La dermatite atopica peggiora in estate?

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 03/07/2026 Aggiornato il 04/07/2026

È una patologia molto variabile che in alcuni casi migliora con il caldo, in altri peggiora. Una corretta gestione consente comunque ai bambini di vivere serenamente la stagione estiva.

Dermatite atopica in estate

Una cute molto secca, arrossata, pruriginosa e soggetta a riacutizzazioni alternate a periodi di relativo benessere. Con l’arrivo dell’estate molti genitori si chiedono se il caldo possa peggiorare la dermatite atopica oppure, al contrario, favorire un miglioramento. La risposta non è uguale per tutti. Si tratta infatti di una patologia estremamente variabile: alcuni bambini durante i mesi estivi presentano una significativa riduzione dei sintomi, mentre altri sperimentano un peggioramento, anche importante.

Molto dipende dalle caratteristiche individuali della malattia, dall’intensità del caldo, dal livello di umidità, dalla sudorazione, dall’esposizione al sole, dal contatto con sabbia, cloro o acqua di mare e dalle corrette abitudini di cura della pelle. L’estate in ogni caso non deve essere vissuta con timore né con eccessive restrizioni.

I bambini con dermatite atopica in estate possono andare al mare, giocare all’aperto, fare il bagno e vivere le vacanze come i loro coetanei, purché vengano adottati alcuni semplici accorgimenti che aiutino a preservare la funzione di barriera della pelle. Ne parliamo con la dottoressa Laura Mazzotta, medico estetico, specialista in Igiene e Medicina Preventiva e Nutrizione Clinica presso il Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara.

Cosa succede nel periodo estivo

La dermatite atopica è una delle malattie infiammatorie croniche della pelle più frequenti in età pediatrica e interessa soprattutto lattanti e bambini nei primi anni di vita, anche se può persistere o comparire successivamente. È caratterizzata da una barriera cutanea più fragile del normale che rende la pelle particolarmente vulnerabile alla perdita di acqua, all’ingresso di sostanze irritanti e agli allergeni ambientali.

L’idea che la dermatite atopica migliori automaticamente durante i mesi estivi è molto diffusa, ma non sempre corrisponde alla realtà clinica. Nella pratica si osservano infatti comportamenti molto diversi da bambino a bambino. Una parte dei piccoli pazienti riferisce un netto miglioramento durante l’estate. L’esposizione moderata alla luce solare, infatti, esercita un’azione antinfiammatoria naturale che può ridurre l’infiammazione cutanea. Anche il clima marino, caratterizzato da maggiore umidità e da una moderata esposizione ai raggi ultravioletti, può contribuire a rendere la pelle meno irritata in alcuni soggetti.

Esiste però anche il caso opposto. In molti bambini il caldo intenso rappresenta uno dei principali fattori che favoriscono il prurito. L’aumento della temperatura corporea e la sudorazione possono irritare ulteriormente una pelle già compromessa, provocando un peggioramento delle lesioni e aumentando il desiderio di grattarsi. Il grattamento, a sua volta, danneggia ulteriormente la barriera cutanea, creando un circolo vizioso che favorisce nuove infiammazioni, aumenta il rischio di infezioni cutanee e peggiora il quadro della dermatite atopica in estate.

L’umidità elevata tipica di alcune località, gli sbalzi di temperatura tra ambienti climatizzati e aria esterna, l’utilizzo prolungato di costumi bagnati e il contatto con sabbia o acqua molto salata possono contribuire a irritare la cute nei bambini più sensibili. Anche il cloro delle piscine in alcuni bambini può risultare irritante, mentre in altri non provoca alcun problema.

L’esposizione solare che, se ben controllata può essere benefica, rischia se eccessiva e non protetta di aggravare il quadro della dermatite atopica in estate: una scottatura in particolare provoca un’importante infiammazione della cute e può peggiorare sensibilmente il problema. 

Da ultimo non va trascurato il cambio delle abitudini quotidiane: orari, alimentazione, prodotti utilizzati per l’igiene e routine terapeutiche. Talvolta proprio l’interruzione della regolare applicazione degli emollienti è uno dei motivi principali delle riacutizzazioni estive.

