Fumo in casa: rischio asma per 1 bimbo su 5

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 06/12/2016 Aggiornato il 06/12/2016

Ancora troppi i bimbi che presentano un maggiore rischio asma perché crescono in case dove si fuma. Importante un’inversione di rotta

Fumo in casa: rischio asma per 1 bimbo su 5

È stato detto e ripetuto in mille modi diversi: il fumo nuoce alla salute, specialmente a quella dei bambini. Eppure, ancora oggi, sono ancora moltissimi quelli costretti a crescere in case dove si fuma. Il risultato? Fra le altre cose, un aumentato rischio asma. L’allarme è stato lanciato dalla Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri).

Colpa di genitori poco responsabili

Secondo gli esperti, circa 1 bambino su 5 è esposto sistematicamente al fumo diretto, passivo  o di terza mano, ossia quello che rimane su abiti, mobili e oggetti. Nella maggior parte dei casi, per colpa dei genitori, che non rinunciano a fumare nemmeno per proteggere la salute dei propri figli. Così, i bambini sono costretti a trascorrere molte ore al giorno in ambienti in cui si fuma o si è fumato da poco.

Danni ai polmoni

Avere genitori che fumano ha conseguenze importanti sulle condizioni psicofisiche dei bambini. Innanzitutto, aumenta il rischio asma. Si calcola che i figli dei fumatori abbiano il 43% di probabilità in più dei loro coetanei di andare incontro a questo problema. In effetti, occorre sapere che le sostanze contenute nelle sigarette attaccano facilmente le vie respiratorie superiori e possono arrivare più in profondità, in polmoni, bronchioli e alveoli, danneggiandoli e causando problemi respiratori di vario tipo.

Anche altri rischi

L’asma, per quanto invalidante, però, non è l’unica conseguenza temibile. I figli dei genitori fumatori corrono un altro rischio importante: possono diventare fumatori a loro volta. Secondo le statistiche i bambini che sono esposti al fumo in casa tendono a fumare più degli altri, oltretutto cominciando più precocemente.

Il ruolo dei pediatri

Alla luce di questa situazione, gli esperti auspicano un intervento a 360 gradi, che coinvolga anche i pediatri. “Le politiche attuate finora hanno avuto effetto, ma abbiamo ancora uno zoccolo duro di fumatori che non vanno demonizzati ma aiutati, ovvero indirizzati ai centri antifumo. Il modo migliore per farlo è invitarli nel momento in cui fanno visitare il proprio figlio” ha confermato  Renato Cutrera, presidente Simri e Direttore dell’Unità operativa di Broncopneumologia all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Spetta, dunque, proprio ai pediatri ricordare ai genitori i rischi del fumo() sui figli e spronarli ad agire di conseguenza. 

 

 

 
 
 

In breve

TUTTI FUORI A GIOCARE

Oltre a dire addio al fumo, i genitori che vogliono proteggere i figli dall’asma dovrebbero farli uscire a giocare, anche in inverno. Infatti, il movimento ha un effetto protettivo.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

La mia gravidanza si è interrotta: riuscirò ad avere un bambino?

30/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Per quanto strano possa sembrare, un aborto spontaneo, anche se rappresneta un evento dolorosa, comprova che la coppia riesce a concepire, quindi è fertile.   »

Sangue rosso vivo a un mese dal parto

30/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le lochiazioni non preoccupano se sono costituite da sangue, ma solo se diventano maleodoranti o troppo abbondanti.  »

Perché il bimbo in utero non si vede ancora?

23/11/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se l'ovulazione avviene più tardi rispetto all'ipotesi può accadere che l'embrione non sia visibile ecograficamente nell'epoca della gravidanza in cui generalmente lo è già.   »

Fai la tua domanda agli specialisti