La vitamina D protegge anche da asma e allergie, ma nei bambini è scarsa

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 27/06/2019 Aggiornato il 27/06/2019

Non è importante solo per le ossa. La vitamina D preserva anche da malattie autoimmuni e cardiovascolari oltre che dalle infezioni respiratorie. Ma un bambino su due in Italia è carente

La vitamina D protegge anche da asma e allergie, ma nei bambini è scarsa

I bambini non dovrebbero mai essere carenti di vitamina D. Se, infatti, già sono noti gli effetti contro rachitismo e osteoporosi e nel favorire un sano sviluppo osseo, ricerche più recenti hanno dimostrato che protegge anche da diverse malattie autoimmuni e cardiovascolari oltre che – ed è la novità degli ultimi tempi – dalle allergie nei neonati e dall’asma e dalle infezioni respiratorie ricorrenti nei bambini più grandicelli. Dell’importanza di questa vitamina e del suo ruolo per il benessere dell’apparato respiratorio si è parlato a Milano nel corso dell’ultimo congresso della Siaip, la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica.

Miglior controllo dell’asma

“Studi recenti – ha spiegato nel corso del suo intervento Diego Peroni, ordinario di Pediatria Università di Pisa – hanno messo in luce che nei bambini asmatici la supplementazione con vitamina D riduce la frequenza delle riacutizzazioni della malattia e ne favorisce un miglior controllo con l’uso dei farmaci di base antinfiammatori. Un suo deficit è invece spesso connesso a un maggior numero di accessi ospedalieri per broncospasmo e a una maggiore necessità di terapia con corticosteroidi orali”. Non meno importante il ruolo protettivo nei confronti di Tbc, otite media, faringotonsillite e bronchiolite.

Carente un bambino su due

Eppure, nonostante i benefici, un bambino su due in Italia risulta carente di vitamina D. “Nel nostro Paese – afferma Michele Miraglia del Giudice, vicepresidente Siaip – alcuni studi condotti su neonati e bambini in varie città – Novara, Verona, Nord-Est, Parma, Roma – hanno rilevato un ampio deficit di questa vitamina, la cui entità varia a seconda della zona geografica in cui si vive, ma che possiamo mediamente stimare attorno al 50%. La carenza di vitamina D è quindi una condizione che riguarda un bambino italiano su 2″. Anche a livello mondiale se ne registra un’insufficienza in ampie fasce di bimbi “che dipende da latitudini, colore della pelle, dall’obesità, ma anche dal troppo tempo passato in casa e dall’assenza di gioco all’aperto”.

 

 

Da sapere!

La supplementazione di vitamina D è raccomandata nel primo anno di vita in tutti i bimbi e da 1 a 18 anni nei soggetti a rischio (ovvero di etnia non caucasica ed elevata pigmentazione, con ridotta esposizione solare, con insufficienza renale o epatite cronica, obesi, con celiachia o malattie infiammatorie croniche).

 

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