Quali sono i disturbi di apprendimento? Lo spiegano le nuove Linee guida

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 06/04/2022 Aggiornato il 06/04/2022

Più attenzione al bilinguismo e alla valutazione in età scolare sono alcune delle novità introdotte delle nuove Linee guida sui Dsa. Ecco quali sono i disturbi dell’apprendimento

Quali sono i disturbi di apprendimento? Lo spiegano le nuove Linee guida

Buone notizie per i bambini e i ragazzi che presentano disturbi dell’apprendimento, le loro famiglie e le scuole che li accolgono: nelle scorse settimane, infatti, sono state presentate le nuove Linee guida per la gestione degli interventi di cura dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), che stabiliscono una serie di prassi e interventi che dovrebbero facilitare il percorso scolastico e non solo di questi studenti. Ecco quali sono i disturbi dell’appredimento.

Quali sono i disturbi di apprendimento?

Con l’espressione disturbi dell’apprendimento (Dsa) si indica un insieme di disabilità caratterizzate da difficoltà significative nell’acquisizione e nell’utilizzo della lettura, della scrittura e del calcolo. Si tratta di disturbi del neurosviluppo che si manifestano durante il percorso scolastico e che si associano a persistenti e progressive difficoltà nell’apprendere le abilità scolastiche di base. I più comuni sono dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia.

I disturbi dell’apprendimento sono in netto aumento: secondo i dati aggiornati del MIUR, il ministero dell’Istruzione, dal 2010 al 2019 dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia sono quintuplicati (passando da 0,9 al 4,9%*) fra la popolazione scolastica. Fra l’altro la situazione è sicuramente sottostimata.

Come capire se un bambino ha un disturbo dell’apprendimento?

Ci sono alcuni segnali che aiutano a capire se un bambino ha un disturbo dell’apprendimento, come difficoltà a:

– riconoscere le lettere dell’alfabeto,

– fissare la corrispondenza fra segni grafici e suoni,

– scrivere in modo corretto da un punto di vista ortografico,

– impugnare correttamente la matita,

– utilizzare lo spazio nel foglio,

– produrre forme geometriche,

– copiare immagini,

leggere, scrivere, mettere in colonna i numeri,

– manipolare piccoli oggetti,

– dividere in sillaba le parole.

A cosa sono dovuti i disturbi dell’apprendimento?

I disturbi dell’apprendimento rappresentano un gruppo ampio ed eterogeneo di problematiche, di cui è difficile identificare una singola causa scatenante. Sicuramente hanno una base neurobiologica, su cui intervengono fattori ambientali. Un ruolo importante è giocato dal bilinguismo, un fenomeno sempre più diffuso specie nelle famiglie multietniche o di origine straniera. Le nuove Linee guida pongono più attenzione a questa questione, per esempio suggeriscono di sottoporre questionari e interviste ai genitori per indagare la storia linguistica del bambino e la tipologia di bilinguismo che lo caratterizza.

Non solo. Il documento si focalizza anche sugli indici predittivi, sulla valutazione in età scolare e sull’introduzione di una “certificazione” che faciliti l’ingresso nel mondo del lavoro.

 

 

 
 
 

In sintesi

Quanti e quali tipi di disturbi dell’apprendimento esistono?

I disturbi dell’apprendimento più diffusi sono quattro: dislessia (https://www.bimbisaniebelli.it/bambino/dislessia-aiutare-bambini-62725), disgrafia, disortografia e discalculia.

Quali sono i test per i Dsa?

Esistono vari tipi di test per valutare i disturbi dell’apprendimento, somministrati da specialisti in materia.

Come intervenire in caso di Dsa?

In genere, in presenza di disturbi dell’apprendimento, insegnanti e genitori si coordinano per iniziare un percorso che aiuti a compensare le difficoltà presentate.

 

Fonti / Bibliografia

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