Terapie intensive pediatriche: in Italia ce ne sono troppo poche!

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 21/07/2021 Aggiornato il 21/07/2021

Le terapie intensive pediatriche sono reparti fondamentali per il trattamento dei bambini in condizioni critiche. Ma in Italia sono troppo poche

Terapie intensive pediatriche: in Italia ce ne sono troppo poche!

In questi lunghi mesi di pandemia, fra le altre cose, tutti abbiamo imparato a conoscere l’importanza delle terapie intensive. Si tratta di reparti essenziali per la sopravvivenza di molti malati, non solo quelli colpiti da Covid-19. Le terapie intensive sono fondamentali anche in età infantile, per esempio per accogliere i bambini sottoposti a operazioni complesse. Purtroppo, però, in Italia non ne esiste un numero sufficiente a soddisfare la domanda: complessivamente, sul nostro territorio sono presenti solo 23 terapie intensive pediatriche. A lanciare l’allarme sono stati gli esperti riuniti in occasione del 76° Congresso della Società Italiana di Pediatria (Sip).

Reparti ad alta specializzazione

Le terapie intensive sono reparti ospedalieri in cui vengono assistiti pazienti in particolari condizioni di salute, per esempio quelli che necessitano di un monitoraggio continuo e del supporto delle funzioni vitali. Il personale sanitario, con l’aiuto di macchinari specifici, è chiamato a svolgere compiti molto delicati, garantendo un sostegno clinico a elevata specializzazione, non disponibile in altri reparti. Le terapie intensive pediatriche, come dice la definizione stessa, sono i reparti di area critica dove vengono ricoverati i bambini che necessitano di particolare assistenza e controlli.

La situazione italiana

In Italia, le terapie intensive pediatriche sono poche, 23 in tutto, per un totale di soli 202 posti letto: la media è 3 posti letto per milione di abitanti. Fra l’altro, si tratta di reparti spesso di piccole dimensioni e “distribuiti in modo non omogeneo sul territorio nazionale e in un numero nettamente inferiore alle terapie intensive neonatali pari a 116” afferma Rinaldo Zanini, ex direttore del dipartimento Materno infantile dell’ospedale di Lecco.

I numeri sono ben al di sotto della media europea, che è pari a 8 per milione di abitanti. Come se non bastasse esistono- come capita spesso quando si tratta di sanità – forti differenze regionali: se in Puglia ci sono 2 letti ogni milione di abitanti, in Liguria si arriva a 10,6. Addirittura alcune regioni non hanno alcun posto letto di terapia intensiva pediatrica, come Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Umbria, Abruzzo, Sardegna Molise e Basilicata.

Chance migliori se ricoverati in terapie dedicate

Si tratta di una situazione decisamente preoccupante. Infatti, i bambini in condizioni critiche e/o con gravi malattie che vengono ricoverati e assistiti nelle terapie intensive pediatriche hanno una prognosi migliore e più chance di sopravvivere e stare bene. “I migliori risultati delle terapie intensive pediatriche rispetto a quelle per adulti dipendono da diverse ragioni. Le terapie intensive pediatriche sono tarate sui bambini, vi è un’elevata specificità degli strumenti e delle competenze dell’intensivista pediatrico” spiega Corrado Cecchetti, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

 
 

Curiosità

Per migliorare la situazione, secondo gli esperti si dovrebbe adottare un modello hub&spoke: in pratica, i piccoli ospedali del territorio dovrebbero intercettare gli eventi critici di area pediatrica, indirizzando poi i piccoli pazienti nelle terapie intensive pediatriche di I o di II livello o in super hub.

Fonti / Bibliografia

  • 76° Congresso Italiano di Pediatria - Società Italiana di Pediatria25-28 Maggio 2021, Roma - E’ stato spostato a queste date il 76° Congresso Italiano di Pediatria. Una decisione presa dal Consiglio Direttivo della SIP “in considerazione del periodo straordinario vissuto in questo drammatico anno”. Negli stessi giorni, congiuntamente al 76° Congresso Italiano di Pediatria, si svolgeranno anche il 12° Congresso della Societa’ Italiana di Pediatria Ospedaliera, il 2° Congresso congiunto regionale Lazio SIP-SIN-SIMEUP, il 6° Congresso del Gruppo di Studio Ecografia Pediatrica e il 1° Congresso della Società Italiana di Pediatria Infermieristica (SIPINF).
  • Società Italiana di Pediatria - Separare la cura e l’assistenza del bambino malato dalla Medicina generale dell’adultoDalla nascita e per l’intera vita: la Società Italiana di Pediatria (SIP) è nata nel lontano 1898 proponendo un’innovazione che avrebbe segnato un grande cambiamento nei decenni successivi: separare la cura e l’assistenza del bambino malato dalla Medicina generale dell’adulto. Con i suoi circa 10 mila Soci la SIP rappresenta la casa comune di tutti i pediatri italiani perché vi partecipano pediatri universitari, ospedalieri, di famiglia e di comunità.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Placenta previa: può ripresentarsi anche nella seconda gravidanza?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada.   »

6^ settimana e l’embrione in ecografia non si vede: cosa sta succedendo?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene.  »

TSH alto in gravidanza: c’è da preoccuparsi?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox.   »

Ridatazione della gravidanza gemellare e grande differenza di crescita tra i due bambini

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio.   »

Toxoplasmosi: si può stare tranquille con le IgG e le IgM positive?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità".   »

La pillola funziona dopo un mese?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione.   »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti