Genitori divorziati: figli più a rischio obesità

Roberta Camisasca
A cura di Roberta Camisasca
Pubblicato il 14/08/2019 Aggiornato il 14/08/2019

La minore disponibilità economica dei genitori divorziati, ma anche altri fattori, concorrerebbero ad aumentare il rischio di obesità nei figli. Ecco perché

Genitori divorziati: figli più a rischio obesità

Uno studio della London School of Economics and political science ha dimostrato che i figli di genitori divorziati corrono un rischio di obesità maggiore rispetto agli altri bambini. I risultati hanno evidenziato che la separazione, se vissuta traumaticamente, può avere effetti negativi anche sulle abilità cognitive, educative ed emotive dei bambini che nei casi più seri possono incorrere nella depressione. Questa esperienza difficile risulta essere tanto più critica quanto più piccolo è il bambino.

Controlli da 9 mesi a 11 anni

I ricercatori britannici hanno seguito ben 1.573 dei nati tra il 2000 e il 2002 in 5 momenti della loro vita: 9 mesi, 3, 5, 7 e 11 anni. In questi bambini, nei successivi 24 mesi dopo la separazione si è manifestato un aumento di massa corporea, mentre, nei seguenti 12, si è sviluppata del tutto la possibilità di sviluppare obesità. Altri studi hanno rilevato ulteriori effetti negativi della separazione: l’obesità può provocare a sua volta la depressione.

Pochi soldi, meno frutta e sport

Dalle cause individuate durante le ricerche è emersa la minore disponibilità economica dei genitori divorziati, che impedisce di acquistare cibi freschi (frutta e verdura) e di affrontare costi di attività extra-curriculari come sport e svaghi fondamentali per la salute. Lo studio ha evidenziato infine che i bambini si adeguano ad abitudini alimentari sbagliate soprattutto quando i genitori divorziati hanno meno tempo ed energie spesso a causa di un lavoro più intenso.

Un esercito di divorziati

Dal 1991 a oggi i divorzi in Italia sono quadruplicati, rivela l’Istat. Molti papà e mamme si ritrovano improvvisamente soli ad affrontare le sfide quotidiane (economiche, educative) della genitorialità. Nel 1983 i nuclei monogenitoriali italiani erano meno di mezzo milione, nel 2005 non superavano le 600mila unità. Oggi sono un milione e 34mila. Oggi un sesto delle famiglie italiane è composto da un genitore solo e da un figlio minore, nell’86,4% il genitore è donna. Sono quasi 900mila in Italia le donne sole con un figlio, contro i 141mila nuclei con padre single.

Da sapere!

Gli psicologi ricordano che è fondamentale, in un divorzio, mettere in primo piano il benessere dei figli, se necessario rivolgendosi a un esperto per farsi aiutare.

 

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