Miocardite nei bambini, le cause e come si interviene

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 04/08/2026 Aggiornato il 04/08/2026

Possono essere responsabili infezioni virali, batteriche, ma anche malattie autoimmuni, farmaci ed agenti fisici. Dopo una accurata diagnosi cardiologica si assumono farmaci ed è necessario evitare le fatiche fisiche eccessive.

Miocardite nei bambini, le cause e come si interviene

La miocardite nei bambini è un’infiammazione che coinvolge il miocardio, ossia il tessuto “attivo del cuore”, quello che è soggetto gli impulsi elettrici che provocano le contrazioni e che, quindi, è il responsabile del funzionamento dell’organo stesso. Dovuta spesso a cause infettive, ha sintomi non sempre chiari e soprattutto nei più piccoli può somigliare a una forma influenzale con coinvolgimento respiratorio. Solo i più grandicelli riescono a riferire segnali riconducibili al cuore. La miocardite nei bambini è curabile con un trattamento farmacologico, ma è necessario non sottovalutare i sintomi anche se sembrano vaghi e la diagnosi non è sempre semplice.

Sintomi

I sintomi della miocardite nei bambini, soprattutto in quelli più piccoli che non sono in grado di riferire bene i malesseri, sono variabili e poco specifici. Possono avvicinarsi a quelli di una sindrome influenzale e comprendono:

  • febbre
  • respirazione affannosa
  • inappetenza
  • difficoltà ad alimentarsi
  • irritabilità
  • pallore
  • sudorazione fredda
  • accessi notturni di tosse
  • enuresi, ossia necessità di alzarsi di notte per urinare.

Nei bambini più grandi, può essere più semplice sospettare che si tratti di qualcosa di diverso rispetto a una forma di tipo influenzale. A questa età sono infatti più consapevoli dei disturbi che avvertono e possono descrivere ai genitori sensazioni a carico del cuore, come palpitazioni o “tuffi”, sia dopo uno sforzo fisico sia a riposo. Queste sensazioni compaiono perché, a causa dell’infiammazione, il miocardio non riesce più a funzionare bene come quando è sano. Questi sintomi, come anche quelli più aspecifici, vanno immediatamente riferiti al pediatra.

Cause

La miocardite nei bambini può essere dovuta a molte ragioni diverse tra loro. Solitamente, però, le cause possono essere suddivise tra infettive e non infettive.

Le cause infettive

La miocardite infettiva è dovuta a infezioni soprattutto da virus, ma anche da altri agenti, come batteri, protozoi, funghi ma in un percentuale inferiore di casi.

I virus più spesso responsabili di miocardite nei bambini sono il Citomegalovirus, che si trasmette soprattutto tra i bambini piccoli, il Coxsackievirus responsabile della malattia mani-bocca-piedi abbastanza frequente tra i bimbi. Altri virus coinvolti sono il virus dell’influenza stagionale, l’Herpes virus, il virus dell’epatite C, l’Adenovirus, il Sars-Cov-2 e altri meno frequenti.

Nel caso siano responsabili batteri, questi possono essere i più vari, dalla Legionella responsabile di infezioni delle vie respiratorie, alla Salmonella che causa forme gastro-enteriche abbastanza serie, agli Streptococchi ad altri ancora.

Più raramente, ma vanno compresi tra le cause infettive della miocardite nei bambini, sono responsabili funghi come la Candida o l’Aspergillo o, ancora protozoi come il Toxoplasma gondi (anche questo responsabile di una infezione pericolosa per la gravidanza), gli Echinococci e altri.

È importante ricordare che anche gli agenti responsabili di malattie esantematiche come il morbillo o la rosolia possono causare infiammazione del miocardio. Questa è un’altra buona ragione per sottoporre i bambini alle vaccinazioni dell’infanzia, oltre che a quella per l’influenza eventualmente parlandone con il pediatra. I vaccini infatti hanno anche l’effetto di prevenire complicanze.

Le cause non infettive

Anche le cause non infettive della miocardite nei bambini sono numerose.

Il disturbo può insorgere, per esempio, a causa di una malattia autoimmune di cui soffre il piccolo. Un disturbo autoimmune si verifica quando, per cause non ancora ben accertate, l’organismo di una persona produce auto-anticorpi, che attaccano le sue strutture. Esempi di malattie autoimmuni sono il Lupus eritematoso sistemico (un disturbo reumatologico che coinvolge alcuni organi e la pelle) e altre malattie reumatologiche che possono colpire anche i bambini, le malattie croniche intestinali, la sindrome di Sjogren (caratterizzata dall’infiammazione cronica delle ghiandole esocrine).

