Sangue nelle feci del neonato: cause, quando preoccuparsi e cosa fare

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 06/10/2026 Aggiornato il 06/10/2026

Le ragioni sono quasi sempre benigne, dovute a ragadi, allergie, infezioni. Se compaiono altri sintomi come febbre, vomito, ritardo di crescita è bene rivolgersi al pediatra.

Sangue nelle feci del neonato: cause, quando preoccuparsi e cosa fare

La presenza di sangue nelle feci del neonato è un evento abbastanza frequente, solitamente di origine benigna ma da non sottovalutare. È infatti legata a condizioni reversibili, per esempio a una piccola ragade da sforzo, a un episodio infettivo o a una forma di allergia alimentare.

Non va mai sottovalutata perché, anche se non c’è nulla di realmente grave dietro, il problema sottostante va diagnosticato e risolto nel modo corretto.

Il sangue nelle feci del neonato può infatti accompagnarsi a una condizione cronica, come appunto un’allergia alimentare che può portare a malassorbimento e anemia.

L’infezione gastrointestinale, invece, è pericolosa per il rischio di disidratazione, che nel neonato è elevata. Di conseguenza, se si nota che nelle feci del proprio bambino sono presenti tracce di sangue, indipendentemente dalla consistenza delle feci stesse, è bene contattare al più presto il pediatra.

Come si presenta il sangue nelle feci e cosa significa

Il sangue nelle feci non si presenta sempre nello stesso modo. Può avere caratteristiche differenti e questo è importante, sia per i genitori sia per il pediatra, per capire quale potrebbe essere la causa.

Colore arancione

Se nei primi giorni di vita del bambino si nota una chiazza color mattone nel pannolino, è bene essere sicuri che non si tratta di sangue nelle feci, bensì di urati, sostanze presenti in grandi quantità nelle urine per l’avvio dell’allattamento al seno.

Le urine del neonato, assumendo il latte materno, hanno un pH inferiore, ossia più acido. Questo determina l’eliminazione di molti sali (gli urati, appunto) presenti nelle urine del bambino, che una volta emesse danno l’impressione che il pannolino sia macchiato di sangue.

Colore rosso vivo

Le feci con sangue rosso vivo sono dette ematochezia e rappresentano una frequente cause di accesso al pronto soccorso nel bambini piccoli.

Nella maggior parte dei casi, l’ansia dei genitori si risolve con la dimissione del bambino dopo anamnesi e visita e la prescrizione di cure domiciliari. La presenza di sangue può essere dovuta a una ragade, ossia a un taglietto nella zona rettale, oppure a un’irritazione dell’intestino (per cause alimentari o infettive), che determina una situazione di colite.

La parete intestinale infiammata sanguina ed è possibile notare tracce di sangue. L’ematochezia, ossia il sangue rosso vivo, è quasi sempre dovuta a un sanguinamento dell’ultima parte dell’intestino.

Colore scuro

Se il sangue nelle feci del neonato è di colore scuro, si tratta di sangue proveniente dai primi tratti dell’apparato gastrointestinale, quindi di sangue digerito. In questi casi si parla di melena e, nei bambini piccoli, è quasi sempre dovuto all’ingestione di sangue dal capezzolo materno durante l’allattamento. Le cause più serie sono rare.

Le cause più comuni nei primi mesi di vita

Le cause della presenza di sangue nelle feci del neonato nei primi mesi di vita, come è stato anticipato, non sono solitamente preoccupanti. I piccolissimi, infatti, non sono ancora in grado di muoversi nell’ambiente in modo autonomo, quindi non c’è rischio che possano introdurre in bocca sostanze pericolose e in grado di irritare l’apparato digerente, causando sanguinamento.

Ragade anale

Le ragadi anali sono piccole e dolorose fessurazioni della parte terminale dell’intestino (retto e ano), dovute solitamente a problemi di stitichezza.

Le difficoltà di evacuazione e il transito intestinale rallentato rendono le feci dure e voluminose, quindi l’emissione diviene difficoltosa.

Il bimbo compie sforzi per cercare di evacuare e così facendo la delicata mucosa rettale si irrita e può andare incontro a vere e proprie spaccature. Il sangue tipico della ragade anale vernicia esternamente le feci ed è di colore rosso vivo. Inoltre, il piccolo può lamentarsi o anche scoppiare a piangere per il dolore.

Gastroenterite

Nel bambino piccolo, una causa frequente che spiega la presenza di sangue nelle feci è la gastroenterite infettiva, di origine batterica oppure virale. Di tipo batterica, può essere legata a germi come Escherichia coli, Shigella, Salmonella, ma nel neonato l’origine batterica non è frequentissima perché il piccolo è nutrito al seno oppure al biberon, di conseguenza il rischio di contaminazione è contenuto.

La gastroenterite nel neonato può essere più spesso dovuta a virus, per esempio il Rotavirus, un microrganismo pericoloso perché può scatenare crisi di diarrea e vomito in grado di portare alla disidratazione.

La diarrea da Rotavirus, però, solitamente non provoca la presenza di sangue nelle feci, caratteristica più comune della gastroenterite batterica. Oltre alla dissenteria e al vomito, il bambino è soggetto a febbre, malessere, inappetenza ed è importante rivolgersi subito al pediatra.

Allergia

Un’altra causa di sangue nelle feci del neonato è la Fpies (Food Protein-Induced Enterocolitis Syndrome), ossia sindrome da enterocolite proteino-indotta.

È una reazione di tipo allergico, scatenata dall’ingestione di proteine (soprattutto del latte o della soia, ma anche di altri alimenti), che non ha relazione con le intolleranze, per esempio l’intolleranza al lattosio.

Poche ore dopo l’ingestione, da parte del neonato, dell’alimento responsabile, compaiono vomito intermittente e diarrea con presenza di sangue. Il bambino inoltre tende a crescere meno rispetto alla media perché la sindrome riduce l’assorbimento delle sostanze nutritive. È bene parlarne con il pediatra che potrà suggerire una visita di approfondimento dall’allergologo pediatrico.

Le cause più serie

Tra le motivazioni che possono causare presenza di sangue nelle feci del neonato, c’è il diverticolo di Meckel, la più comune malformazione congenita del tratto gastrointestinale nei bambini, che si verifica in due neonati su 100.

Consiste in una estroflessione della parete intestinale, a causa della mancata maturazione dell’intestino del feto. Tra i sintomi c’è la presenza di sangue nelle feci, ma i rischi maggiori sono legati al fatto che se non si interviene chirurgicamente può verificarsi un’occlusione intestinale.

Un’altra condizione seria è la Nec o enterocolite necrotizzante dei prematuri, una seria condizione gastrointestinale che colpisce soprattutto i piccoli nati pretermine.

Consiste in un’infiammazione acuta del tratto intestinale, che causa sangue nelle feci, gonfiore, vomito e letargia. È necessario intervenire immediatamente con la sospensione dell’alimentazione per lasciare riposare l’intestino, mentre nel frattempo si nutre e si idrata il neonato con il sondino, in ospedale. Nei casi più seri si interviene chirurgicamente, asportando il tratto di intestino coinvolto dalla necrosi.

Sangue nelle feci e allattamento

Un bambino allattato al seno solitamente è protetto da disturbi gastrointestinali perché il latte materno è sicuro, privo di sostanze non tollerate e da batteri e altri contaminanti. Solo in caso di una predisposizione allergica molto forte, può incorrere in disturbi gastrointestinali e diarrea con sangue, nel caso in cui la madre consumi proteine del latte alle quali il neonato è allergico.

Questo però si verifica raramente perché l’organismo della donna semplifica e metabolizza le sostanze potenzialmente pericolose e il piccolo può avere questa manifestazione solo in caso di predisposizione allergica molto forte.

Il sangue nelle feci di un neonato compaiono, come accennato, se la mamma ha le ragadi, dolorose spaccature del capezzolo dovute al fatto che il neonato succhia in modo troppo intenso oppure si attacca in modo scorretto.

Il piccolo ingerisce il sangue insieme al latte e questo non gli causa problemi digestivi, ma conferisce alle sue feci una colorazione scura tipica del sangue digerito. Gli enzimi presenti nell’apparato gastrointestinale infatti trasformano l’emoglobina presente nel sangue. Oltre alle feci scure o con tracce di sangue di colore scuro, il neonato non presenta altri problemi.
 

Quando preoccuparsi

È importante rivolgersi al pediatra se, oltre al sangue nelle feci, il bambino:

  • ha la febbre
  • è inappetente oppure vomita
  • è pallido e ha la cute secca
  • piange in modo flebile ed è letargico
  • cresce poco sia in peso sia in statura.

È bene, in questo caso, parlare al più presto con il pediatra perché il piccolo potrebbe rischiare disidratazione a causa di una gastroenterite che gli fa perdere liquidi. Una forma allergica richiede attenzione forse meno urgente, ma tempestiva perché può causare anemia, difficoltà di assorbimento delle sostanze nutritive e quindi ritardo nella crescita.

Leggi qui per sapere perché le feci sono un importante indicatore del benessere del bambino

Quali esami fare e le cure

I provvedimenti da adottare se un lattante ha sangue nelle feci dipendono dal problema che è alla base.

La visita e una accurata anamnesi permettono spesso al pediatra di capire quali sono le cause del sanguinamento.

Il medico parla con i genitori del bambino, valuta il benessere generale del piccolo e altri eventuali sintomi come vomito, febbre, malessere generale, consistenza stessa delle feci.

La visita con esame rettale è importante per capire se il piccolo ha un problema di ragadi. In questo caso è utile proporre al bambino un’alimentazione che aiuti ad ammorbidire le feci (per esempio pera matura frullata, zucchine lesse schiacciate) e applicare localmente una pomata emolliente che favorisca la guarigione della lesione.

In caso siano presenti sintomi di malessere, come diarrea, vomito, dolore addominale, gonfiore dell’addome, inappetenza e scarso accrescimento, è necessario procedere con analisi di approfondimento per inquadrare il problema.

Ecografie addominali possono mettere in luce una condizione di diverticolo di Meckel, che spesso richiede un intervento chirurgico per riposizionare correttamente la parete intestinale nella sua sede.

Gli esami del sangue, con l’emocromo, possono aiutare a capire se c’è una forma di anemia, frequente nel caso di perdita di sangue in modo cronico, per l’allergia alle proteine del latte.

Se esiste il sospetto di allergia, si procede ulteriormente con le verifiche allergologiche, con i test in vivo (come il prick test) e in vitro, con il dosaggio delle immunoglobuline totali e specifiche verso il latte intero e le proteine che contiene e che possono causare reazione allergiche.

Se l’allergia è accertata, è necessario escludere completamente alimenti che contengano proteine del latte dalla dieta del bambino. Questo è possibile sostituendo il latte artificiale di origine vaccina con altri prodotti specifici, che possono essere suggeriti dal pediatra o dall’allergologo pediatrico. Se il piccolo è allattato al seno, la mamma deve eliminare le proteine del latte dalla sua alimentazione.

Esami delle feci possono aiutare a capire se c’è un problema di gastroenterite infettiva. In questo caso è opportuno ricoverare il neonato per qualche giorno assicurargli idratazione e nutrimento con il sondino, per scongiurare il rischio di disidratazione.

Photo by Nataliya Vaitkevich for pexels

 
 
 

In breve

La presenza di sangue nelle feci del neonato è una condizione abbastanza frequente, ma va indagata dal pediatra soprattutto se le feci sono molli e il piccolo ha anche febbre e vomito, se cresce poco, se ha gonfiore addominale

 

Fonti / Bibliografia

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