Per questo motivo non è possibile stabilire una regola valida per tutti. Ogni bambino presenta una propria risposta individuale all’estate e l’obiettivo deve essere quello di osservare attentamente come reagisce la sua pelle, adattando le cure quotidiane alle sue esigenze specifiche.

Perché migliora

Molti bambini con dermatite atopica riferiscono un evidente miglioramento durante i mesi estivi, tanto che alcune famiglie osservano una quasi completa remissione delle lesioni.
Le ragioni sono diverse. L’esposizione moderata ai raggi UV, sempre con adeguata protezione solare, esercita un effetto antinfiammatorio che può ridurre l’attività della malattia. Non a caso alcune forme di fototerapia utilizzate nei casi selezionati sfruttano proprio questo principio.

Anche il mare può offrire benefici. L’acqua marina, grazie alla presenza di sali minerali, in alcuni bambini contribuisce a ridurre la colonizzazione batterica della pelle e favorisce una lieve azione lenitiva. Tuttavia il beneficio dipende molto dalla durata del bagno e dalle condizioni della cute: se sono presenti fissurazioni importanti o lesioni molto infiammate, il contatto con l’acqua salata può inizialmente provocare bruciore.

Anche l’umidità presente nelle località marine può contrastare la disidratazione cutanea che caratterizza la dermatite atopica in estate in modo particolare ma anche in altri periodi dell’anno.

Va inoltre considerato un aspetto spesso sottovalutato: durante le vacanze i bambini trascorrono più tempo all’aria aperta, vivono situazioni meno stressanti, dormono generalmente meglio e conducono uno stile di vita più rilassato. Sebbene lo stress non rappresenti la causa della dermatite atopica, può influenzarne l’andamento e contribuire alle riacutizzazioni.

È comunque importante non interpretare il miglioramento estivo come una guarigione definitiva. La dermatite atopica è una malattia cronica caratterizzata da fasi alterne e, anche quando la pelle appare completamente normale, la barriera cutanea rimane più fragile rispetto a quella di un bambino senza dermatite. Per questo motivo è fondamentale continuare la corretta idratazione quotidiana anche nei periodi di benessere.

Le regole d’oro per l’estate

La prevenzione rimane lo strumento più efficace: mantenere integra la barriera cutanea attraverso l’uso regolare di emollienti, evitare il surriscaldamento della pelle, scegliere detergenti delicati e non interrompere le cure prescritte consentono nella maggior parte dei casi di convivere serenamente con la dermatite atopica in estate.

  1. Idratare la pelle ogni giorno: applicare una crema emolliente quotidianamente (anche se la pelle sembra stare meglio), preferibilmente dopo il bagno o la doccia sulla pelle ancora umida, per rinforzare la barriera cutanea
  2. Attenzione dopo mare e piscina: i bagni sono concessi, ma subito dopo risciacquare il bambino con acqua dolce per eliminare sale, sabbia o cloro. Asciugare la pelle tamponando delicatamente (senza sfregare), riapplicare la crema emolliente e cambiare il costume per non lasciarlo bagnato addosso
  3. Esposizione al sole intelligente: evitare le ore più calde della giornata (tra le 11 e le 16) e proteggere la pelle con un filtro solare ad ampio spettro, senza profumo e formulato per pelli sensibili e pediatriche, da riapplicare regolarmente
  4. Abiti freschi e traspiranti: scegliere indumenti leggeri in cotone o tessuti naturali per limitare il sudore e il surriscaldamento, che aumentano il prurito. Evitare i capi sintetici o troppo aderenti
  5. Non sospendere le terapie senza il parere del medico: anche se la pelle migliora al sole, non modificare o interrompere le cure prescritte senza aver prima consultato il medico.

In caso di peggioramento improvviso, febbre, oppure se compaiono lesioni che trasudano o croste giallastre (segni di una possibile infezione), consultare tempestivamente il pediatra o il dermatologo.

 

In breve

L’estate non rappresenta necessariamente un nemico per i bambini con dermatite atopica. Per alcuni piccoli pazienti può addirittura coincidere con il periodo dell’anno in cui la pelle appare più sana e meno infiammata; per altri, invece, caldo e sudorazione possono favorire nuove riacutizzazioni. La chiave è imparare a conoscere la risposta individuale della pelle del proprio bambino e adottare una routine costante fatta di idratazione, protezione solare adeguata e attenzione ai fattori irritanti.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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