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Il meccanismo della sudorazione è un processo fisiologico fondamentale per la termoregolazione corporea. Nei bambini e ragazzi è particolarmente attivo per via del metabolismo accelerato e per il loro stare in continuo movimento.
Tuttavia, quando la produzione di sudore diventa eccessiva rispetto alle condizioni esterne, si parla di iperidrosi. Si distingue in primaria, una condizione senza cause e geneticamente predisposta che tende a risolversi con la crescita, e secondaria, scaturita invece da patologie, infezioni, fattori endocrini, neurologici o dall’uso di specifici farmaci.
Durante la pubertà, l’attivazione delle ghiandole apocrine rende il sudore più pungente, generando spesso ansia e imbarazzo sociale negli adolescenti. Per gestire il disturbo risultano fondamentali una corretta igiene personale, l’uso di indumenti traspiranti in fibre naturali, ambienti freschi e l’impiego di prodotti antitraspiranti o trattamenti specifici come la ionoforesi.
Sebbene l’iperidrosi primaria sia innocua, un’improvvisa insorgenza o la presenza di sintomi correlati richiedono un consulto medico approfondito per escludere cause secondarie sottostanti.
Le cause del sudore abbondante nei bambini piccoli
Il meccanismo della sudorazione è del tutto fisiologico: serve infatti per la termoregolazione corporea, cioè per mantenere a un livello accettabile la temperatura del corpo quando il calore esterno o gli sforzi praticati tendono a innalzarla. Bambini e ragazzi sudano in genere più degli adulti perché hanno un metabolismo molto attivo e sono in continuo movimento.
È una condizione del tutto normale, ma può succedere che la produzione di sudore risulti eccessiva rispetto alla temperatura esterna o all’attività praticata.
In questi casi si parla di iperidrosi, una sudorazione eccessiva e non controllabile che tende a manifestarsi anche in situazioni di scarso movimento, ad esempio anche quando si mangia o addirittura a riposo.
In particolare, la sudorazione notturna infantile è legata all’immaturità del sistema nervoso parasimpatico che regola le funzioni involontarie a riposo (e quindi anche l’attività delle ghiandole sudoripare): il corpo tende a disperdere calore sulla testa e sul collo, provocando un eccesso di sudore soprattutto in queste aree.
Possono favorire l’iperidrosi infantile, sia di giorno che di notte, anche cause esterne come, ad esempio, l’abbigliamento e la biancheria da letto in tessuti sintetici, un ambiente eccessivamente riscaldato oppure l’impiego di coperte e piumoni che scaldano troppo e non lasciano traspirare.
Sudorazione eccessiva negli adolescenti e pubertà
Con la pubertà il quadro dell’iperidrosi può complicarsi per via dei cambiamenti ormonali tipici del periodo. È il momento in cui si attivano, sempre per via della stimolazione ormonale, le ghiandole sudoripare apocrine che, a differenza delle eccrine (presenti su tutto il corpo, attive dalla nascita e produttrici di un sudore incolore e pressoché inodore), si concentrano in zone come le ascelle, l’inguine e la regione perianale, producendo un sudore dall’odore molto pungente.
L’iperidrosi in adolescenza, coincidendo con un momento di forti cambiamenti non solo fisici ma anche emotivi e psicologici, pur non essendo una patologia rischia di essere vissuta con una forte carica di ansia. Gli adolescenti possono provare imbarazzo nel porgere la mano per salutare, nel toccare qualcosa da passare ad altri che resta umido, o nel vedere le macchie di sudore sulle magliette.
L’adolescente che suda troppo vive una condizione di disagio che può interferire con le relazioni sociali, causare problemi scolastici o lavorativi, abbassare i livelli di autostima e, nei casi più gravi, spingere all’isolamento.
Spesso si innesca un circolo vizioso: l’ansia dovuta alla paura che il sudore eccessivo venga percepito dagli altri genera una condizione di stress che a sua volta stimola le ghiandole sudoripare, attraverso il sistema nervoso, a lavorare ancora di più, peggiorando la condizione.
Iperidrosi primaria e secondaria: le differenze
Esistono due diverse tipologie di iperidrosi:
- primaria: definita anche idiopatica perchè non ha una causa nota, si lega a un’iperattività del sistema nervoso centrale che funziona da regolatore delle ghiandole sudoripare. Ha una base genetica e compare in genere tra l’infanzia (attorno agli otto anni) e l’adolescenza, anche se alcuni casi sono presenti in età più precoce. È per lo più localizzata a mani, piedi e ascelle e non si verifica di notte. Generalmente non ha un impatto così significativo, è facile da tenere sotto controllo e tende a regredire spontaneamente con l’età.
- secondaria: in genere è diffusa su tutto il corpo, si presenta anche di notte e merita quindi di essere indagata, soprattutto perché nasce da condizioni patologiche, infezioni, disturbi di ordine endocrinologico o neurologico, o tumori come la malattia di Hodgkin.
