Ossiuri: come proteggere i bambini dall’infezione

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 30/01/2020 Aggiornato il 30/01/2020

L’infestazione da ossiuri è molto comune nei bambini. Ma non è impossibile da prevenire. Basta osservare alcune regole. Ecco quali

Ossiuri: come proteggere i bambini dall’infezione

Praticamente tutti i genitori hanno lo spauracchio dei pidocchi. Ma c’è un altro nemico altrettanto fastidioso che può colpire i bambini: gli ossiuri, all’origine di un’infezione parassitaria intestinale. I più colpiti sono i più piccoli: la maggior parte dei casi si registra, infatti, in età pre-scolare e scolare. Si stima che gli ossiuri, il cui nome scientifico è Enterobius vermicularis, infestino un bimbo su quattro.

Si riconoscono facilmente

Gli ossiuri, più noti come vermi, causano un’infestazione facilmente riconoscibile. Il sintomo principale, infatti, è rappresentato da un prurito intenso avvertito dal bambino della zona perianale, soprattutto durante la notte. Spesso si associano anche altri disturbi, come irrequietezza, dolore addominale e diarrea. In alcuni casi, compaiono poi anemia, deficit di vitamina B12 e infezioni a livello uro-genitale. Se i genitori hanno il sospetto che il proprio bambino soffra di ossiuriasi, possono ispezionare la zona anale e perianale non appena si sveglia: in genere, infatti, in presenza del disturbo, è possibile notare piccoli filamenti bianchi in movimento. È utile osservare accuratamente anche le feci e la biancheria intima. Nelle bambine, le larve di ossiuri possono raggiungere anche gli organi genitali, provocando vaginiti. Per curarli, in genere, il pediatra prescrive prodotti specifici.

Come avviene il contagio

Ma come fa un bambino a contrarre gli ossiuri? La trasmissione avviene per via oro-fecale: il bimbo infetto, a causa del prurito intenso, può grattarsi il sederino e poi toccare con le mani oggetti e superfici, infettandoli. Basta che altri bimbi entrino in contatto con questi veicoli (o direttamente con le mani dell’amichetto) e con le uova presenti nell’ambiente e poi si portino le mani alla bocca per essere contagiati a loro volta. Del resto, i bambini tendono a trascurare le regole basi dell’igiene come lavarsi le mani prima di mangiare e dopo essere andati in bagno. Tuttavia, va ricordato che la trasmissione può avvenire anche attraverso i cibi poco cotti o crudi, soprattutto le carni, gli alimenti non lavati correttamente, la condivisione di asciugamani, biancheria da letto, sanitari e giocattoli. L’elevata contagiosità degli ossiuri non fa altro che facilitare il contagio.

10 consigli anti-ossiuri

Secondo l’associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici, WAidid, basta seguire 10 semplici regole per prevenire l’infezione da ossiuri e il contagio. Ecco quali:

1) lavare accuratamente le mani prima di maneggiare il cibo

2) evitare di consumare carni poco cotte o pesce crudo

3) pulire bene frutta e verdura prima del loro consumo

4) non lasciare cibi fuori dal frigo per più di due ore

5) lavare biancheria intima, lenzuola e asciugamani ad alte temperature (almeno a 60° C) e separatamente da altri indumenti

6) igienizzare sanitari, banchi e tavoli da cucina

7) spiegare al bambino di non avvicinare i giocattoli alla propria bocca

8) assicurarsi che i compagni di asilo/scuola non utilizzino i giochi del proprio bambino nel periodo in cui è infetto

9) far indossare al bambino mutandine in cotone così da alleviare il prurito

10) applicare localmente una pomata che possa alleviare il prurito

 

 

Da sapere!

Per diagnosticare l’infezione parassitaria intestinale si ricorre allo scotch test: in pratica si applica del nastro adesivo sulla zona anale. In questo modo, si possono raccogliere eventuali uova incriminate. I campioni (almeno tre, raccolti al risveglio) vanno poi esaminati al microscopio.

 

Fonti / Bibliografia

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