Covid nei bambini: perché Omicron non li protegge dalle reinfezioni?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 01/09/2022 Aggiornato il 01/09/2022

Ammalarsi di Covid non protegge i bambini dal rischio di una reinfezione, perché la variante Omicron non fa produrre anticorpi a sufficienza. Ecco perché con l’arrivo dell’autunno gli esperti invitano a far vaccinare anche i più piccoli

bambina fa il tampone per la variante omicron

Non è sufficiente ammalarsi “naturalmente” di Covid nei bambini per acquisire un’adeguata immunità. È quindi opportuno effettuare il vaccino, che garantisce una produzione sufficiente di anticorpi per evitare reinfezioni e complicanze. Lo sostengono alcuni esperti della University of Birmingham, con uno studio uscito su bioRxiv, una piattaforma che diffonde le ultime novità in tema medico scientifico prima della revisione definitiva degli esperti. La causa sta nella variante Omicron.

Ammalarsi di Covid fa sviluppare immunità?

Secondo i ricercatori, l’infezione primaria della variante Omicron del Covid nei bambini produce una scarsa immunità. Non si può quindi escludere la possibilità di una successiva reinfezione, con tutti i rischi collegati alle complicanze. Gli esperti inglesi sono giunti a questa conclusione dopo aver monitorato 43 bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni non vaccinati, risultati positivi alla variante Omicron. Di questi giovanissimi, 23 avevano già contratto il Covid-19  prima dell’avvento di Omicron. Gli esami hanno dimostrato che solo il 53% dei piccoli che avevano preso il Covid con la variante Omicron possedeva anticorpi rilevabili. Gli anticorpi erano invece presenti in quantità nei casi di infezione secondaria, ossia dopo che i bambini si erano ammalati una seconda volta. In particolare una seconda infezione di Covid nei bambini comporta livelli di anticorpi 24 volte più alti rispetto alla sola infezione.

È utile il vaccino per i bambini?

La prima infezione naturale di Covid nei bambini protegge, quindi, solo parzialmente. I ricercatori hanno accertato una risposta cellulare legata all’azione dei linfociti T, presente nel 97% dei partecipanti. Questo tipo di risposta rappresenta uno scudo contro le infezioni serie: di conseguenza, l’infezione naturale protegge per lo meno contro le forme più pericolose della malattia. Non evita però la seconda infezione e nemmeno il rischio che i bambini siano soggetti al Long Covid. Con questo termine si intende un insieme di sintomi come malessere, stanchezza, stati depressivi che si prolungano anche diverse settimane dopo la risoluzione dell’infezione primaria. Per questa ragione, gli esperti suggeriscono la somministrazione del vaccino, che fornisce un’elevata risposta immunitaria senza rischio di sviluppare la malattia.

 

 

 
 
 

In sintesi

Quali sono i sintomi del Covid-19 nei bambini?

Sono simili a quelli di una forma influenzale: febbre, tosse, mal di gola, stanchezza, più raramente nausea e disturbi intestinali. In generale i bambini sviluppano meno frequentemente, rispetto agli adulti, complicanze serie. Possono però trasmettere il virus agli adulti e agli anziani.

I vaccini per il Covid sono rischiosi per i bambini?

No, non sono stati segnalati effetti importanti a causa della somministrazione del vaccino. Solitamente compaiono mal di testa, debolezza e qualche linea di febbre per uno o due giorni. I sintomi si controllano con riposo ed eventualmente con un antipiretico suggerito dal pediatra.

 

Fonti / Bibliografia

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