Tiroide: quale legame fra carenza di iodio e intelligenza?

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 20/07/2018 Aggiornato il 31/07/2018

La carenza di iodio può ridurre il quoziente intellettivo dei bambini. Ecco perché è bene prestare maggiore cura alla salute della tiroide

Tiroide: quale legame fra carenza di iodio e intelligenza?

È un elemento essenziale per numerose funzioni, ma pochi lo sanno. Il risultato è che un numero significativo di persone soffre di una carenza di iodio, indispensabile alla tiroide per lavorare bene. Addirittura questa sostanza partecipa alle attività cerebrali: se, dunque, il suo livello nell’organismo è insufficiente a risentirne potrebbe essere anche il quoziente intellettivo. A ribadirlo gli esperti della SIEDP, Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.

Un elemento essenziale

Lo iodio è un elemento che serve alla tiroide per produrre due ormoni contenenti iodio che controllano moltissime funzioni dell’organismo: la tiroxina o T4 e la triodotironina o T3. Innanzitutto, essi intervengono nei processi di accrescimento e di sviluppo dell’organismo e nella regolazione del metabolismo. Inoltre, partecipano alla produzione del calore e ai processi di accumulo e di distribuzione di acqua e sali minerali nell’organismo. Infine, controllano la velocità dei battiti del cuore, la contrattilità cardiaca, il livello di colesterolo nel sangue, la forza muscolare, il tono dei vasi le condizioni della pelle e dei capelli, la vista, il ritmo delle mestruazioni, lo stato mentale e tante altre funzioni.

A rischio molti bambini

Se lo iodio manca o è carente può subentrare tutta una serie di conseguenze. Anche a livello cerebrale. Specie nei bambini. “Anche una carenza iodica di grado moderato può portare al mancato raggiungimento del potenziale intellettivo del bambino con una riduzione di 10-15 punti di quoziente intellettivo; per questo è in atto un progetto formativo sul tema della iodoprofilassi indirizzato agli insegnanti della scuola primaria e secondaria” ha dichiarato Ivana Rabbone, vicepresidente SIEDP.

Via libera al sale iodato

Purtroppo, in Europa, fino al 50% dei neonati è esposto a una lieve carenza iodica. Ciò significa che il potenziale cognitivo di molti bambini è a rischio. Ecco perché gli scienziati del progetto EUthyroid, promosso dall’Unione europea e sostenuto da molte organizzazioni, hanno firmato la dichiarazione di Cracovia per chiedere ai decisori politici di avviare e sostenete tutte quelle misure necessarie per eliminare questa carenza. Il fabbisogno di iodio è di 150 microgrammi per gli adulti, 90 per i bambini fino a 6 anni, 120 per i bambini in età scolare e 250 per le donne in gravidanza e durante l’allattamento. Per soddisfarlo è importante consumare sale iodato, arricchito cioè con questo minerale. In gravidanza e allattamento è bene anche assumere integratori specifici.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Durante la gravidanza, la tiroide deve fare un doppio lavoro,per sostenere anche le necessità del feto. Ecco perché è importante rifornire l’organismo di una dose extra di iodio e controllare la salute della ghiandola.

 

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