A cura di “La Redazione”Pubblicato il 15/11/2017Aggiornato il 15/11/2017
La pillola “sugar killer” potrebbe rivoluzionare la cura del diabete di tipo 1. Ecco come agisce
È in arrivo un nuovo farmaco per la cura del diabete di tipo 1 o diabete giovanile: è la pillola sugar killer e promette di migliorare la qualità di vita dei pazienti che soffrono di questa patologia autoimmune. È quanto si apprende da uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine, che ha analizzato 1.402 pazienti con diabete di tipo 1 in trattamento con insulina, e che ha visto coinvolta anche l’Italia con l’Università Campus Bio-Medico di Roma insieme ad altri 133 centri di 19 diversi Paesi.
Tiene il glucosio sotto controllo
La pillola sugar killer non sostituisce ma affianca l’insulina, per tenere sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue. Fa parte della classe dei cosiddetti inibitori del riassorbimento del glucosio a livello renale, consentendone l’eliminazione attraverso le urine ed è in grado di ridurne l’assorbimento anche a livello intestinale. I pazienti sottoposti all’esperimento hanno registrato una significativa riduzione del fabbisogno insulinico e un miglioramento nei livelli dell’emoglobina glicata, indice di buon controllo del metabolismo: in particolare, il farmaco è riuscito ad abbassare la glicemia e a mantenerla stabile nonostante, nel contempo, fosse stato ridotto l’apporto d’insulina. La pillola sugar killer si è rivelata anche efficace nel ridurre le ipoglicemie, favorire la perdita di peso e controllare la pressione arteriosa.
In aumento in tutto il mondo
Gli italiani con diabete di tipo 1 sono circa 300mila. Nel mondo ne sono colpiti 29 milioni di persone e la malattia è in crescita. Il successo della sperimentazione rappresenta, quindi, una potenziale rivoluzione nel campo della cura di questa patologia autoimmune, detta anche “giovanile” perché di solito colpisce nell’infanzia o nell’adolescenza ed è generata dalla morte progressiva delle beta-cellule pancreatiche che, scomparendo a poco a poco, lasciano le persone colpite senza la razione giornaliera di insulina, necessaria per smaltire gli zuccheri assunti con l’alimentazione.
Da sapere!
Il farmaco, che potrebbe essere in commercio tra circa un anno, non sostituisce l’insulina ma ne riduce sensibilmente le dosi e soprattutto migliora di molto la glicemia giornaliera, limitando le situazioni di ipoglicemia.
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