Come correggere le orecchie a sventola nei bambini?

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi Pubblicato il 29/09/2022 Aggiornato il 29/09/2022

Non compromettono l’udito, ma possono creare un notevole disagio psicologico al bambino che è bene non sottovalutare. Come affrontare il problema delle orecchie a sventola nei bambini

orecchie a sventola: gli interventi nei bambini

Colpiscono circa il 5% della popolazione, senza differenza tra maschi e femmine. Le orecchie a sventola sono uno degli inestetismi che possono causare maggior disagio nei bambini.

Come capire se il neonato ha le orecchie a sventola?

Riconoscerle è facile: la particolare forma dei padiglioni delle orecchie tende a far sì che siano spostati più in avanti e, quindi, a essere più prominenti e visibili. Va però subito sottolineato che nelle orecchie a sventola la funzione uditiva è assolutamente normale.   Quindi, se non si correggono non succede nulla dal punto di vista della crescita e dell’udito: rimane però il disagio psicologico dell’inestetismo che può essere solo in parte nascosto dai capelli (e soprattutto nelle femmine) quando il neonato diventa bambino e poi adulto.

Come è fatto l’orecchio?

Le orecchie umane differiscono da un soggetto all’altro; esistono alcune tipologie di lobi, e questo grazie a uno specifico gene, chiamato allele. Le opzioni sono due. I lobi infatti possono essere:

  • attaccati ai lati del viso (allele recessivo)
  • liberi (allele dominante).

Nel primo caso avremo un lobo piccolo con poco spazio per gli orecchini, nel secondo un lobo più carnoso che può anche “pendere” dal padiglione o presentarsi sporgente verso l’esterno.

 

A cosa sono dovute le orecchie a sventola nei bambini?

Le orecchie a sventola (dette anche ad ansa) nei bambini sono un difetto congenito (ossia presente alla nascita) e hanno una caratteristica ben riconoscibile: i padiglioni auricolari si contraddistinguono per una diversa conformazione. Sono normali per forma e dimensioni, ma si mantengono eccessivamente distanti dalla nuca, assumendo il caratteristico aspetto prominente e distaccato. Le orecchie a sventola possono riguardare entrambi i padiglioni auricolari (la situazione più comune) o anche – ben più raramente – un solo orecchio. A volte il neonato – vuoi perché ha il capo molto piccolo, vuoi per le posizioni assunte durante il travaglio – può sembrare colpito da questo inestetismo, che però, spesso, scompare con la crescita.
Le orecchie a sventola vere e proprie invece si formano così intorno al sesto mese di gravidanza, quando la cartilagine (ossia un tessuto elastico e flessibile) che costituisce il padiglione auricolare, anziché piegarsi all’indietro – come solitamente accade durante il suo normale sviluppo – tende a irrigidirsi e si stabilizza in una posizione tale da creare un maggior spazio tra la nuca e l’orecchio.

Come avvicinare le orecchie alla testa?

Per riportare le orecchie dei bambini alla forma normale si ricorre all’intervento chirurgico di otoplastica, che rappresenta ancora oggi la soluzione definitiva del problema. poiché garantisce il rimodellamento delle cartilagini dei padiglioni auricolari secondo la naturale conformazione.
In alternativa all’intervento (che può essere eseguito solo sui bambini più grandicelli, verso i 5-6 anni di età), però, non mancano tecniche e accorgimenti possibili fin da subito che, tuttavia, non hanno la stessa capacità risolutiva.

Come operare le orecchie a sventola?

L’intervento chirurgico è preceduto da un’accurata visita iniziale, durante la quale vengono rilevati forma e dimensioni dei padiglioni auricolari, nonché lo stato di salute del bambino.
L’intervento consiste nel praticare un’incisione dietro le orecchie e nel rimuovere la cartilagine in eccesso dei padiglioni auricolari, così da poterli riposizionare ben allineati alla nuca.
L’operazione è in genere praticata in day surgery, dura circa due ore, viene eseguita in anestesia totale (locale se si tratta di adulti e adolescenti). Non presenta particolari controindicazioni, né lascia tracce visibili: l’unica cicatrice presente resta nascosta dietro l’orecchio. Dopo l’intervento il bambino deve indossare un bendaggio per alcuni giorni. Il successivo decorso post-operatorio è indolore e solitamente si risolve nel giro di due settimane. Ma per circa tre mesi potrà essere indossata una fascia per la testa durante la notte.

