Pressione bassa nei bambini: sintomi, cause e cosa fare

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 04/09/2026 Aggiornato il 04/09/2026

Stanchezza, vista scura, nei casi più seri svenimento. Potrebbero essere sintomi di pressione bassa nei bambini, spesso dovuta a caldo e disidratazione e solo raramente a problemi seri da approfondire con il pediatra.

Pressione bassa nei bambini: sintomi, cause e cosa fare

La pressione bassa nei bambini non è un fatto così raro e, nella maggior parte dei casi, è dovuta a condizioni transitorie legate a caldo e disidratazione. Consiste nel calo dei valori della pressione arteriosa, al di sotto dei livelli di riferimento considerati normali per età, statura e genere. Quando la pressione cala, un bambino può sentirsi debole, svogliato, avere la vista annebbiata e, nei casi più seri, rischiare uno svenimento. Una corretta idratazione e sali minerali assicurati da una dieta ricca di frutta e verdura aiuta nei bambini il calo di pressione. Se però il pediatra nota che i valori pressori restano bassi, può suggerire accertamenti per escludere cause più serie.

Cos’è l’ipotensione infantile e quali sono i valori normali

La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie (i vasi sanguigni che trasportano il sangue carico di ossigeno dal cuore alla periferia) mentre scorre al loro interno, sotto l’effetto della spinta del cuore. I valori si misurano in millimetri di mercurio (mmHg). Nelle persone adulte, i valori ottimali di pressione sono considerati 120-80 mmHg, mentre nel caso dei bambini tra i 4 e i 12 anni si considerano valori regolari tra 80 e 110 di “massima o sistolica e 50-70 mmHg di minima o diastolica. In adolescenza i valori della pressione tendono ad avvicinarsi a quelli degli adulti, tra gli 80 e i 120 mmHg.

I valori della pressione nei bambini, in realtà, non sono così fissi. Secondo le più recenti indicazioni della pediatria ufficiale variano a seconda di età, genere e corporatura, in base alle curve dei percentili. Di conseguenza, due bambini della stessa età, ma con percentili di peso e altezza diversi, potranno avere valori della pressione diversi legati proprio alla differente struttura fisica in fase di crescita. Di conseguenza è più difficile dare valori assoluti di pressione ideale nell’infanzia, come invece succede per gli adulti. Si parla comunque di ipotensione infantile quando i valori della pressione arteriosa scendono troppo e i valori di massima sono al di sotto dei 90 mmHg.

I sintomi principali della pressione bassa nei più piccoli

L’ipotensione nei bambini si può sospettare in presenza di alcuni sintomi tipici, come per esempio:

  • intensa sensazione di stanchezza e debolezza
  • vertigini
  • nausea
  • visione offuscata
  • mal di testa
  • sensazione di “gambe molli”
  • sudorazione fredda
  • pallore
  • svenimento nei casi più seri.

Questi sintomi compaiono perché il sangue imprime una forza insufficiente sulle arterie e quindi non riesce a portare quantità adeguata di ossigeno e altri nutrienti ai tessuti e al sistema nervoso. È una condizione che va indagata in modo adeguato, soprattutto se si presenta con una certa regolarità. Si deve però ricordare che è la pressione arteriosa elevata a essere più pericolosa e che va monitorata, negli adulti come nei giovanissimi perché si può accompagnare con il tempo a problemi cardiovascolari.

Le cause più comuni di ipotensione nei bambini

La pressione bassa nei bambini, infatti, è quasi sempre legata a condizioni temporanee, che si risolvono con alcuni accorgimenti nello stile di vita. Può essere dovuta a:

Disidratazione: quando fa caldo, oppure il bambino pratica un’intensa attività fisica con lo sport e il gioco, la sudorazione aumenta per disperdere il calore in eccesso che si accumula nell’organismo. Con la sudorazione il bambino perde liquidi e sali minerali come potassio, magnesio e sodio, che regolano la pressione arteriosa. I valori tendono quindi a scendere.

Alimentazione scorretta: una dieta quotidiana che comprenda porzioni regolari di frutta, ortaggi, verdure assicura liquidi e importanti elementi che contribuiscono alla salute dei vasi sanguigni e alla regolazione della pressione arteriosa. Se un bambino non assume alimenti vegetali in quantità adeguata e beve troppo poco, può andare incontro con il tempo a scompensi nutrizionali che tra le conseguenze hanno anche i cali di pressione.

Lieve anemia. È una condizione dovuta alla carenza di ferro nell’organismo. Può riguardare anche i bambini, soprattutto in fase di crescita quando aumentano le richieste di ferro da parte dell’organismo, oppure se il piccolo segue una alimentazione povera di questa sostanza. Il ferro è responsabile del trasporto di ossigeno a tutti gli organi e anche al sistema nervoso e al cervello e se manca si possono verificare condizioni come il calo di pressione

Vomito o diarrea. In caso di gastroenterite, il bambino perde molti liquidi e sali minerali con le scariche diarroiche e gli accessi di vomito. Spesso non riesce a reintegrarli perché rigetta subito eventuali liquidi assunti. A questa condizione di disidratazione si accompagna un calo di pressione anche importante. È una condizione pericolosa soprattutto se il bambini è piccolo.

