatemi, vi prego, questo volta è qui, davanti a me e mi vuole mangiare”. Tutti gli abitanti del villaggio lo sentirono ma nessuno andò da lui: pensarono fosse il solito scherzo. Il lupo aspettò ancora qualche minuto perché la paura del pastore lo divertiva un sacco. Dopodiché lo divorò.

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