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Giocare non è “solo” un passatempo, ma è un vero e proprio strumento di conoscenza per i bambini. È soprattutto giocando che i più piccoli conoscono il mondo che li circonda, acquisendo e sviluppando in modo progressivo competenze di vario genere.
I giochi educativi e istruttivi sfruttano l’appeal dell’attività ludica e offrono ai bambini risorse utili alla loro evoluzione cognitiva. Spaziano in diversi ambiti – dalla matematica alle lingue – e sono pensati per tutte le fasce di età: dai giochi sensoriali per i primi mesi di vita ai giochi interattivi per i bambini più grandi.
Il coinvolgimento dei genitori è importante, specialmente quando si tratta di introdurre nuove attività e di renderle parte della routine quotidiana.
L’importanza di scegliere i giochi educativi
I giochi educativi sono preziosi alleati dei genitori per il corretto sviluppo del bambino. In realtà per i bambini qualsiasi esperienza di gioco è una fonte di apprendimento, ma ciò che caratterizza i giochi istruttivi è che sono pensati appositamente per raggiungere determinati obiettivi.
“Aiutano a sviluppare una serie di capacità nei bambini perché trasformano l’apprendimento in qualcosa di naturale. Rimane più impresso, soprattutto nei più piccoli, perché attraverso il gioco riescono a sviluppare competenze cognitive, motorie, emotive e sociali senza percepirle come uno studio” spiega la psicologa Serena Mongelli.
Ecco alcuni dei vantaggi che comportano i giochi educativi:
- Stimolano la curiosità: favoriscono lo sviluppo di una mente attiva e desiderosa di conoscere
- Stimolano la fantasia e la creatività: costruzioni e materiali artistici aiutano a esprimere l’immaginazione
- Migliorano le abilità linguistiche: giochi di parole e libri interattivi arricchiscono il lessico e favoriscono la comunicazione
- Migliorano capacità come memoria e concentrazione: regole e sequenze ben precise da ricordare stimolano entrambi gli aspetti
- Incentivano il pensiero critico e il problem solving: giochi di strategia e puzzle impongono di trovare una soluzione
- Favoriscono le capacità relazionali: i giochi da tavolo, per esempio, insegnano ai bambini a collaborare tra loro e a capire le dinamiche sociali
- Aiutano a gestire le emozioni: i bambini si confrontano sia con la vittoria che con la sconfitta
- Migliorano le abilità motorie: molti giochi coinvolgono il movimento e richiedono una buona coordinazione occhio-mano.
Un altro aspetto da non sottovalutare è che, nella maggior parte dei casi, i giochi educativi favoriscono la partecipazione dei genitori che possono sfruttare questa tipologia di attività per intrattenere i bambini quando sono a casa. Così facendo si unisce l’utile al dilettevole, facendoli divertire e al tempo stesso imparare.
Sta proprio ai genitori capire quali giochi educativi proporre ai bambini, ma come sceglierli? Prima di tutto è bene considerare gli interessi dei propri figli.
In secondo luogo, è bene soffermarsi sulla loro età perché a fasi della crescita diverse corrispondono giochi diversi. L’ideale sarebbe far ruotare giochi educativi che fanno riferimento a più ambiti e che stimolano abilità differenti.
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“Più crescono, più aumenta la complessità dei giochi. Nei bambini molto piccoli, per esempio, si usano libri tattili e altri giochi che favoriscono l’esperienza sensoriale. Quando sono più grandi è utile proporre giochi che aiutino la coordinazione motoria: questi permettono di imparare a tagliare, a prendere in mano le matite e le penne. Alle volte, quando iniziano la scuola primaria, i bambini non sono in grado di farlo da soli, quindi sono di grande aiuto” spiega Serena Mongelli.
Soprattutto quando i giochi vengono presentati ai più piccoli per la prima volta, è fondamentale che i genitori giochino insieme a loro.
Partecipare in modo attivo ai giochi dà il buon esempio e dimostra ai bambini che imparare può essere anche divertente. Giocare insieme, inoltre, rafforza il legame tra genitori e figli e, quando si tratta di giochi educativi, permette alle mamme e ai papà di seguire da vicino i loro progressi.
Giochi educativi 0-3 anni
Nei primi anni di vita i bambini sono pieni di energie e fremono all’idea di conoscere tutto ciò che li circonda. Durante i primi mesi il gioco è perlopiù sensoriale: sono da preferire i giochi che aiutano a esplorare e ad apprendere nuove abilità attraverso i sensi, con colori accesi per stimolare la vista, suoni per stimolare l’udito e materiali che sollecitano il tatto.
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Quando i bambini riescono ad afferrare gli oggetti possono divertirsi con sonagli, anelli o costruzioni morbide. In questo frangente, in cui iniziano a muoversi di più gattonando o provando ad alzarsi, è bene invogliarli e stimolarli con giochi come palline morbide da far rotolare, giochi impilabili – sono molto apprezzati, per esempio, i giochi in legno Montessori – e giochi sonori per migliorare udito e musicalità.
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È a partire dal compimento del primo anno di età che il gioco approda a un’altra dimensione. I bambini interagiscono in modo più attivo: risultano quindi graditi i giochi di costruzioni e quelli che promuovono l’apprendimento delle prime parole.
Fascia 3-6 anni
Tra i 3 e i 6 anni cresce l’interesse dei bambini per il linguaggio e la comunicazione. È possibile proporre loro giochi educativi con cui ampliare il lessico e apprendere i rudimenti della lettura e della scrittura.