Quando si possono operare le orecchie a sventola?

L’intervento di otoplastica viene effettuato intorno ai 5-6 anni di età, cioè dopo che i padiglioni auricolari hanno raggiunto un certo grado di sviluppo, assumendo la propria conformazione definitiva. Del resto, è proprio intorno a questa età che il piccolo, cominciando ad andare a scuola e a relazionarsi con i compagni di classe, sviluppa una maggiore percezione di sé e può cominciare ad avvertire imbarazzo e disagio psicologico per la propria situazione. Il bambino potrebbe, infatti, risentirne se i compagni lo prendono in giro. Durante l’adolescenza, poi nel momento in cui si è molto attenti alla propria immagine, i problemi possono aumentare, anche nei rapporti con l’altro sesso.

In cosa consiste l’intervento Earfold?

Recentemente sono state introdotte tecniche meno invasive rispetto all’intervento chirurgico classico. In particolare, si utilizza un dispositivo denominato Ear Fold, adatto a correggere le orecchio a sventola sia negli adulti sia nei bambini di età non inferiore ai sette anni.
Ear Fold si presenta come una specie di placchetta metallica che, disposta sotto la cute in corrispondenza dell’orecchio, permette di rimodellare il padiglione auricolare secondo la forma desiderata e, soprattutto, di mantenere nel tempo la nuova conformazione. L’intervento, minimamente invasivo, viene effettuato in anestesia locale e dura pochi minuti. Non restano cicatrici visibili e il decorso post-operatorio è molto rapido. La placchetta – progettata per restare impiantata sottocute – è realizzata in materiale altamente biocompatibile: si tratta di una lega di titanio e nichel, rivestita in oro per renderla meno visibile attraverso la pelle.
 

 

 
 
 

In sintesi

Come correggere le orecchie a sventola senza intervento?

Innanzitutto si può fare attenzione quando si mette il bebè nella culla, facendo in modo che le orecchie siano ben distese e non piegate. A questo scopo si può utilizzare anche una fascia morbida e larga che copra i padiglioni auricolari e li mantiene piegati all’indietro e ben aderenti alla nuca, in modo da “costringere” le cartilagini a svilupparsi secondo la conformazione corretta. L’utilizzo di fasce può portare a qualche risultato apprezzabile soltanto se questa tecnica viene applicata fin dalle prime settimane di vita e per lunghi periodi, quando i padiglioni auricolari sono ancora in formazione.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Placenta bassa in 16^ settimana: si può prendere l’aereo?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una sospetta inserzione bassa della placenta va confermata con l’ecografia transvaginale a partire dalla 20^ settimana, quindi circa un mese prima di questa data è prematuro diagnosticarla: proprio per questo un viaggio in aereo si può affrontare senza rischi.   »

Dopo tre cesarei si può partorire naturalmente?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Al travaglio di prova dopo un parto cesareo, noto con l'acronimo TOLAC dall'inglese trial of labour after cesarean, possono essere ammesse solo le mamme che abbiano già affrontato l'intervento solo una, massimo due volte.   »

Manovre effettuate durante l’ecografia: possono causare danno al feto?

04/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giovanni Battista Nardelli

Nessuna delle manovre manuali esterne effettuate dal medico per poter svolgere l'ecografia nel migliore dei modi può esporre il feto a rischi.   »

Bimbo di 4 anni con una tosse che non passa nonostante l’antibiotico

02/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

È un'eventualità frequente che i bambini della scuola materna passino più tempo a tossire che il contrario. Posto questo, l’antibiotico andrebbe usato quanto la tosse con catarro persiste per più di un mese senza tendenza alla remissione.  »

Fai la tua domanda agli specialisti