Placche alla gola nei bambini: gli antibiotici non sempre servono

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 31/05/2018 Aggiornato il 18/11/2019

In caso di placche alla gola nei bambini prima di prendere gli antibiotici è bene effettuare il tampone: le placche possono, infatti, essere causate anche da infezioni virali

Placche alla gola nei bambini: gli antibiotici non sempre servono

In caso di placche alla gola nei bambini non è sempre necessario assumere l’antibiotico. A mettere in guardia dall’eccessivo uso di questa tipologia di farmaci sono i medici dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Anche con la mononucleosi

A differenza di quello che comunemente si crede, spiegano gli esperti del Bambino Gesù, la presenza di materiale biancastro che ricopre le tonsille non è sempre causata dal batterio streptococco (in presenza del quale è necessario assumere antibiotici), poiché le placche alla gola nei bambini possono comparire anche in caso di infezioni virali come la mononucleosi. È per questo che in caso di placche sulle tonsille non bisogna mai iniziare la terapia antibiotica senza prima aver verificato la presenza dello streptococco con un tampone.

Le cause del mal di gola

Nella maggior parte dei casi, spiegano i medici del Bambino Gesù, il mal di gola ha un’origine virale e non necessita di alcun trattamento. In genere faringiti e faringotonsilliti causate da virus sono accompagnate da altri segni tipici delle malattie virali, come raffreddore, congiuntivite, raucedine o diarrea. Le uniche faringotonsilliti che richiedono trattamento antibiotico sono quelle di origine batterica, causate dallo streptococco beta emolitico di gruppo A (in sigla Sbega).

L’antibiotico di scelta è sempre l’amoxicillina, da somministrarsi per bocca per 10 giorni. La terapia deve iniziare entro 9 giorni dal manifestarsi del mal di gola, ma non prima di aver eseguito il tampone, ossia l’esame microbiologico del cavo faringeo. La terapia può abbreviare e attenuare il mal di gola, ma prima di tutto ha lo scopo di prevenire le complicanze.

Il batterio responsabile

Lo streptococco è un batterio di cui esistono vari tipi, molti dei quali non provocano malattie. Lo streptococco beta emolitico di gruppo A (Sbega), invece, può causare faringotonsilliti con presenza di placche alla gola nei bambini, otite, meningiti, polmoniti, infezioni generalizzate ed endocarditi (infezioni della cavità interne o delle valvole del cuore). Anche la scarlattina, la malattia reumatica (malattia infiammatoria acuta che in genere si presenta con febbre, dolori e gonfiori articolari) e la glomerulonefrite (un’infiammazione del rene) sono causate da questo batterio.

Da sapere!

Sono disponibili due tipi di tampone faringeo per individuare la presenza dello streptococco beta-emolitico di gruppo A: l’esame colturale eseguito in ospedale o nei laboratori di analisi, il cui esito arriva dopo qualche giorno, e il test cosiddetto “rapido” con risultato immediato. Quest’ultimo è uno strumento semplice da utilizzare dai genitori a casa.

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