Scoliosi nei bambini, quando è necessario operare?

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 12/12/2019 Aggiornato il 12/12/2019

Cosa è la scoliosi, chi colpisce, quale è il trattamento migliore: una breve guida per capire meglio

Scoliosi nei bambini, quando è necessario operare?

La scoliosi è una patologia che colpisce la colonna vertebrale, provocando una deviazione delle vertebre ed è caratterizzata da una inflessione laterale accompagnata da rotazione. Si manifesta con le asimmetrie di spalle, scapole e anche, tanto più visibili quanto più severa è la forma. Poiché non si corregge spontaneamente, anche nei casi più leggeri è necessario affidarsi al medico, che prescriverà il giusto trattamento in base alla gravità.

Bambini e adolescenti

Come spiega  Guido La Rosa dell’Unità Operativa di Ortopedia dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, la scoliosi infantile (ovvero che interessa bambini di età compresa tra 1 e 10 anni) ha un’incidenza del 2 per mille, con i maschi più colpiti delle femmine, mentre per la scoliosi dell’adolescenza (che colpisce ragazzi di 10-16 anni) l’incidenza è di circa il 7 per mille e risultano più colpite le ragazze.

Ginnastica e sport

Il trattamento di questa deformità della colonna vertebrale è strettamente connesso alla gravità della patologia. Nei casi meno severi, quelli con scoliosi compresa tra 10 e 20 gradi di valore angolare, il medico sottopone il giovane paziente a un’osservazione attenta per intercettare eventuali evoluzioni e prescrive un programma di esercizi di ginnastica o la pratica di un’attività sportiva. “Molti casi non necessitano di altro e arrivano alla maturità scheletrica senza variazioni angolari sostanziali dall’epoca della prima osservazione”, spiega l’esperto.

I busti ortopedici

I casi che mostrano un’evoluzione compresa tra i 20° e i 35°-40° in epoca pre-puberale necessitano solitamente di un trattamento con busti ortopedici (corsetti). Per i casi che continuano a peggiorare è previsto “un preventivo trattamento con gessi correttivi che ottengono una correzione progressiva, che viene poi mantenuta con un corsetto chiamato Lionese, prototipo di tutti i corsetti che agiscono passivamente, mediante spinte statiche, che riproduco l’azione del gesso”, precisa La Rosa.

L’intervento chirurgico

Nel caso in cui la scoliosi vada oltre i valori angolari di 40-45 gradi, “è indicato ricorrere al trattamento chirurgico della deformità che consiste nella correzione della curva mediante l’utilizzazione di barre metalliche, uncini o viti inserite nelle vertebre”, conclude l’esperto.

 

 

Da sapere!

Da vent’anni a questa parte si sono diffuse tecniche chirurgiche che prevedono l’applicazione di viti posizionate nelle vertebre e di strisce di materiale acrilico che hanno una forza correttiva migliore degli uncini usati in passato: le correzioni sono migliori e la necessità di portare il gesso dopo l’intervento per molti mesi è quasi del tutto sparita.

 

Fonti / Bibliografia

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