Possono favorire un’eccessiva produzione di sudore anche condizioni di forte sovrappeso, l’assunzione di farmaci come gli antidepressivi e, negli adolescenti, l’abuso di alcol o l’assunzione di sostanze stupefacenti.
Rimedi pratici per gestire la sudorazione di bambini e ragazzi
Alcune semplici strategie possono essere d’aiuto nell’evitare i disagi più evidenti dell’iperidrosi infantile e del sudore acido negli adolescenti:
- igiene quotidiana: può sembrare banale, ma spesso ragazzi e soprattutto adolescenti trascurano l’importanza di lavarsi con cura, anche più volte al giorno nei punti dove è presente una maggior sudorazione, come le ascelle e l’inguine. Un detergente delicato può essere usato da una a due volte al giorno, mentre per gli altri lavaggi può bastare l’acqua. Occorre prestare particolare attenzione anche all’asciugatura: l’umidità residua favorisce la crescita dei batteri che intaccano le componenti grasse del sudore, favorendo la comparsa di cattivi odori. In alcuni casi la sudorazione eccessiva può provocare irritazioni cutanee: è utile in questo caso applicare nell’area una pomata a base di zinco o una polvere assorbente.
- deodorazione: la scelta del prodotto da usare dipende dall’età. Nei bambini si possono utilizzare formulazioni battericide che, abbattendo la carica batterica, frenano la formazione dei cattivi odori. A partire dall’adolescenza si possono invece utilizzare gli antitraspiranti topici: sono prodotti in crema, spray o polvere a base di sali di alluminio in grado di ridurre la sudorazione fino al 40-50%. Si possono applicare, oltre che sotto le ascelle, anche sulle mani, sui piedi e all’inguine per tenere sotto controllo la produzione di sudore. Alcuni prodotti sono in grado di regolare la sudorazione fino a sette giorni: si applicano la sera e consentono di utilizzare di giorno un deodorante non antitraspirante per avere una sicurezza extra contro i cattivi odori. Si tratta in ogni caso di formulazioni non adatte ai bambini.
- abbigliamento: biancheria intima, calzini e indumenti esterni dovrebbero essere in fibre naturali (puro cotone, lino) in modo da lasciar traspirare la pelle ed evitare che il sudore ristagni causando cattivi odori. Particolare attenzione va prestata alle scarpe: vanno lasciate all’aria aperta il più possibile quando non si indossano e lavate spesso se sono di tela. Utili all’interno delle scarpe, soprattutto quelle sportive, le apposite polveri assorbenti e deodoranti.
- ambiente: per evitare la sudorazione eccessiva nei bambini soprattutto di notte è importante che la stanza sia fresca (18-20 °C); è bene anche arieggiarla sempre prima che il bambino vada a letto e fare attenzione a non coprirlo troppo: meglio evitare pigiami in pile o comunque troppo pesanti, coperte e trapunte che non lasciano traspirare.
Nei bambini e negli adolescenti può rivelarsi utile, soprattutto per limitare la sudorazione eccessiva a livello di mani e piedi, il ricorso alla ionoforesi, che utilizza lievi correnti elettriche in acqua per inibire le ghiandole sudoripare. Negli adolescenti si può valutare il ricorso alla tossina botulinica che, iniettata a livello locale, blocca il rilascio dell’acetilcolina (responsabile della stimolazione delle ghiandole sudoripare). È una terapia efficace in modo particolare per l’iperidrosi ascellare, ma va tenuto conto che l’effetto della tossina dura dai 6 ai 10 mesi, dopodiché è necessario ripetere il trattamento.
Nei casi più gravi, soprattutto negli adolescenti che soffrono emotivamente per l’iperidrosi, il medico può valutare il ricorso a farmaci topici oppure orali che agiscono sul sistema nervoso per ridurre la produzione di sudore nei casi più resistenti.
Quando preoccuparsi e consultare il pediatra
L’iperidrosi primaria, pur essendo una condizione che incide sul fronte dell’emotività e dell’autostima, non può essere considerata una patologia vera e propria. Spesso, infatti, si risolve spontaneamente con il tempo.
Diverso è il discorso quando si notano improvvisi cambiamenti nell’entità della sudorazione non legati a particolari condizioni esterne di caldo o di attività fisica. Un bambino o un adolescente che improvvisamente bagnano il cuscino o le magliette dovrebbero essere monitorati con attenzione e indirizzati a un consulto medico, onde escludere che si tratti di un’iperidrosi secondaria che sottende problematiche di salute.
A maggior ragione è importante rivolgersi al medico quando, insieme a una sudorazione eccessiva, compaiono altri sintomi come un respiro molto rumoroso o apnee notturne (segnale di possibili problematiche ostruttive delle vie respiratorie), oppure se sono presenti febbricola persistente, ingrossamento dei linfonodi o perdita di peso.
In breve
La sudorazione è un processo fisiologico per regolare la temperatura corporea, ma nei bambini e negli adolescenti può essere eccessiva. Si parla allora di iperidrosi. Si gestisce con un’accurata igiene, l’uso di fibre naturali e prodotti specifici antitraspiranti; l’insorgenza improvvisa richiede un controllo medico.