Scopri qui come capire se il tuo bambino è disidratato e come intervenire

Un’altra causa di ipotensione momentanea nei bambini è il cambio di posizione improvvisa, che provoca la cosiddetta ipotensione ortostatica. Quando un bambino passa rapidamente dalla posizione sdraiata seduta a quelle eretta. Il sangue tende a defluire verso il basso per effetto del movimento e della forza di gravità e prima che la circolazione si adatti alla nuova postura, il cervello riceve momentaneamente meno sangue e ossigeno e compaiono i malesseri descritti.

Cosa fare subito: i rimedi di primo soccorso

Se il bambino mostra segnali di pressione bassa, è possibile mettere in atto sul momento una serie di accorgimenti per restituirgli benessere e favorire la normalizzazione dei livelli di pressione.

  • Porre il piccolo in posizione sdraiata, con le gambe sollevate, per favorire il ritorno del sangue al cervello e far salire la pressione in modo naturale
  • Scegliere un luogo fresco e all’ombra
  • Offrire al piccolo acqua leggermente zuccherata, non troppo fredda, da assumere a piccoli sorsi. Questo rimedio migliora l’idratazione e compensa lo squilibrio elettrolitico che può portare all’abbassamento della pressione
  • Convincere il piccolo a rientrare a casa e tenerlo a riposo, assicurandogli un ambiente fresco e confortevole e offrendogli regolarmente da bere.

Se il calo di pressione è legato a disidratazione in seguito a diarrea e vomito, possono comparire altri segnali come colorito pallido, occhiaie scure, sonnolenza, scarsa emissione di urina. In questo caso è bene parlare al più presto con il pediatra perché la disidratazione è pericolosa nei bambini piccoli e può talvolta richiedere un breve ricovero ospedaliero per la somministrazione di liquidi che il bimbo non riesce ad assumere per bocca.

Quando consultare il pediatra?

Indipendentemente dagli episodi di malessere come la gastroenterite che vanno sempre riferiti al medico, il pediatra, durante le visite che effettua regolarmente per monitorare la crescita dei bambini, misura sempre anche la pressione arteriosa. Una rilevazione che indichi valori al di sotto della media solitamente non desta preoccupazione, se i genitori non riferiscono altri sintomi di malessere del piccolo. Il pediatra va invece avvisato se i segnali di malessere, che possono essere accompagnati all’ipotensione, si presentano con una certa regolarità. In questo caso è necessario effettuare una misurazione per più giorni, registrando i valori pressori e confrontandoli con le tabelle di riferimento.

Come per gli adulti, anche per i bambini è più pericolosa l’ipertensione arteriosa rispetto alla pressione bassa. Il perdurare di sintomi riferibili all’ipotensione vanno però indagati dal pediatra, che effettua una serie di misurazioni in giorni successivi, con uno sfigmomanometro specifico per bambini, nello stesso orario e nelle medesime condizioni psico-fisiche. Inoltre valuta la pressione del bambino in diverse posizioni, da seduto, da sdraiato e dopo aver assunto la posizione eretta. Il medico registra i valori di pressione e li collega ad altre informazioni fornite dai genitori su stile di vita, alimentazione, eventuali alti segnali di malessere. Conoscendo bene la storia clinica del piccolo assistito, il pediatra può capire se la pressione bassa può essere legata a un momento particolare dovuto a caldo e disidratazione, oppure se è il caso di indagare oltre, per escludere problemi più seri.

Cause importanti di pressione bassa nei bambini

La pressione bassa nei bambini può, in rari casi, essere dovuta a condizioni più serie, che vanno accertate dal pediatra e affrontata anche con altri specialisti.

Possono essere responsabili problemi del cuore, per esempio malformazioni o aritmie non diagnosticate. Succede raramente, perché i bambini fin da prima di nascere sono controllati, prima attraverso le ecografie in gravidanza effettuate dalla mamma, poi con i controlli cardiologici alla nascita e dal pediatra. Alcuni disturbi meno evidenti possono sfuggire e, se il pediatra ne sospetta la presenza, prescrive ulteriori accertamenti come elettrocardiogramma, ecocardiogramma, analisi del sangue e altri ancora.

Anche infezioni serie possono portare a un abbassamento dei valori della pressione. Ne sono esempio polmonite, meningite e altre malattie batteriche o virali. Ovviamente la pressione bassa è solo uno dei sintomi e il bambino presenta altre manifestazioni importanti come febbre, malessere, cefalea che vanno adeguatamente indagate dai medici con esami del sangue, test delle urine, radiografie.

È bene ricordare che nella maggior parte dei casi la pressione bassa nei bambini è dovuta a cause benigne e si risolve con riposo e una adeguata assunzione di liquidi.

Photo by Mikahil Nilov for pexels

 
 
 

In breve

La pressione bassa nei bambini è quasi sempre dovuta a caldo, disidratazione, alimentazione non adeguata alle necessità della crescita. Se compare spesso ed è accompagnata da altri sintomi di malessere è bene parlarne con il pediatra, per eventuali accertamenti.

 

Fonti / Bibliografia

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