Il bambino cattivo – Andersen

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 27/03/2019 Aggiornato il 12/09/2024

È una fiaba di Hans Christian Andersen dove "cattivo" non ha un'accezione negativa e insegna una cosa: nessuno può sfuggire alle frecce dell'amore.

Il bambino cattivo – Andersen

Il bambino cattivo

C’era una volta un vecchio poeta, proprio un buon vecchio poeta. Una sera che era in casa, venne un tempo bruttissimo, la pioggia scendeva a scroscio, ma il vecchio poeta stava bene al caldo vicino alla stufa, dove la legna bruciava e le mele cuocevano. “Saranno proprio fradici quei poveretti che si trovano fuori adesso!” disse, perché era proprio un buon poeta. “Oh, apritemi! Sto congelando e sono bagnato fradicio!” gridò un bambinetto che si trovava fuori. Piangeva e bussava alla porta, mentre la pioggia continuava a cadere e il vento soffiava contro le finestre. “Poverino!” esclamò il vecchio poeta e aprì la porta. Vide un bambino, completamente nudo, con l’acqua che scorreva lungo i capelli biondi, tremante per il freddo; se non fosse entrato, sarebbe sicuramente morto con quel tempaccio. “Poverino!” disse il vecchio poeta e lo prese per mano. “Vieni qui da me che ti scaldo. Adesso ti darò del vino e una mela, perché sei un bel bambino.” E lo era veramente. Gli occhi sembravano due stelle lucenti e i lunghi capelli dorati, pure grondanti d’acqua, erano tutti bene arricciati. Sembrava un angelo, ma era pallido per il freddo e tremava con tutto il corpo. In mano teneva un bell’arco, ma si era rovinato per l’acqua, e i colori delle frecce erano tutti mescolati per la grande umidità. Il vecchio poeta sedette vicino alla stufa, si prese il ragazzino in grembo, gli strizzò l’acqua dai capelli, gli scaldò le manine nelle sue e fece bollire del vino per lui; così il piccolo si riebbe, le guance ripresero colore e lui saltò sul pavimento e si mise a ballare intorno al vecchio poeta. “Sei proprio un bambino allegro!” esclamò il vecchio poeta. “Come ti chiami?” “Mi chiamo AMORE!” gli rispose. “Non mi conosci? E questo è il mio arco. Io so tirare con l’arco, so tirare davvero! Guarda, adesso torna il bel tempo; la luna splende.” “Ma il tuo arco è rovinato” disse il vecchio poeta. “Che peccato” rispose il bambino, lo prese in mano e lo guardò. “Oh, adesso si è asciugato e non ha subìto danni. La corda è ancora ben tesa! Adesso lo provo” e così tese l’arco, vi mise una freccia, mirò e colpì quel buon vecchio poeta proprio al cuore. “Hai visto che il mio arco non s’è rovinato!” esclamò e ridendo forte se ne andò.

Che bambino cattivo! colpire così il vecchio poeta che lo aveva ospitato nella sua casetta calda, che era stato tanto buono con lui, che gli aveva dato del buon vino e la mela più bella. Il buon poeta era steso sul pavimento e piangeva, era stato proprio colpito al cuore e diceva: “Ah, che ragazzo cattivo è Amore! Devo raccontarlo a tutti i bambini buoni, affinché stiano attenti e non giochino mai con lui, perché può far loro del male!”. Tutti i bambini buoni, maschi e femmine, a cui egli raccontò l’accaduto, stavano in guardia dal crudele Amore, ma lui li ingannava ugualmente, perché era così abile! Quando gli studenti uscivano dalle lezioni, si affiancava a loro, con un libro sotto il braccio e un vestito nero. Non potevano certo riconoscerlo e così lo prendevano sottobraccio e credevano fosse uno studente come loro, ma a quel punto lui gli scoccava una freccia nel petto. Quando le ragazze se ne andavano via dal prete, o quando erano in chiesa, le seguiva sempre. Sì, era sempre con la gente! A teatro si metteva nel lampadario e ardeva come una lampada, così tutti credevano che fosse una lampadina, ma poi s’accorgevano di qualcos’altro. Correva nel giardino reale e sui bastioni. Sì, una volta ha colpito tuo padre e tua madre al cuore! Prova a chiederglielo e senti cosa ti diranno. Già, è proprio un ragazzo cattivo, questo Amore, non dovresti mai avere a che fare con lui. Va dietro alla gente. Pensa che una volta ha anche scoccato una freccia alla vecchia nonna; è passato tanto tempo ormai, ma lei non lo dimenticherà. Ah, cattivo Amore! Ma ora lo conosci; sai quanto sia cattivo quel bambino.

» Leggi le altre fiabe per bambini

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Pillola smessa da poco: la gravidanza può iniziare subito dopo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Può accadere che appena sospesa la pillola le ovaie tornino a lavorare istantaneamente e che quindi inizi una gravidanza subito dopo. Ma può anche essere che ci vogliano un paio di cicli mestruali per ritornare come prima.   »

Induzione del parto e paura di affrontarla

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Prima di affrontare il tema dell'induzione occorre capire la ragione per la quale viene decisa: il solo peso di 3.500 grammi del bambino non è una giustificazione sufficiente, a meno che non si associno particolare problemi come il diabete gestazionale. Esistono metodi naturali, come fare l'amore, che...  »

Macchie in viso lasciate dall’herpes zoster: si può fare qualcosa?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

I segni che l'infezione da herpes zoster (responsabile della varicella) possono essere così marcati da risultare non completamente eliminabili con i mezzi di cui, almeno per ora, si dispone in ambito medico.   »

Regressioni varie all’inizio della scuola materna: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti