Pavor notturno: cos’è e cosa fare

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 10/04/2025 Aggiornato il 10/04/2025

Si manifesta con episodi di intensa paura durante il sonno, in cui il piccolo sembra svegliarsi ma in realtà non è consapevole di ciò che sta accadendo. I consigli della psicologa Deny Menghini per gestirlo.

Pavor notturno

Chiamato anche terrore notturno o disturbo da terrore nel sonno, il pavor notturno è una condizione benigna che interessa soprattutto i bambini sotto i 10 anni, con un picco attorno ai 18 mesi.

È caratterizzato da un risveglio parziale molto agitato, quasi sempre nella prima parte della notte. Può essere fonte di preoccupazione per i genitori perché gli episodi talvolta sono impressionanti, con il piccolo che grida, è sudato e ha il respiro corto.

Nonostante le manifestazioni intense, però, non si tratta di nulla di serio. “Nella maggioranza dei casi, infatti, il pavor nocturnus non è espressione di malattie né di disturbi affettivi e tende a risolversi spontaneamente con la crescita” spiega la dottoressa Deny Menghini, psicologa e psicoterapeuta, responsabile dell’unità di Psicologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Durante le crisi è importante che mamma e papà mantengano la calma, non intervengano e non sveglino il figlio. Devono solo accertarsi che non corra dei rischi, togliendo eventuali oggetti pericolosi.

Di cosa si tratta

Il pavor notturno appartiene al gruppo delle parassonie, ossia comportamenti complessi, indesiderati e inconsapevoli nel sonno. Ne fanno parte anche come il sonnambulismo, il bruxismo e il sonniloquio (formulazione di frasi o parole durante il sonno). Si parla di pavor nocturnus quando improvvisamente il bambino si sveglia, urla, appare spaventato, agitato e sudato.

In genere, questi episodi si verificano nel primo terzo della notte, durante la fase non REM, quella di sonno lento e profondo, in cui non si sogna. “Il bambino, in realtà, è solo apparentemente sveglio. Infatti, non è cosciente, non riconosce i genitori e non reagisce agli stimoli ambientali. Generalmente, torna rapidamente a dormire e il mattino successivo non ricorda nulla dell’accaduto” chiarisce la dottoressa. Gli incubi, invece, si verificano durante la fase di sonno REM, che è più vicina alla veglia, per questo il piccolo si sveglia completamente e il giorno dopo ricorda quanto successo.

Cause

Nella maggior parte dei casi, il pavor notturno è una condizione benigna e non patologica, specie sotto i due anni. Le cause non sono chiare, ma tipicamente non è espressione di malattie né di disturbi relazionali né di vissuti emotivi. “Potrebbe essere legato a un’immaturità di alcune regioni cerebrali, come il sistema limbico. Con la crescita e probabilmente con la maturazione del cervello, tende a risolversi spontaneamente. Raramente si protrae oltre i 10-12 anni” conferma la psicoterapeuta. Non ha generalmente un significato patologico né alcuna conseguenza. Il rischio di svilupparlo è maggiore se si hanno altri famigliari che ne soffrono.

La durata degli episodi di pavor notturno è variabile, ma in genere il tutto si risolve in pochi secondi. Raramente le crisi si verificano più di una volta per notte. Anche la frequenza è variabile e non prevedibile.

Sintomi nei bambini

  • Il bambino si sveglia improvvisamente (in realtà è un risveglio apparente) urlando e gridando
  • Talvolta si mette a sedere sul letto in preda al terrore
  • A volte ha gli occhi sbarrati, a volte serrati
  • È pallido e sudato
  • È soggetto ad agitazione intensa
  • Il respiro è corto e frequente
  • Il battito del cuore è accelerato
  • Può agitarsi in movimenti scomposti e irrigiditi

Durante il pavor notturno, il bambino non risponde né alle parole né ai gesti. Anzi, se i genitori lo accarezzano o gli parlano, la crisi può aumentare. Talvolta, può anche perdere la pipì. Se viene svegliato completamente appare confuso e disorientato. Dopo l’episodio, però, si rilassa e riprende tranquillamente a dormire, come non fosse successo nulla.

