Long Covid: perché è importante monitorare la salute dei bambini?

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 11/03/2022 Aggiornato il 11/03/2022

A quattro settimane dalla fase acuta dell'infezione bimbi e adolescenti che hanno avuto il Covid vanno visitati per evitare complicanze a lungo termine. Ecco perché è importante monitorare gli effetti del Long Covid sulla salute dei bambini. I consigli delle società di pediatria

Long Covid: perché è importante monitorare la salute dei bambini?

Un controllo dopo 4 settimane dalla fase acuta dell’infezione e un’ulteriore visita a tre mesi dalla diagnosi di Covid-19. È questo, secondo i pediatri italiani, il “calendario” da seguire per tenere sotto osservazione la salute di bambini e adolescenti che hanno avuto il Covid-19. L’obiettivo è scovare eventuali sintomi legati all’ormai noto “Long Covid”  e affrontarli tempestivamente effettuando valutazioni approfondite.

Le raccomandazioni per i pediatri di famiglia e per i genitori per osservare la salute dei bambini e dei teenager che hanno avuto il Sars-Cov-2 arrivano da un documento redatto dalla Società Italiana di Pediatria (SIP) in collaborazione con la Società Italiana di Malattie Respiratorie Infantili (SIMRI), con la Società Italiana di Malattie Infettive Pediatriche (SITIP), con la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP), con la Società Italiana di Emergenza e Urgenza Pediatrica (SIMEUP) e con la Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS).

Cos’è il Long Covid?

Di Long Covid si parla ormai da diversi mesi, eppure ancora non è stata data una definizione precisa di questa condizione. La comunità scientifica  è concorde nel parlare di Long Covid in presenza di sintomi che, trascorsi tre mesi dalla diagnosi di infezione da Sars-Cov-2, perdurano da almeno 2 mesi e non possono essere spiegati con altra diagnosi. Nell’individuare la presenza di sintomi da Long Covid particolare attenzione va posta, spiegano gli esperti, nell’osservare lo stato di salute dei giovani tra la quarta e la dodicesima settimana dopo l’infezione.

Quali sono i sintomi più frequenti del Long Covid?

L’affaticamento persistente è il sintomo più frequentemente riscontrato nelle persone guarite dal Covid-19, indipendentemente dall’età. A questo si aggiungono cefalea, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, dolori addominali, dolori muscolari o articolari, dolore toracico persistente, mal di stomaco, diarrea, palpitazioni cardiache e lesioni cutanee. Questi sintomi possono essere transitori, intermittenti, manifestarsi da soli o in varie combinazioni.

Quali sono i sintomi psicologici post Covid-19 riscontrati più spesso?

Gli studiosi spiegano che i sintomi del Long Covid che si manifestano in bambini e ragazzi sono solo in parte legati al danno causato dal virus ai tessuti: perlopiù sono invece la conseguenza dello stress causato dalla pandemia, indipendentemente dall’azione patogena del Sars-Cov-2. In particolare tra i giovanissimi gli effetti dell’infezione a lungo termine risultano essere soprattutto di tipo psicologico (ansia, depressione, fino ad arrivare all’autolesionismo). A questo proposito il documento stilato raccomanda che i bambini con evidenti sintomi di stress mentale ricevano un supporto psicologico personalizzato.

Come si cura il Long Covid?

Come spiega la presidente della SIP, Annamaria Staiano, al momento non esistono cure standardizzate per il Long Covid. “Dopo gli accertamenti di routine si praticano le terapie sulla base del sintomo prevalente”. E sottolinea che “la vaccinazione appare fondamentale per proteggere bambini e adolescenti dalle possibili conseguenze a lungo termine del Covid-19”.

 

 
 
 

In sintesi

È vero che il Long Covid colpisce solo chi ha avuto una manifestazione grave di Covid-19?

Sebbene i sintomi da Long Covid si manifestino più spesso nei soggetti che hanno avuto un’infezione grave, sono molti i pazienti asintomatici o con pochi sintomi che li hanno sviluppati.

Quanti sono i bambini e gli adolescenti colpiti da Long Covid?

La reale diffusione del Long Covid tra bambini e adolescenti non è determinata, varia dal 4 al 60% a seconda degli studi effettuati fino a oggi. Sono necessari ulteriori studi per definire la reale prevalenza del Long Covid nei giovanissimi, per comprendere meglio questa malattia e migliorare il trattamento.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti