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Il sonnellino pomeridiano di un bambino rappresenta una tappa fondamentale nello sviluppo, ma con la crescita arriva il momento in cui non è più indispensabile. Nella maggior parte dei casi questa transizione avviene tra i 3 e i 5 anni, anche se ogni bambino ha tempi diversi.
Più che l’età, è importante osservare alcuni segnali, come la difficoltà ad addormentarsi la sera, il rifiuto del riposino o la mancanza di sonnolenza nel pomeriggio.
Per favorire un passaggio sereno è consigliabile ridurre gradualmente la durata del sonnellino, mantenere una routine regolare e rispettare sempre i ritmi naturali del bambino.
Come capire quando il bambino è pronto
L’attenzione a diversi segnali e ai mutamenti delle abitudini del bambino è fondamentale per stabilire quando sia davvero il momento giusto. Tuttavia, non c’è una regola ferrea e non tutti i bimbi sono uguali, quindi bisogna monitorare costantemente.
Per fare chiarezza sull’argomento, ne abbiamo parlato con Giulia Zannoni, consulente del sonno infantile certificata Sleep Sense™ Italiano, che ha lanciato il progetto Onde Lente Sleep Consulting.
“Per capire se è il momento giusto bisogna prestare più attenzione alla notte che al giorno. Se il bambino inizia a fare fatica ad addormentarsi la sera, ad esempio ci mette mezz’ora o più quando prima si addormentava subito, oppure si sveglia molto presto al mattino, spesso il sonnellino pomeridiano è il primo indiziato”.
I cambiamenti nel sonno della notte subiscono, dunque, l’andamento della nanna pomeridiana. Tuttavia bisogna comunque tenere conto di altri segnali e non prendere decisioni affrettate.
Tra gli altri fattori ci sono “rifiuto vero e proprio di dormire durante il giorno, oppure un sonnellino che si accorcia sempre di più senza un motivo apparente” spiega l’esperta. Tuttavia consiglia anche di controllare che i segnali si verifichino per due settimane di fila, prima di puntare il dito verso il pisolino pomeridiano.
“Una cosa a cui faccio sempre attenzione: a volte i genitori scambiano per segnale di prontezza quello che in realtà è solo un salto di sviluppo. Può capitare che un bambino che sta imparando a camminare o che ha fatto un balzo nel linguaggio possa protestare al momento del sonnellino per un paio di settimane e poi tornare tranquillo. In quei casi meglio aspettare prima di eliminare qualcosa che magari serve ancora.”
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L’età consigliata per interrompere il riposino
Ogni bambino, in ogni fase del proprio sviluppo, che può essere imparare a camminare o a parlare, ha i suoi tempi e non vanno mai fatti paragoni con altri. Motivo per cui è subito opportuno chiarire che non c’è un’età giusta per togliere il riposo pomeridiano ai bambini.
“Il sonnellino non sparisce tutto in una volta, si riduce gradualmente nel corso degli anni. L’eliminazione completa, quella definitiva, avviene tipicamente tra i 2 anni e mezzo e i 3 anni e mezzo, ma in alcuni casi potrebbe permanere ancora di più.”
Anche la società, però, influisce fortemente sull’eliminazione del sonno di pomeriggio. Infatti, la consulente del sonno Giulia Zannoni ha osservato che “Nel contesto italiano è raro che un bambino sia davvero pronto prima dei 3 anni e difficilmente ne trae ancora giovamento dopo i 4.”
Generalmente questo periodo combacia con l’ingresso alla scuola dell’infanzia. Alcuni bimbi prima e altri dopo tendono a eliminare o persino a rifiutare questa pratica.
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Come gestire il riposino in base all’età
Premesso che solo l’osservazione diretta del bambino consente di stabilire di cosa ha bisogno nell’arco della giornata, è possibile però affermare che, in base alle fasi di crescita, ci sono alcune necessità dimostrate.
1 anno
Di sicuro non è questa la fase in cui un genitore può pensare di eliminare il sonnellino pomeridiano al proprio piccolo. Anzi, in questo periodo, molti bimbi necessitano persino di due momenti di riposo, uno mattutino e uno pomeridiano.
“Di solito” osserva l’esperta “si passa da due sonnellini a uno solo tra i 13 e i 17 mesi. Non è il momento di pensare a eliminarlo completamente, è il momento di consolidarlo: un sonnellino unico, meglio se attorno all’ora di pranzo, che può durare anche fino a due ore, due ore e mezza.”
2 anni
Intorno ai 2 anni i bambini hanno acquisito diverse abilità, ma sono ancora bisognosi di riposo. In questa fase i piccoli dormono ancora il pomeriggio, anzi, questa “è l’età in cui il sonnellino è più solido e meno negoziabile, e sinceramente sconsiglio di toccarlo” specifica la consulente.
3 anni
Quando i bambini raggiungono i 3 anni entrano in una fase più delicata sotto vari punti di vista, sonnellino incluso. Alcuni potrebbero rifiutarlo, per poi addormentarsi lo stesso e riposare a lungo e profondamente. Altri, invece, cederanno ancora senza fare troppi capricci.
Ma è proprio al raggiungimento di questa età che è possibile parlare di eliminazione vera e propria, con le dovute accortezze.
L’esperta offre un consiglio importante: “Non passare dal sonnellino al nulla in un giorno, ma di introdurre un momento di tranquillità alla stessa ora, magari con un libro o un gioco calmo nella sua stanza, per alcune settimane.”
A questa pratica i bambini reagiscono in diversi modi: alcuni si addormentano lo stesso, ed è normale; altri imparano comunque a stare tranquilli da soli.
“Quando il sonnellino sparisce del tutto, spesso conviene anticipare la nanna serale, altrimenti il bambino arriva alla sera troppo stanco e la messa a letto diventa più difficile.”
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Il consiglio in più
Rispettare il sonnellino è sempre fondamentale: non va eliminato prima del tempo, prima che il bambino mostri i vari segnali di cui tenere conto, altrimenti si incontreranno ulteriori difficoltà.
Sulla base della sua esperienza, Giulia Zannoni spiega che c’è un mito che andrebbe, finalmente, sfatato.
“Molti genitori pensano che togliere il sonnellino aiuti il bambino a dormire meglio la notte, talvolta anche su consiglio del pediatra. È quasi sempre il contrario. Un bambino che riposa bene di giorno tende a dormire meglio anche di notte, mentre uno stanco in modo eccessivo fa più fatica ad addormentarsi e si sveglia più spesso”.
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In breve
Sarà il bambino a “mostrare” quando non avrà più bisogno del sonnellino. Fino ad allora, mai forzare la mano e rispettare i suoi tempi.
