Le origini della dislessia sono legate a problemi di ritmo

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 30/12/2020 Aggiornato il 30/12/2020

Ricercatori italiani hanno formulato una teoria sulla relazione che legherebbe ritmo e dislessia

Le origini della dislessia sono legate a problemi di ritmo

Lo studio, coordinato dall’Università di Milano-Bicocca e realizzato in collaborazione con l’Istituto Besta, è stato pubblicato su Scientific Report e afferma che il ritmo ci consente di prevedere il futuro che si verificherà nell’immediato, all’incirca mezzo secondo dopo, e di conseguenza ci permette di agire al momento giusto: il requisito ideale per leggere correttamente e in maniera fluente.

Anticipare gli eventi futuri

Hanno partecipato allo studio due gruppi di adulti (età media 22 anni), di cui 15 con dislessia e 23 controlli (cioè a sviluppo tipico), e due gruppi di bambini (età media 9 anni) di cui 18 con dislessia e 29 controlli. Dall’indagine è stato rilevato che il ritmo, che troviamo nel linguaggio e nella musica, ci permette di estrarre la struttura temporale di una successione di eventi come parole o suoni e di usarla per prepararci a un evento futuro (ad esempio la parola che dovrò pronunciare immediatamente dopo quella che sto pronunciando adesso) e quindi per anticipare quel che accadrà mentre non ho ancora finito di elaborare l’evento presente. In altre parole, il ritmo permette una sfasatura tra quello che stiamo dicendo e quello che stiamo guardando: nella lettura, mentre stiamo pronunciando una parola non guardiamo questa ma stiamo già osservando la parola successiva. Solo in questo modo possiamo leggere in modo fluente. Allo stesso modo mentre si suona un tasto del pianoforte, le dita sono già preparate per il successivo.

La musica può aiutare

I ricercatori hanno dimostrato che le persone con dislessia hanno difficoltà a leggere fluentemente perché presentano minori capacità di anticipazione e ritmo: non sono in grado di anticipare la parola successiva a quella che stanno pronunciando. Secondo Maria Teresa Guasti, docente di glottologia e linguistica e coordinatrice della ricerca, questa ipotesi permette di capire perché un allenamento ritmico o una pratica musicale possono essere d’aiuto per le persone con dislessia: infatti musica e danza allenano la capacità di anticipare il futuro e quindi migliorano la sfasatura tra voce e sguardo su cui si basa una lettura fluente.

 

 

 
 
 

da sapere!

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento che generalmente si manifesta in età scolare e influisce sulla capacità di leggere e talvolta di scrivere, in maniera fluente. Secondo recenti stime, ne soffrirebbe il 5-17% della popolazione adulta, in particolare soggetti di sesso maschile.

 

Fonti / Bibliografia

  • Timing anticipation in adults and children with Developmental Dyslexia: evidence of an inefficient mechanism | Scientific ReportsDevelopmental Dyslexia (DD) is a learning disorder characterized by specific difficulties in learning to read accurately and fluently, which has been generally explained in terms of phonological deficits. Recent research has shown that individuals with DD experience timing difficulties in the domains of language, music perception and motor control, probably due to impaired rhythmic perception, suggesting that timing deficit might be a key underlying factor to explain such a variety of difficulties. The present work presents two experiments aimed at assessing the anticipatory ability on a given rhythm of 9-year old Italian children and Italian adults with and without DD. Both adults and children with DD displayed a greater timing error and were more variable than controls in high predictable stimuli. No difference between participants with and without DD was found in the control condition, in which the uncertain timing of the beat did not permit the extraction of reg...
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