Giovani e sesso: rimandati a settembre

Patrizia Masini A cura di Patrizia Masini Pubblicato il 06/04/2018 Aggiornato il 17/09/2019

Sembra un paradosso ma tra giovani e sesso l'ignoranza è infinita. Poca informazione corretta e tanta superficialità, con risvolti inquietanti, come l'eccesso di sesso non protetto

Giovani e sesso: rimandati a settembre

Sono i più esperti di social network e di pornografia online, ma sono i più ignoranti in tema di sesso. Tra giovani e sesso manca completamente informazione. Ricerche condotte negli Stati Uniti rivelano, infatti, come già a 13-14 anni gli adolescenti inizino a documentarsi sul sesso ma sui siti porno. Da qui ne deriva una visione distorta dei giovani e sesso. Senza contare che la fascia d’età tra i 12 e i 14 anni, secondo gli esperti, è proprio quella più a rischio. Non solo in ambito sessuale (malattie sessualmente trasmissibili o gravidanze indesiderate), ma anche per l’abuso di alcol e droga.

Rapporti non protetti e contraccezione d’emergenza

La prima volta avviene generalmente intorno ai quindici anni, ma spesso i ragazzi hanno rapporti non protetti e tendono ad abusare della contraccezione di emergenza (pillola del giorno dopo). La colpa, però, non è tutta loro: lo conferma una ricerca della casa farmaceutica Bayer su 9mila donne di nove Paesi che ha messo due generazioni a confronto: le figlie e le mamme del boom economico che oggi hanno tra i 50 e i 65 anni. Il 35% delle ragazze di oggi si trova nella stessa situazione di scarsa informazione delle madri. Da un altro studio Gfk Health rivolto questa volta a oltre 3mila giovani uomini e donne tra i 13 e i 25 anni di 15 Paesi, emerge che il tema della contraccezione spesso è affrontato con troppa leggerezza, tant’è che oltre la metà degli intervistati (57,1%) ha ammesso di aver avuto rapporti non protetti. Il 25,1% perché ritiene una gravidanza improbabile, altri hanno volutamente scelto di affidarsi alla fortuna e oltre il 40% di non aver avuto nessun metodo contraccettivo disponibile al momento.

La situazione in Italia

Nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati Istat, la maggioranza degli adulti fino a 54 anni utilizza metodi contraccettivi, ma i numeri più bassi sono proprio tra le donne dai 18 ai 24 anni (53,9%), anche se alcune hanno dichiarato di astenersi dai rapporti sessuali. Stando invece a Hbsc (che ha analizzato i comportamenti dei ragazzi in età scolare) quasi il 24% dei quindicenni italiani ha già avuto un rapporto sessuale e c’è un vero e proprio boom della contraccezione d’emergenza. I dati Aifa (Agenzia italiana del farmaco) rivelano un’impennata delle vendite della pillola dei 5 giorni dal 2012 a oggi, soprattutto a partire dal 2015, quando per le donne maggiorenni è stata tolto l’obbligo di prescrizione medica.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

In Italia, secondo la relazione del ministero della Salute, le interruzioni volontarie di gravidanza nel 2016 sono state 87.639, con un calo del 3 per cento rispetto al 2015 (-52,2% rispetto agli anni Ottanta) e del 2,1% tra le giovani sotto i 20 anni. Tra le motivazioni in parte c’è proprio la connessione con l’aumento delle vendite della pillola dei 5 giorni dopo.

 

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