Radiografie nei bambini: sono pericolose? Quando farle?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 01/02/2024 Aggiornato il 01/02/2024

Le radiografie nei bambini spesso preoccupano i genitori, che temono l’effetto delle radiazioni ionizzanti. Con l’aiuto dell’esperta del Gaslini di Genova, vediamo le precauzioni per la corretta esecuzione di questo importante esame.

Radiografie nei bambini: sono pericolose? Quando farle?

Le radiografie nei bambini possono essere necessarie in caso di fratture o per alcune malattie. Spesso, però, i genitori si preoccupano perché temono che le radiazioni emesse dalle apparecchiature possano essere dannose. Le radiografie nei bambini si eseguono solo se davvero indispensabili. Inoltre vengono adottate una serie di precauzioni per rendere l’esame ancora più sicuro.

Quando è necessario fare una radiografia ai bambini

“In ambito pediatrico si sceglie di eseguire una radiografia quando questo esame rappresenta effettivamente la scelta migliore per indagare un determinato problema” esordisce la dottoressa Maria Beatrice Damasio, direttore dell’Unità operativa complessa Radiologia dell’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. “Spesso si preferisce ricorrere all’ecografia, che non impiega radiazioni, non richiede che il bambino stia perfettamente immobile per assicurare la qualità dell’immagine ed è più adatta per lo studio dei parenchimi  (tessuti funzionali degli organi) addominali e dei tessuti molli (pelle, muscoli, tendini ecc.)”. Vediamo nel dettaglio alcuni esempi di quando vanno eseguite le radiografie nei bambini e quando non sono necessarie.

Quando è opportuno fare la radiografia?

  • In caso di sospette malattie respiratorie. La radiografia del torace è l’esame di prima scelta per individuare malattie come polmoniti, broncopolmoniti, pleuriti che richiedono cure con farmaci per essere risolte. “In questo caso la radiografia aiuta a individuare focolai infiammatori, che, se non trattati, possono avere conseguenze ben peggiori della dose di radiazioni a cui esponiamo il bambino” aggiunge la dottoressa.
  • Per le fratture ossee. Se un bambino ha subito un trauma e si sospetta una frattura a un braccio o a una gamba, la radiografia riesce a individuare con chiarezza le caratteristiche della frattura e a indirizzare il trattamento.
  • Per la valutazione panoramica dentale. La dose di radiazioni è minima e l’esame è essenziale per studiare le arcate dentarie e individuare eventuali difetti di posizione o di occlusione.
  • Per l’introduzione di un corpo estraneo. Alcuni oggetti di piccole dimensioni che a volte il bambino ingerisce durante il gioco riescono a essere individuati solo con la radiografia. È il caso delle monetine o delle pile a bottone, che vanno rimosse al più presto per evitare che causino danni alla parete dell’esofago e ad altri organi.

Quando la radiografia non è necessaria?

  • Per la displasia dell’anca. Nei primi mesi di vita si effettua un’ecografia delle articolazioni delle anche per diagnosticare precocemente forme di displasia. L’ecografia consente un inquadramento della morfologia dei capi articolari del neonato.
  • Per i problemi al cuore. L’ecografia è più precisa per studiare eventuali disturbi di un organo dinamico come il cuore, ma anche per individuare alterazioni di valvole o arterie e per valutare con precisione il flusso del sangue in atri e ventricoli.
  • Per l’appendicite. In un bambino a volte dolori addominali intensi possono segnalare un’infiammazione dell’appendice. In questo caso, non serve la radiografia. Visita, ecografia ed esami del sangue permettono di giungere a una diagnosi precisa.

Sono pericolose le radiografie?

Il timore principale per quanto riguarda le radiografie nei bambini è quello relativo alle radiazioni ionizzanti (per esempio i raggi X). È noto infatti che queste possono causare modificazioni a livello cellulare dei tessuti sui quali vengono indirizzate: nel caso dei bambini, con un organismo ancora in crescita, si teme che i danni possano essere maggiori. “Le apparecchiature per le radiografie oggi emettono una dose di radiazioni molto ridotta, soprattutto rispetto al passato” spiega la dottoressa Damasio. “Per fare un esempio, una radiografia del torace produce radiazioni di 0,02 milli sievert, equivalenti all’esposizione di due o tre giorni di radioattività naturale, quella che tutti noi subiamo vivendo sul nostro pianeta”. Si tratta insomma di dosi molto ridotte, che non possono creare danno sull’organismo di un bambino”. Inoltre, è bene ricordare che esistono linee guida nazionali per la corretta esecuzione degli esami radiologici.

Le regole di sicurezza per le radiografie nei bambini

L’esecuzione di un esame radiografico, se necessario per ottenere una diagnosi, non deve quindi preoccupare i genitori. Negli ospedali italiani, in modo particolare quelli pediatrici, si osserva un protocollo che comprende alcune regole per limitare ulteriormente l’esposizione. Vediamole.

  • Eseguire l’esame solo quando si è certi che esista un effettivo beneficio ai fini della diagnosi
  • Impiegare la quantità minima di radiazioni necessaria a un’adeguata visualizzazione, adattandola all’età e alle dimensioni del bambino
  • Limitare l’esame alla sola zona del corpo da esaminare
  • Se possibile, ricorrere a metodiche alternative come l’ecografia o la risonanza magnetica.

Non ci si deve quindi preoccupare delle radiazioni se le radiografie nei bambini sono sporadiche e giustificate. L’abuso di esami, soprattutto se senza motivo, è da evitare. Spetta sempre al radiologo stabilire l’appropriatezza di richiesta di un esame radiologico.

Foto da Cottonbro studio per pexels.com 

 
 
 

In breve

E’ importante eseguire le radiografie nei bambini solo se è davvero necessario, cercando di arrivare alla diagnosi con altri sistemi, per esempio l’ecografia. I genitori possono comunque stare tranquilli, perché i macchinari utilizzati oggi emettono una dose molto bassa di radiazioni.

 

Fonti / Bibliografia

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