Malattie neuromuscolari pediatriche: un centro per nuove cure

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 14/11/2019 Aggiornato il 14/11/2019

Si trova a Roma ed è la prima struttura in Italia per la ricerca sulle malattie neuromuscolari in ambito pediatrico

Malattie neuromuscolari pediatriche: un centro per nuove cure

Colpiscono oltre 40mila persone in Italia e un malato su tre affetto da malattie neuromuscolari come la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), le distrofie muscolari o l’atrofia muscolare spinale (Sma) è giovanissimo. Ora i piccoli pazienti potranno trovare nuove speranze di cura nel primo istituto per la ricerca in ambito pediatrico sulle malattie neuromuscolari: il NeMO Institute of Neuromuscular Research (NINeR), nato a Roma dalla collaborazione tra il Centro Clinico NeMO (NeuroMuscular Omnicentre) e la Fondazione Policlinico Universitario-Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Agostino Gemelli”.

Oltre 20 sperimentazioni già attive

Il NINeR comprende al suo interno la prima clinical trial unit interamente dedicata alle malattie neuromuscolari in ambito pediatrico in Italia, un’area di 150 mq dove i bambini insieme alle famiglie potranno accedere alle cure sperimentali. L’unità prevede un team multispecialistico preparato per l’attivazione e la diffusione di protocolli e procedure di ricerca che rispondano ai migliori standard internazionali per lo svolgimento di trial clinici, compresi gli studi di fase I e l’applicazione delle nuove terapie genetiche che necessitano di infrastrutture adeguate. Oltre 20 sperimentazioni cliniche per patologie neuromuscolari sono già attive, principalmente  per la distrofia muscolare di Duchenne e per l’atrofia muscolare spinale.

Standard scientifici internazionali

“Grazie alla creazione del NINeR – spiega Eugenio Maria Mercuri, direttore scientifico del NINeR e professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università Cattolica di Roma – potremo garantire nello stesso luogo un’assistenza clinica adeguata e di alto livello per le famiglie di bambini e ragazzi con patologie neuromuscolari, e una struttura di ricerca che possa accogliere le nuove esigenze e opportunità terapeutiche con certificazioni e protocolli nel rispetto dei migliori standard scientifici internazionali”.

Da sapere!

La creazione e l’avvio delle attività del NINeR sono state possibili grazie al sostegno delle maggiori Associazioni di genitori con bambini affetti da patologia neuromuscolare e di quelle impegnate in ambito sociosanitario che hanno creduto nel valore e nell’importanza del progetto: Associazione Famiglie SMA Onlus – Genitori per la ricerca sull’Atrofia Muscolare Spinale, UILDM Onlus – Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, ASAMSI – Associazione per lo Studio delle Atrofie Muscolari Spinali Infantili, Wamba Onlus.

Fonti / Bibliografia

  • Nasce il NeMO Institute of Neuromuscular Research - Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCSCentro Clinico NeMO e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS presentano il NeMO Institute of Neuromuscular Research (NINeR), il primo Istituto in Italia creato per svolgere programmi di ricerca clinica in ambito pediatrico sulle malattie neuromuscolari. Nasce in Italia, presso il Policlinico Gemelli, il primo Istituto di ricerca clinica in ambito pediatrico sulle malattie neuromuscolari,patologie […]
  • Eugenio Maria Mercuri: Neuropsichiatria infantile | Policlinico GemelliProf. Eugenio Maria Mercuri, esperto in Neuropsichiatria infantile presso il dipartimento di Scienze della salute della donna, del bambino e di sanità pubblica del Policlinico Universitario Agostino Gemelli, più grande ospedale di Roma, centro di ricerca e Fondazione
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

40 anni e non rimango incinta dopo due mesi di tentativi: devo preoccuparmi?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In età matura, le probabilità di concepire per ciclo mestruale sono piuttosto basse, quindi non stupisce che dopo appena due mesi di tentativi la gravidanza non sia ancora iniziata. E questo vale anche in caso di riserva ovarica ancora soddisfacente.   »

Qual è il momento migliore per concepire una bambina?

05/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Castagna

Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza.   »

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti