Picky eating: cos’è e come affrontare il rifiuto del cibo

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 04/03/2025 Aggiornato il 04/03/2025

Detto anche comportamento alimentare schizzinoso, è dovuto a motivi psicologici, fisiologici e familiari. Si verifica nella fascia 2-7 anni: la pazienza e il buon esempio sono la chiave per superare il problema.

Picky eating

Se alcuni bambini hanno una certa varietà alimentare e sono disposti ad assaggiare nuovi sapori, molti altri vogliono mangiare sempre le stesse pietanze. Quando la scelta degli alimenti accettati è particolarmente rigida e monotona si parla di picky eating.

Forzature, ricatti e premi rischiano solo di peggiorare le cose. I genitori non devono stancarsi di riproporre al figlio i piatti che non ha voluto assaggiare, magari cucinati in modi differenti. È essenziale anche che coinvolgano i bimbi nell’acquisito e nella preparazione dei pasti. 

Picky eating e selettività alimentare

La selettività alimentare è un comportamento tipico dell’età infantile caratterizzato dalla scarsa propensione ad assaggiare nuovi cibi e ad ampliare la propria varietà alimentare.

I picky eater sono i bambini che vogliono mangiare sempre le stesse cose, diffidando delle novità a tavola. Questa chiusura può essere più o meno totale a seconda dei casi: alcuni bambini mostrano semplicemente una predilezione per alcuni alimenti mentre altri si rifiutano categoricamente anche solo di fare un piccolo assaggio di ciò che non rientra nelle loro strette preferenze.

Il picky eating è molto diffuso specialmente nella fascia d’età fra i due e i sette anni tanto che da diverse ricerche emerge che in questa fascia d’età circa un bimbo su 10 respinge qualsiasi tentativo da parte dei genitori di introdurre pietanze alternative alla ristretta rosa di quelle apprezzate dai figli.

Dopo i sette anni di età questa chiusura tende ad allentarsi e i bambini si dimostrano più propensi ad aumentare la propria varietà alimentare. 

Da cosa dipende

  • Fattori fisiologici: durante lo svezzamento, i bambini sono più propensi ad assaggiare ciò che viene proposto loro, mano a mano che crescono invece diventano più guardinghi e sofisticati
  • Preferenza individuale per certi gusti o consistenze
  • Atteggiamento dei genitori: forzature e ricatti, per esempio peggiorano le cose e aumentano l’inappetenza.
  • Educazione alimentare poco attenta
  • Esperienze alimentari negative, come un malessere dopo un pasto
  • Un cattivo esempio da parte dei genitori
  • Un ambiente familiare e sociale complesso
  • Un clima poco sereno e tranquillo durante i pasti
  • Utilizzo di schermi durante i pasti
  • Insicurezza e bassa autostima

Cosa far mangiare al bambino che si rifiuta

Il picky eating preoccupa i genitori e spesso crea tensioni e ansie in famiglia. Invece, sarebbe importante cercare di mantenere la calma ed essere molto pazienti e rilassati. La selettività alimentare è una fase che molti bambini attraversano e che può aiutare il bimbo a definire i propri giusti e ad acquisire una maggiore autonomia e indipendenza.

Quando il bambino si rifiuta di mangiare una pietanza meglio non obbligarlo o forzarlo, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione. No anche a proporre menù alternativi, semplicemente accettare l’atteggiamento di chiusura.

Altri consigli per gestire il picky eating 

  • No a ricatti e premi, che rischiano di interferire con una sana educazione alimentare. 
  • Non stancarsi di riproporre gli alimenti che il piccolo non vuole, ma offrirli ripetutamente con grande pazienza. Sì anche a variare le ricette e a cambiare gli abbinamenti. 
  • Per esempio proporre i cibi inizialmente rifiutati insieme ad altri graditi dal bambino per invogliarlo ad assaggiarli. Non eliminarli dal menù della famiglia. 
  • Usare un po’ di fantasia e immaginazione nell’impiattamento, così da presentare i piatti in modo divertente e stimolare il bambino che rifiuta pranzi e cene. Attenzione a non riempirli troppo. 
  • Coinvolgere il più possibile i figli nell’acquisto e nella preparazione degli alimenti, ovviamente in modi adatti all’età. Più i bambini collezionano esperienze positive con il cibo e più sviluppano un rapporto sano con esso. 
  • Dare il buon esempio: mamma e papà devono essere i primi a mostrarsi disponibili a provare nuovi sapori e a non mangiare sempre le stesse cose. 
  • Cercare di instaurare una corretta routine alimentare, preparando pasti e spuntini all’incirca alla stessa ora ogni giorno. 
  • Non proporre molti cibi nuovi tutti insieme, meglio provare ad aggiungerli gradualmente e in piccole quantità. 

Selettività alimentare e disturbi dello spettro autistico

Come abbiamo visto, la selettività alimentare è un comportamento tipico di molti bambini. Può essere associata con una certa frequenza anche ai disturbi dello spettro autistico. Tuttavia, non tutti i bambini con autismo hanno un comportamento alimentare schizzinoso. Sembra che il picky eating sia collegato da un lato all’alterazione della sensorialità che caratterizza il funzionamento di questi bimbi e dall’altro lato alla loro rigidità comportamentale e cognitiva. Sembra invece che non dipenda da una mancanza di appetito.  

 

Foto di copertina di Yan Krukau via Pexels 

 
 
 

In breve

Sottotitolo

Picky eating è un’espressione utilizzata per indicare una selettività alimentare molto rigida. Si tratta di un comportamento tipico dei bambini nella fascia d’età due-sette anni, risultato di un mix di fattori diversi. Quando il bambino è schizzinoso a tavola e vuole mangiare solo poche pietanze i genitori non devono insistere né puntare su ricatti o premi, altrimenti rischiano di ottenere l’effetto opposto. Servono grande pazienza e grande inventiva, per riproporre in modi diversi e più accattivanti i cibi rifiutati. Importante anche dare il buon esempio e non predisporre al primo rifiuto un pasto alternativo.

 

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