Altra causa non infettiva è una reazione ad alcune sostanze, per esempio farmaci (penicillina o cefalosporine), o anche lo shock subito dall’organismo, per esempio una situazione di ipotermia prolungata, quando cioè l’organismo è sottoposto per molto tempo alle basse temperature. Anche se raramente, un colpo di calore intenso può talvolta essere responsabile della comparsa di miocardite.

È bene precisare che, in un organismo sano, solitamente sia le cause infettive sia quelle non infettive come gli agenti termici o i farmaci non causano miocardite. Nei soggetti fragili, però, le cellule del tessuto muscolare del cuore possono essere più facilmente attaccate dagli agenti infettivi o dalle altre cause. Si verifica così un’infiammazione che porta alla comparsa di sintomi non sempre facili da interpretare. Quindi non sempre i bambini che hanno avuto un’infezione virale o batterica o che soffrono di malattie autoimmuni necessariamente vanno incontro a problemi di miocardite.

Come affrontare una diagnosi di miocardite

Non è facile arrivare a una diagnosi di miocardite nei bambini, soprattutto in quelli molto piccoli, perché in questa età non si riesce sempre a esternare un disagio al petto che può essere appunto legato al malfunzionamento del tessuto contrattile del cuore. I sintomi descritti sopra, anche quelli che non si riferiscono nello specifico al cuore, vanno sempre approfonditi parlandone con il pediatra. Per la diagnosi è poi necessario effettuare alcuni esami specifici, presso un cardiologo pediatra o in un ambulatorio di cardiologia, meglio se in un ospedale pediatrico. Gli esami che si eseguono sono:

  • Elettrocardiogramma, completamente indolore, che attraverso alcuni elettrodi posti sul torace del bambino rileva aritmie e disturbi della conduzione dovuti alla miocardite
  • Ecocardiogramma, che attraverso una sonda a emissioni di ultrasuoni (totalmente innocui e indolori) permette di visualizzare le dimensioni dei ventricoli cardiaci e la loro funzione. In questo modo può rilevare un ridotto grado di funzionamento di entrambi i ventricoli. Permette inoltre di individuare con chiarezza un eventuale versamento pericardico
  • Ricerca di anticorpi specifici, attraverso un prelievo del sangue, che possono aiutare a capire se si è trattato di una infezione virale a causare pericardite
  • Esami specifici come la scintigrafia miocardia, per individuare aree di infiammazione del tessuto, oppure la risonanza magnetica che permette di visualizzare il cuore nel suo insieme, in tre dimensioni, per valutare la struttura e il funzionamento.

A volte si esegue un prelievo di tessuto (chiamata biopsia endomiocardica), per studiare le alterazioni a carico del miocardio stesso, dovuto all’infiammazione. Si esegue in anestesia generale, è di breve durata ma si tratta di una procedura invasiva perché consiste nell’introduzione di un sottile catetere che raggiunge il miocardio, preleva alcune cellule che sono poi analizzate al microscopio. Per questa ragione, nei bambini si effettua raramente e solo se si hanno dubbi alla diagnosi o se la forma di miocardite sembra particolarmente seria.

Come si cura

Il trattamento più adatto in caso di miocardite dipende dalla causa scatenante. Se la causa è batterica occorre una cura antibiotica, mentre negli altri casi si possono assumere antinfiammatori. Se la situazione del cuore è già compromessa, può essere necessario il ricovero in ospedale per la somministrazione di farmaci come Ace-inibitori e Beta-bloccanti, molecole che regolarizzano l’attività contrattile del cuore. Se la causa è una malattia autoimmune, è necessario controllare adeguatamente questa con le terapie appropriate.

Nella maggior parte dei casi, la miocardite nei bambini guarisce senza lasciare disturbi particolari, ma è bene ricordare che l’attività fisica intensa va evitata per almeno sei mesi dopo la diagnosi e la cura di miocardite.

Nel caso l’infezione lasci parti di tessuto cicatriziale e quindi malfunzionamento con aritmie, è importante effettuare controlli regolari al cuore e proseguire la cura suggerita dal cardiologo.

Fondamentale è la prevenzione: come accennato, effettuare i vaccini per l’infanzia evita di contrarre in forma seria alcune infezioni che possono, nei soggetti più fragili, trasformarsi in miocardite.

Photo by Ian Taylor for Pexels

 
 
 

In breve

La miocardite nei bambini è un’infezione del tessuto contrattile del cuore per infezioni, agenti fisici, malattie autoimmuni. Causa sintomi poco specifici, che vanno sempre riferiti al pediatra. Esami come elettrocardiogramma ed ecocardiogramma permettono di raggiungere una diagnosi corretta.

 

Fonti / Bibliografia

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