Seu: rischio epidemia?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 06/09/2017 Aggiornato il 06/09/2017

Nelle scorse settimane due bimbe piccole e un bambino di 8 anni sono stati colpiti dalla Seu, un’infezione molto pericolosa. Di che cosa si tratta

Seu: rischio epidemia?

Una bimba di due anni è morta nelle scorse settimane a causa dell’infezione Seu e un’altra di 18 mesi è stata ricoverata per la stessa malattia. E solo pochi giorni fa è stato registrato un nuovo caso: questa volta a essere colpito un bimbo di otto anni. Tutti i casi sono avvenuti in Puglia, uno vicino a Bari, uno in Salento e uno a Foggia (anche se il bimbo ha iniziato a stare male al rientro da una breve vacanza in Emilia Romagna). Significa che l’infezione attualmente è diffusa solo nel sud Italia? Ed è davvero così pericolosa?

Una minaccia per i reni

Seu è l’acronimo di sindrome emolitico-uremica. Si tratta di un’infezione scatenata da alcuni ceppi dell’Escherichia coli, un batterio responsabile di diverse problematiche. Questi ceppi producono una potente tossina detta vero-citotossina (VT) o Shiga-tossina (Stx) che attacca i reni. La malattia, infatti, rappresenta la causa più importante di insufficienza renale acuta in età pediatrica, specialmente nei bambini piccoli. Inoltre, può provocare anemia acuta e trombocitopenia (riduzione delle piastrine).

La situazione in Italia

In realtà, i due casi registrati recentemente non sono isolati. In Puglia nell’estate del 2013, più precisamente fra la fine di luglio e la fine di agosto, erano già stati notificati 20 casi. In tutta Italia dal 1988 al 2010 le persone colpite sono state 710. In questo lasso di tempo, i tassi più elevati sono stati riscontrati nelle regioni settentrionali (Valle d’Aosta 1,06, Veneto 0,57, Piemonte 0,55, Lombardia 0,52, Trentino e Bolzano 0,43) e il picco di incidenza si è sempre verificato durante il mese di agosto, proprio come quest’anno.

Importante l’igiene

Nonostante quanto accaduto in Puglia, secondo gli esperti non è il caso di preoccuparsi eccessivamente. “I dati in nostro possesso ci inducono a ritenere che non vi siano pericoli per la popolazione né alcun rischio epidemia. È bene mantenere alta la guardia sulle principali norme igieniche e in primis il lavaggio delle mani  poiché è anche possibile, seppur eccezionalmente, la trasmissione del germe tra uomini per via oro-fecale” ha affermato Massimo Andreoni, Direttore U.O.C. Malattie infettive, Università di Tor Vergata. Occorre sapere, infatti, che i ceppi batterici responsabili della patologia sono trasmessi principalmente per via alimentare, tuttavia la trasmissione può avvenire anche per contatto con animali infetti o ambiente contaminato o attraverso il circuito oro-fecale.

 

 

 
 
 

In breve

CONSIGLI DI PREVENZIONE

Per ridurre il rischio di contrarre l’infezione Seu è importante cuocere in maniera adeguata gli alimenti destinati ai bambini piccoli, evitare il consumo di carne poco cotta, specialmente se macinata, e di latte non pastorizzato o di suoi derivati.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti