L’iperattività nei bambini: cause e rimedi della sindrome Adhd

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 23/01/2013 Aggiornato il 23/01/2013

L’iperattività nei bambini riguarda circa il 3-4% dei bimbi italiani. Come capire se si tratta della sindrome Adhd oppure no

L'iperattività nei bambini: cause e rimedi della sindrome Adhd

L’iperattività nei bambini è un disturbo di origine neurobiologica, caratterizzato da un marcato livello di disattenzione e da una serie di comportamenti che denotano, appunto, iperattività e impulsività.  È dovuto ad alterazioni e disfunzioni che colpiscono i circuiti di aree specifiche del cervello.

Quali sono le conseguenze

L’iperattività nei bambini si manifesta, innanzitutto, con un’eccessiva vivacità. I bambini colpiti da questo disturbo, detto anche Adhd (sindrome da deficit di attenzione e iperattività), non prestano la minima attenzione a qualsiasi attività che venga loro proposta, da quelle scolastiche al gioco con gli amici, persino allo sport. Inoltre, spesso si comportano male e non riescono a rispettare le regole base del comportamento. Un ambito difficile per i bambini iperattivi è la scuola perché si alzano continuamente dal loro posto, non riescono a fare i compiti e finiscono con cambiare banco, classe e talvolta anche scuola. Il loro profitto scolastico è scarso. Problemi analoghi a quelli riscontrati a scuola vengono vissuti dal bambino iperattivo anche in tutte le occasioni di vita sociale, dagli allenamenti sportivi al catechismo, alle feste con i coetanei.

Come si riconosce

In Italia il percorso diagnostico e terapeutico è garantito dal Registro nazionale Adhd, istituito dalle Autorità regolatorie come il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Agenzia del farmaco. In Italia esistono circa 110 centri di riferimento regionali accreditati dove è possibile ricevere la diagnosi, che viene eseguita da uno staff di medici esperti. La diagnosi si basa soprattutto sull’osservazione clinica del bambino, sull’integrazione di informazioni raccolte nei vari contesti di vita e sull’esecuzione di esami.

I segnali da osservare

Secondo le linee guida perché si possa parlare di Adhd, un bambino deve manifestare:

almeno sei dei nove sintomi di disattenzione, uno dei quattro sintomi di impulsività e tre dei cinque sintomi di iperattività, oppure almeno sei di nove sintomi di disattenzione, oltre ad almeno sei dei nove sintomi di iperattività-impulsività;

un insieme persistente di elementi di disattenzione o iperattività e impulsività che si manifestano in modo più frequente e più serio di quanto è tipicamente osservato in individui a un livello paragonabile di sviluppo;

i sintomi devono essere presenti per almeno sei mesi.

Interventi su più fronti

Occorre prevedere una combinazione di interventi medici, educativi, comportamentali e psicologici sul bambino e sui genitori. Nelle forme più serie l’iperattività nei bambini può essere gestita con una cura farmacologica. Oggi si interviene utilizzando il methilfenidato, un farmaco che agisce ripristinando i corretti circuiti deputati all’attenzione e concentrazione mediante l’aumento di dopamina. In più, il medicinale riduce  anche l’iperattività. In Italia, comunque, si presta molta attenzione all’utilizzo di questo tipo di farmaci nei bambini, che vengono prescritti solo in casi eccezionali.

A scuola e a casa

Il Teacher Training è la metodologia che permetterebbe agli insegnanti di affrontare le situazioni legate ai ridotti tempi di attenzione, all’agitazione motoria e alla bassa tolleranza di questi alunni. Purtroppo, in Italia è poco conosciuta e raramente praticata. Per ulteriori informazioni: www.aifa.it.

In breve

Così scopri se tuo figlio è iperattivo

L’iperattività è un disturbo difficile da diagnosticare perché spesso viene confuso con una semplice vivacità del bambino. In realtà, invece, l’Adhd, ovvero la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, è un problema complesso che si identifica in base a dei parametri ben precisi stabiliti dalle linee guida del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità che valutano il livello di disattenzione, d’impulsività e d’iperattività e la frequenza di questi comportamenti.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Si può andare in montagna col pancione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Durante la gravidanza, l'altitudine ideale per chi sceglie una vacanza in montagna è intorno ai 1000 metri e non superiore ai 1500.   »

Problemi con un piercing: ci sono rischi per la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton

Nel caso in cui per risolvere un problema dovuto al piercing sia sufficiente medicare il lobo dell'orecchio e, quindi, ricorrere solo a cure locali, non ci sono problemi per la gravidanza.   »

Possono arrivare le mestruazioni a tre mesi dal parto mentre si allatta?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elsa Viora

Durante l'allattamento, anche esclusivo, possono sia ritornare le mestruazioni sia verificarsi episodi di spotting (lievi sanguinamenti occasionali).  »

Il bambino starnutisce appena si trova sotto il sole: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Capita se all'improvviso viene esposto al sole per via di un errore di interpretazione del cervello, che giudica l'esposizione a una fonte luminosa abbagliante un elemento di disturbo che spetta al naso allontanare.   »

Mancato accollamento di 3 mm a inizio gravidanza: si può andare in vacanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche.   »

Fai la tua domanda agli specialisti