Test del bernoccolo dopo una caduta del bambino: è affidabile?

Francesca La Rana A cura di Francesca La Rana, con la consulenza di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 27/07/2026 Aggiornato il 27/07/2026

Si tratta di un trauma cranico di lieve entità, che provoca un ematoma, spesso causato dalla naturale vivacità dei più piccoli. È opportuno riconoscerne la natura e, se necessario, agire tempestivamente nel modo più appropriato.

test del bernoccolo sui bambini

I piccoli incidenti domestici e le cadute durante il gioco sono tappe comuni nella crescita di ogni bambino. Tra le conseguenze più frequenti di questi eventi vi è la comparsa del classico rigonfiamento sulla testa, comunemente chiamato bernoccolo.

Dal punto di vista medico, non è altro che un trauma cranico di lieve entità, che provoca un ematoma.

Il rigonfiamento tipico del bernoccolo è causato dall’accumulo di sangue e liquidi, poiché la rottura dei piccoli vasi sanguigni, causata dall’impatto, non ha spazio per espandersi in quanto la pelle del cranio è molto vascolarizzata e poggia direttamente sull’osso.

Sebbene nella maggior parte dei casi si tratti di una condizione benigna, che si risolve spontaneamente, è fondamentale che i genitori e chi si prende cura dei minori sappiano riconoscere la natura del bernoccolo e, di conseguenza, agire con tempestività e correttezza.

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Segnali d’allarme

Dopo il trauma, nelle successive 24-48 ore, è necessario monitorare il comportamento del bambino, spiega il dottor Leo Venturelli, pediatra di famiglia e responsabile dell’educazione alla salute della SIPPS.

Esistono specifici segnali che indicano la necessità di un controllo medico tempestivo. Tra questi:

  • perde conoscenza, anche per poco
  • vomita ripetutamente
  • è molto sonnolento o difficile da svegliare
  • è soggetto a convulsioni
  • ha forte mal di testa che aumenta
  • cammina male, è confuso o si comporta in modo insolito
  • perde sangue o liquido chiaro da naso o orecchie
  • ha un bernoccolo molto grande dopo una caduta importante, soprattutto se ha meno di 2 anni.

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Bernoccolo duro o molle

Il test del bernoccolo si basa essenzialmente sulla comprensione del tipo di rigonfiamento: se duro o molle.

  1. Un bernoccolo duro al tatto è generalmente la manifestazione classica dell’ematoma, che si sta formando sopra l’osso e tende a riassorbirsi gradualmente. In genere, non c’è da preoccuparsi
  2. Un bernoccolo molle, la presenza di un rigonfiamento fluttuante o che dà la sensazione di contenere liquido sotto la pelle richiede maggiore attenzione, specialmente nei lattanti sotto i 6 mesi di vita, poiché può essere associato a una quantità maggiore di sangue accumulato o a sottostanti fratture ossee. Se molle, bisogna prestare più attenzione, ma la consistenza in sé non implica immediatamente la necessità di andare al Pronto Soccorso: ci sono altri segnali da valutare attentamente.

Esiste però un’eccezione importante, allerta Venturelli. “Nei bambini molto piccoli (soprattutto sotto i 2 anni), un ematoma molto esteso e molle, che si allarga progressivamente, può essere un ematoma sottogaleale, evenienza rara dopo un trauma banale ma che richiede una valutazione medica.”

Cosa fare

Se il bambino è vigile, piange subito dopo il trauma, ma si consola facilmente e si comporta normalmente, il primo intervento ha l’obiettivo di limitare il gonfiore e lenire il dolore del piccolo.

Quindi si raccomanda di:

  • applicare ghiaccio protetto da un panno per 10-15 minuti, ripetendo più volte nelle prime ore
  • osservare il bambino nelle successive 24-48 ore
  • evitare giochi movimentati quel giorno
  • se compare uno dei sintomi di allarme, contattare subito il pediatra o recarsi in Pronto Soccorso.

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Quando andare dal Pronto Soccorso

Un bambino che si procura un bernoccolo va monitorato e consolato, aiutato nel superare il dolore e lo spavento. E in genere questo accudimento è sufficiente.

Tuttavia, non bisogna nemmeno sottovalutare l’episodio, perché in alcuni, ma rari, casi è necessario un consulto medico e recarsi tempestivamente in Pronto Soccorso.

La decisione di far visitare il bambino non dipende tanto dalla consistenza del gonfiore. Bisogna analizzare ulteriori fattori, quali:

  • dinamica del trauma (Da quale altezza è caduto? Quanto è stato forte l’impatto?)
  • età del bambino
  • comportamento dopo il trauma
  • presenza di sintomi di allarme.

“In conclusione un bernoccolo duro non garantisce che il trauma sia lieve e uno molle non significa automaticamente che sia grave. È il bambino, più che il bernoccolo, a dirci quanto è importante il trauma. La valutazione deve basarsi sull’età, sulla dinamica dell’incidente e soprattutto sui sintomi che compaiono dopo l’urto” conclude Venturelli.

 

 
 
 

In breve

Non basta verificare la consistenza del rigonfiamento, ma monitorare lo stato del bambino, valutando i vari segnali di allarme. Se presenti, è fondamentale rivolgersi al medico, in caso contrario, un po’ di ghiaccio e le coccole aiuteranno il piccolo a riprendersi rapidamente. 

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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