Genitori divorziati: figli più a rischio obesità

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca Pubblicato il 14/08/2019 Aggiornato il 14/08/2019

La minore disponibilità economica dei genitori divorziati, ma anche altri fattori, concorrerebbero ad aumentare il rischio di obesità nei figli.

Genitori divorziati: figli più a rischio obesità

Tristezza, depressione, persino aumento di peso. Sono tante le conseguenze che il divorzio dei genitori può avere sullo sviluppo sano ed equilibrato di un bambino. Li elenca uno studio inglese condotto alla London School of Economics and political science, che sostiene che i figli di genitori divorziati vanno incontro a un rischio di obesità maggiore rispetto agli altri bambini.

I rischi, tanto maggiori più l’età del bambino è inferiore, vanno da una compromissione delle abilità cognitive, educative ed emotive, alla vera e propria depressione, soprattutto se la separazione avviene in modo brusco e il piccolo la vive come un trauma.

Controlli da 9 mesi a 11 anni

Analizzando il peso, il comportamento il benessere di circa 1500 bambini nei successivi 24 mesi dopo la separazione, gli scienziati hanno rilevato un aumento di massa corporea nei piccoli, mentre nell’anno successivo aumenta la possibilità di sviluppare obesità. Ulteriori effetti negativi della separazione sono stati provati da analisi precedenti, secondo cui l’obesità può aumentare il rischio di depressione.

Pochi soldi, meno frutta e sport

Per quanto riguarda le motivazioni, si ipotizza la minore disponibilità economica dei genitori divorziati, che impedisce di acquistare cibi freschi (frutta e verdura) e di affrontare i costi di sport e svaghi fondamentali per la salute psicofisica nell’età evolutiva. Nelle situazioni in cui i genitori divorziati hanno meno tempo ed energie, spesso a causa di un lavoro più intenso, i figli tendono a lasciarsi andare al cibo spazzatura e alla sedentarietà.

Un esercito di divorziati

Dal 1991 a oggi i divorzi in Italia sono quadruplicati, rivela l’Istat. Molti papà e mamme si ritrovano improvvisamente soli ad affrontare le sfide quotidiane (economiche, educative) della genitorialità. Se negli anni Ottanta i nuclei monogenitoriali italiani erano meno di mezzo milione, nel 2005 arrivavano quasi a 600mila unità. Oggi sono un milione e 34mila. Oggi un sesto delle famiglie italiane è composto da un genitore solo e da un figlio minore, nell’86,4% il genitore è donna. Quasi 900mila donne italiane crescono un figlio da sole, contro i 141 mila padri single.

Da sapere!

Gli psicologi ricordano che è fondamentale, in un divorzio, mettere in primo piano il benessere dei figli, se necessario rivolgendosi a un esperto per farsi aiutare.

 

Fonti / Bibliografia
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