Pazientare, unica soluzione utile

Il pavor notturno non necessita di cure mediche né di interventi da parte dei genitori. Di fronte a un episodio, la cosa migliore è aspettare, senza fare nulla. Sebbene le manifestazioni possano essere molto intense e destare preoccupazione, è importante mantenere la calma e non cedere al desiderio di intervenire per interromperle. Cercando di svegliare il bambino o confortarlo con coccole e rassicurazioni verbali, infatti, si rischia solo di aumentarne l’agitazione o di prolungare la crisi. Se il piccolo si alza o cammina nel sonno, limitarsi ad accompagnarlo delicatamente a letto.

“Il mattino dopo, si consiglia di non raccontare al figlio quanto successo per non generare in lui preoccupazioni in merito al sonno e allarmismi inutili” suggerisce Deny Menghini. “Sapendo di essere stato soggetto a terrore notturno potrebbe sviluppare timori rispetto al sonno per la paura di perdere il controllo senza esserne consapevole ”. Dopo un episodio è bene, invece, mettere in sicurezza la cameretta, per esempio togliendo eventuali oggetti pericolosi come forbici e soprammobili appuntiti. Assicurarsi anche di chiudere le finestre.

Insomma mamma e papà devono armarsi di pazienza tenendo presente che gli episodi si risolvono spontaneamente con la crescita. Molto utile informarsi sulle caratteristiche del pavor nocturnus, così da sapere bene di che cosa si tratta e cosa può succedere e, di conseguenza, tranquillizzarsi.

È bene che i genitori verifichino che il bimbo dorma comunque bene perché un sonno insufficiente e non adeguato potrebbe avere ripercussioni come stanchezza, scarsa concentrazione, nervosismo diurni. In questi casi, potrebbe essere utile un confronto con il pediatra.

Foto di copertina di ddimitrova via Pixabay.

 
 
 

In breve

Il pavor notturno è un fenomeno comune nell’età infantile e, sebbene possa allarmare i genitori, di solito è benigno e non è motivo di preoccupazione. Si manifesta con episodi di intensa paura durante il sonno, durante i quali il bimbo può apparire spaventato, urlare o muoversi in modo frenetico, spesso senza ricordare nulla dell’accaduto al risveglio. È importante che i genitori mantengano la calma durante le crisi, senza cercare di interromperle o di svegliare il figlio. Nel giro di poco tempo, infatti, il bambino si calmerà e tornerà a dormire. Con la crescita questa condizione tende a risolversi spontaneamente.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Morfologica: può essere che il feto non venga visualizzato bene?

13/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Può capitare che la posizione del feto renda difficile per l'operatore effettuare la morfologica. L'eventualità non è significativa dal punto di vista medico: a volte basta che la mamma passeggi un po' per far muovere il bambino e renderlo più visibile all'ecografo.   »

Cervice accorciata: cosa fare?

12/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

In caso di cervice accorciata, il ginecologo curante può prendere in considerazione il cerchiaggio. Comunque, il riposo stretto a letto oltre a non servire può esporre a rischi.   »

Integratori: quali sono di migliore aiuto per favorire la fertilità?

12/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Colonese

Tutti gli integratori pro fertilità presenti sul mercato possono rappresentare un aiuto per avviare una gravidanza tuttavia, poiché contengono principi attivi diversi (oltre all'acido folico che c'è in tutti), è opportuno scegliere quello che risolve eventuali carenze accertate.   »

Sanguinamento abbondante dopo un aborto spontaneo: serve il Tranex?

12/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

Nell'attesa di assumere eventualmente un farmaco antiemorragico si può provare a limitare il sanguinamento applicando sul ventre una borsa del ghiaccio.   »

Premenopausa o gravidanza?

09/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se il test di gravidanza è negativo si può escludere la gravidanza, tuttavia le irregolarità mestruali non possono essere automaticamente attribuire alla premenopausa se la donna non ha neppure 40 anni.  »

Rimanere incinta con una sola tuba pervia si può?

02/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Concepire con una sola tuba aperta è possibile, a meno che anche questa non sia interessata da un'alterazione funzionale (eventualità che non è possibile stabilire).   »

Fai la tua domanda agli specialisti