Pidocchi nei bambini, combatterli e prevenirli

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 23/10/2020 Aggiornato il 23/10/2020

I pidocchi nei bambini sono un fastidioso problema che si ripresenta puntualmente in autunno, quando si trascorre più tempo al chiuso. È possibile combatterli (e prevenirli) con le corrette precauzioni e i prodotti giusti

Pidocchi nei bambini, combatterli e prevenirli

Nonostante la grande attenzione che oggi viene riservata all’igiene, alla pulizia e alla prevenzione di disturbi piccoli e grandi, quello dei pidocchi nei bambini è un problema che ancora non si riesce a debellare. Questi parassiti umani sono presenti tra noi un po’ tutto l’anno, ma è soprattutto in autunno che si diffondono di più.

Tornano quando inizia il freddo

Con i primi freddi, i bambini trascorrono più tempo al chiuso con i compagni di scuola, quindi questi piccoli parassiti hanno tutto il tempo di diffondersi, passando da un bambino all’altro. I pidocchi non saltano, come ancora si crede, ma camminano sulle superfici e raggiungono i bambini durante il gioco e le attività di studio. Non si sa ancora quanto, quest’anno, il distanziamento obbligatorio a scuola riuscirà anche a diminuire la diffusione dei pidocchi nei bambini. Nell’incertezza, è bene non farsi cogliere impreparati, anche perché già alcuni casi sono stati segnalati in varie scuole.

Parassiti piccoli e fastidiosi

I pidocchi sono insetti molto piccoli, che raggiungono al massimo i tre millimetri di lunghezza negli esemplari adulti. Esattamente come le pulci e le zecche, sono parassiti, ossia sono costretti a insediarsi in un organismo ospite, al quale succhiano il sangue per poter sopravvivere. Il pidocchio infesta specificamente l’uomo e sembra privilegiare le testoline dei più piccoli.

Questo succede perché, solitamente, i bambini trascorrono più tempo vicini gli uni agli altri rispetto agli adulti. Inoltre, i loro capelli sono più “ospitali” perché le ghiandole del cuoio capelluto non secernono ancora lipidi e ormoni, come accadrà più avanti con la crescita. Così, i parassiti passano dalla testa di un piccolo all’altro, si insediano preferibilmente nelle zone più calde e irrorate dal sangue come nuca e tempie, iniziando a nutrirsi succhiando il sangue e deponendo le loro uova: le lendini.

I segnali della loro presenza

Le femmine di pidocchio depongono ogni giorno 5-10 lendini, che fanno aderire alla base del capello grazie a una sostanza appiccicosa. Le lendini sono lunghe meno di un millimetro, hanno un colore perlaceo e potrebbero essere confuse con frammenti di forfora, con la differenza che restano ben aderenti al capello mentre la forfora cade da sola. Nel giro di qualche giorno, le lendini si schiudono e danno vita ad altri esemplari che nel giro di poche settimane diventano adulti. E il ciclo ricomincia.

I pidocchi inoltre possono sopravvivere fino a tre giorni al di fuori del capo di una persona, per poi raggiungere e infestare un altro cuoio capelluto. I segnali della presenza dei pidocchi sono poco definiti. Quando una persona è colpita da molti parassiti può avvertire il prurito causato dalle punture, può avere zone infiammate e in qualche caso essere soggetta a reazioni allergiche. È bene però non arrivare a questi punti con i pidocchi, effettuando ogni settimana una attenta ispezione sulla testa dei propri bambini.

Il capo va controllato con cura

Anche in assenza di sintomi come prurito, è importante controllare con regolarità il cuoio capelluto dei propri bambini. Si inizia dalla nuca, procedendo via via verso la parte superiore del capo e delle tempie, sistemandosi in un luogo ben illuminato. Le ciocche vanno divise una per una aiutandosi con un pettine a denti fitti e se necessario è bene utilizzare una lente di ingrandimento. Se si notano lendini o pidocchi, prima di tutto è importante avvisare gli amici o i compagni di scuola frequentati dal bambino.

Quindi è opportuno procedere subito all’eliminazione dei parassiti, utilizzando i prodotti adatti che sono disponibili in farmacia, a base di piretrine sinergizzate, permetrina all’1 per cento e, nei casi più resistenti, malathion. In commercio esistono anche prodotti efficaci, a base di sostanze naturali come olio di neem, olio di lavanda, joboba e melaleuca, che risultano sgradite ai parassiti. Si applica prima il prodotto, avendo l’accortezza di stenderlo su tutte le ciocche di capelli fin dalla radice, iniziando dalla cute e procedendo verso le tempie e poi la sommità del capo. Si avvolge poi la testa in un telo, si lascia agire per il tempo indicato, quindi si esegue il lavaggio con lo shampoo apposito.

Misure igieniche fondamentali

Una volta che i capelli sono asciutti, è bene passare la pettinella igienica a denti fitti tra le ciocche, per favorire l’eliminazione di lendini e pidocchi morti. L’operazione andrebbe effettuata per sicurezza a tutti i componenti della famiglia e va ripetuta dopo due settimane, per eliminare eventuali lendini che possono essere sopravvissute al primo trattamento. Se infatti si dischiudono, nel giro di pochi giorni possono reinfestare il capo del bambino. Lenzuola, indumenti, asciugamani vanno lavati in lavatrice almeno a 60 gradi.

Gli oggetti che non possono essere lavati con acqua calda vanno esposti al sole per qualche giorno. I pidocchi, infatti, non sopravvivono per più di tre giorno al di fuori del corpo di una persona. Esistono poi dei prodotti a base naturale che andrebbero spruzzati sulla chioma prima di andare a scuola: questi renderebbero sgraditi ai pidocchi l’insediamento sul cuoio capelluto.

 

 
 
 

Da sapere!

INUTILE TAGLIARE I CAPELLI

Non è necessario tagliare i capelli cortissimi per eliminare i pidocchi, come si faceva un tempo! È vero però che un taglio più corto o i capelli raccolti in trecce o chignon, rende più difficile ai parassiti annidarvisi.

Fonti / Bibliografia

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