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Questa è anche l’età migliore per coltivare le abilità di calcolo e le capacità logiche, con i primi giochi matematici, indovinelli e problemi semplici da risolvere ma che risultano comunque sfidanti.
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Giochi creativi come i puzzle e i primi libri di attività per disegnare e colorare stimolano la fantasia e preparano alla scuola.
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Intorno ai 3 anni i bambini cominciano a sviluppare la concezione lineare del tempo (comprendendo la sequenza degli eventi, il prima e il dopo). Per aiutarli c’è bisogno di riferimenti concreti che scandiscano il succedersi di giorni, mesi e stagioni. Uno dei giochi educativi più utili in tal senso è il primo calendario, con cui seguire l’alternarsi delle giornate, prendere coscienza delle condizioni meteo e della routine della giornata.

Per questa fascia di età sono consigliati anche i giochi imitativi che si rifanno alla vita degli adulti e che spingono i bambini a lavorare di fantasia: “I bambini oggi sono sempre più iperstimolati. Questi giochi sono strumenti utili per aiutarli a crescere a livello creativo“.
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“Giochi di ruolo come la cucina, giocare al medico oppure al negozio sviluppano la creatività dei bambini e li aiutano a improvvisarsi adulti. In questo modo capiscono anche come funzionano le loro dinamiche sociali” afferma la psicologa Serena Mongelli.
Giochi per bambini dai 6 ai 9 anni
Complice l’inizio della scuola, i bambini a quest’età sono affamati di sapere e pieni di domande su tantissimi argomenti diversi. È il momento perfetto per far svolgere loro attività multidisciplinari che siano in grado di appagare, attraverso il divertimento, ogni tipo di curiosità.
Pensiamo alla conoscenza del corpo umano, per esempio, ma anche alla storia e alla geografia.
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Un altro ambito che affascina i bambini è quello delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Sono consigliati tutti quei giochi educativi che permettono di fare esperimenti di chimica, fisica e biologia, per un approccio alle scienze istruttivo ma sempre molto divertente.

Tra i giochi educativi migliori per questa fascia di età si distinguono, inoltre, quelli che accompagnano i bambini nello sviluppo del pensiero critico, ne migliorano le capacità di problem solving e ne coltivano le abilità sociali.
I giochi da fare in gruppo gettano i semi per le interazioni in famiglia, a scuola e nel tempo libero. “Giocando con gli altri si impara a cedere il posto, lasciare spazio, condividere e rispettare le regole” suggerisce Serena Mongelli.

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I giochi da tavolo e di strategia, in particolar modo, aiutano i bambini a gestire al meglio le emozioni e a sviluppare un maggiore autocontrollo.
In copertina foto di Freepik Via Freepik.com
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In breve
I giochi educativi favoriscono lo sviluppo di abilità come memoria, concentrazione, linguaggio e calcolo. Fatti in gruppo o con i genitori favoriscono le capacità relazionali e la gestione delle emozioni. Vanno scelti tenendo conto degli interessi del bambino (dalla lettura alla scienza) e dell’età.












