Punture di insetti nei bambini: attenzione alla reazione allergica

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 13/07/2015 Aggiornato il 13/07/2015

Puntura di vespa o di ape? Può capitare, ma c’è un pericolo. Le punture di insetti possono portare a una reazione allergica, molto pericolosa nei bambini come negli adulti

Punture di insetti nei bambini: attenzione alla reazione allergica

Durante la stagione estiva aumentano le occasioni di stare all’aria aperta, ed è proprio in questo periodo dell’anno che si moltiplicano i rischi per i bambini di essere punti da insetti appartenenti all’ordine degli imenotteri: api, vespe e calabroni.

Il pericolo allergia

Le prime reazioni alla puntura sono fastidio e prurito, ma il vero pericolo è quello di una reazione di tipo allergico. In Italia, gli insetti che provocano più frequentemente allergie sono le api, le vespe e i calabroni. Ogni anno, nel nostro Paese, muoiono per reazioni allergiche al veleno degli insetti da 5 a 20 persone fra adulti e bambini, in genere a causa di edema della glottide e shock anafilattico. I dati arrivano dai sanitari dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che spiegano come individuare il problema e ridurre al minino il pericolo.

Si riconosce da gonfiore, febbre e malessere

Diversi insetti, pungendo la nostra pelle, iniettano sostanze nocive che provocano bruciore, rossore, dolore e prurito. Questa reazione è normale se localizzata nella sede della puntura e se è limitata nell’estensione, nella gravità e nella durata. L’allergia al veleno degli insetti si manifesta invece con una reazione anomala ed esagerata alla loro puntura. In qualche caso viene interessata gran parte di un arto, il rigonfiamento raggiunge un picco massimo entro le 48 ore e può durare fino a 7-10 giorni. A volte si presentano anche febbricola, spossatezza e nausea.

Quando è a rischio vita

L’ostruzione grave e potenzialmente fatale delle vie aeree si manifesta generalmente con: raucedine, difficoltà a parlare, tosse insistente, soffocamento e gola serrata. Talvolta, inoltre, reazioni locali normali si accompagnano a reazioni in zone di pelle molto distanti dall’area della puntura, reazioni dell’apparato respiratorio (crisi d’asma) e di quello cardiocircolatorio (grave calo della pressione).

Primo soccorso

– Rimuovere immediatamente (entro 20 secondi) il pungiglione, se è visibile, con un movimento secco e rapido (usando le unghie o pinzette); trascorsi i primi 20 secondi l’operazione è meno utile perché tutto il veleno è stato ormai liberato.

– Identificare, se possibile, l’insetto responsabile.

– Applicare ghiaccio o impacchi freddi. I bambini allergici ad altre sostanze (es. ai pollini, acari, gatto, latte, uovo, etc.) non corrono un rischio maggiore rispetto a quelli considerati “non allergici” di sviluppare, se punti, un’allergia al veleno degli insetti.

Repellenti e vestiti

Ecco qualche precauzione da prendere se avete in previsione un picnic nei prati: evitate indumenti molto colorati; indossate vestiti con maniche lunghe, pantaloni lunghi, calzini e scarpe chiuse; evitate profumi; utilizzate lozioni a base di sostanze ad azione repellente per gli insetti; tenete a portata di mano insetticidi; non lasciate all’aperto cibi di scarto o alimenti molto dolci; attenzione ai luoghi che possono essere sede di nidi di vespe e calabroni; fate rimuovere nidi di insetti in vicinanza della casa solo da personale esperto.

 

da sapere

SE È ALLERGICO

Per diagnosticare l’allergia al veleno di imenotteri è necessaria una visita dall’allergologo che eseguirà i test appropriati sulla cute e sul sangue. In caso di diagnosi allergica la cura più idonea è l’immunoterapia allergene specifica, consigliata caso per caso dallo specialista.

 

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