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Il trauma cranico si verifica quando un bambino subisce un urto nella zona del capo, per una caduta o un incidente. Nella maggior parte dei casi, si tratta di eventi di portata modesta e il piccolo non va incontro a disturbi. Il pianto dura poco e poi il bimbo si riprende e non manifesta conseguenze. In altri casi, il trauma cranico può essere più serio e richiedere accertamenti medici, perché il bambino presenta sintomi come sonnolenza e vomito.
Secondo gli ultimi dati raccolti dal Bambino Gesù di Roma, ogni anno giungono presso l’Ospedale circa 4.000 bambini in osservazione per trauma cranico.
Tre casi su quattro sono nella fascia di età inferiore ai sei anni. In estate il numero complessivo dei traumi non aumenta rispetto agli altri periodi dell’anno, rassicurano gli esperti del Bambino Gesù. Cambiano però le dinamiche degli incidenti perché il maggior tempo trascorso all’aperto, l’attività sportiva, gli spostamenti in bicicletta e monopattino e le giornate al mare o in piscina espongono bambini e adolescenti a nuovi rischi di cadute e infortuni.
Sintomi (anche tardivi) da osservare
Ci sono alcuni segnali che vanno osservati dopo che il bimbo ha battuto la testa e aiutano a capire se si tratta di un evento di poco conto o di un trauma cranico serio. In particolare è bene notare se il bambino:
- lamenta una cefalea che non passa, ma che anzi aumenta con il passare delle ore
- cammina a fatica
- ha un comportamento diverso dal solito
- è irritabile e nervoso
- parla in modo confuso
- accusa vertigini continuamente oppure che vanno e ricompaiono all’improvviso
- ha attacchi di vomito improvviso, senza avvertire nausea e chiaramente non legati a quello che ha mangiato
- perde liquido acquoso o sangue dal naso o da un orecchio
- se ha pochi mesi, la fontanella appare gonfia
- è soggetto a una sonnolenza eccessiva, diversa dalla normale stanchezza, e fatica a svegliarsi
- mostra una delle due pupille dilatata rispetto all’altra
- dice di avvertire fischi nelle orecchie
- non riconosce i famigliari
- ha un pallore eccessivo e persistente, che non se ne va
- è soggetto a convulsioni.
In questo caso è possibile che il trauma abbia causato una lesione cerebrale, che si manifesta appunto con questi sintomi di tipo neurologico.
Cosa fare
Le cadute nei bambini (per esempio dal fasciatoio, dal seggiolone, dalla bicicletta) sono molto frequenti e nella maggior parte dei casi non succede nulla di serio. È normale che il bambino pianga per il dolore, anche per qualche minuto, e che spesso compaia anche un bernoccolo.
In questi casi è utile calmare il piccolo senza indurgli ulteriore agitazione e applicare sulla parte infortunata un panno freddo per 15-20 minuti, contattando eventualmente il proprio pediatra se non si è tranquilli.
È però importante tenerlo sotto controllo per le 24 ore successive, per vedere se compaiono i sintomi elencati sopra. Non è necessario tenere sveglio il bambino a tutti i costi, ma è consigliabile puntare una sveglia e controllare ogni due o tre ore il suo sonno.
Se dorme normalmente e si sposta come al solito, significa che non dovrebbero esserci problemi. Può essere utile toccare il piccolo su una spalla, spostargli un braccio o una gamba: se va tutto bene, il bambino reagisce istintivamente al tocco. Se non mostra reazioni lo si può svegliare per assicurarsi che abbia un comportamento regolare, riconosca i genitori, sorrida, pronunci qualche parola. Se si dimostra confuso, pallido o comunque mostra sintomi compatibili con quelli di un trauma cranico, è meglio rivolgersi a un medico al più presto.
Conseguenze
Le prime 24 ore sono le più importanti per capire se il trauma cranico ha causato danni cerebrali. I sintomi tuttavia possono comparire a distanza di giorni o addirittura di settimane dall’evento traumatico, anche se le possibilità diminuiscono con il passare del tempo. Se in qualunque momento dopo un trauma cranico si notano manifestazioni sospette, è opportuno portare il bambino al pronto soccorso. Qui sarà ricoverato e i medici potranno stabilire se tenere il piccolo in osservazione in reparto oppure se intervenire, anche chirurgicamente, per risolvere le conseguenze del trauma cranico stesso. Un trattamento tempestivo può evitare o ridurre le conseguenze che il trauma cranico ha sul cervello. Questo evento può infatti provocare edema cerebrale, danni alle cellule nervose, rottura di vasi sanguigni con emorragie.
Questo può comportare malfunzionamento o morte dei neuroni, che sono cellule molto delicate, infiammazioni e perfino disabilità di diverso tipo, da emotiva a psichiatrica e perfino fisica, a seconda dell’area del cervello che ha subito il trauma. Possono comparire difficoltà motorie, vuoti di memoria, problemi nella gestione dello stress e difficoltà emotive.
L’importanza della diagnosi
La diagnosi di trauma cranico avviene prima di tutto con un esame neurologico, che permette di individuare alterazioni cognitive e motorie anche lievi. La collaborazione dei bambino, e dei suoi genitori se è troppo piccolo per riferire l’accaduto, è essenziale per inquadrare la dinamica dell’evento che ha causato il trauma e per avere informazioni sullo stato di salute generale.
In caso di trauma di una certa serietà, è opportuno eseguire una Tc dell’encefalo per individuare o escludere sanguinamenti ed edemi che possono causare danni al tessuto cerebrale. Il trattamento comprende vari interventi, dalla rieducazione motoria e fisiatrica alla fisioterapia, dalle cure logopediche, se c’è danno del linguaggio, all’intervento dello psicologo.
Il decalogo “anti-trauma” del Bambino Gesù
Dall’analisi dei dati, gli esperti del Bambino Gesù confermano che molti casi di trauma cranico nei bambini sono prevedibili e, in una quota rilevante di casi, evitabili. Per questo l’Ospedale ha raccolto alcune semplici raccomandazioni per ridurre il rischio di incidenti.
Durante il gioco e lo sport
1. Indossare sempre il casco quando si utilizzano bicicletta, monopattino, skateboard e pattini
2. Utilizzare ginocchiere, gomitiere e altre protezioni negli sport che lo richiedono
3. Scegliere giochi e attrezzature adeguati all’età del bambino
4. Educare i bambini al rispetto delle regole sportive e del fair play
In auto
5. Utilizzare sempre seggiolini omologati adeguati a età, peso e altezza
6. Assicurare correttamente il bambino con le cinture di sicurezza
In casa
7. Installare cancelletti di sicurezza nelle aree a rischio
8. Fissare mobili e televisori alle pareti per evitare ribaltamenti
9. Non lasciare mai soli i bambini piccoli nella vasca da bagno
10. Mantenere i pavimenti asciutti e liberi da ostacoli
Gli esperti del Bambino Gesù ribadiscono che la protezione dei bambini dipende dalla capacità di adattare la prevenzione alle diverse fasi della crescita, quindi dalla sicurezza in casa nei primi anni di vita, fino all’utilizzo corretto del casco e dei dispositivi di protezione durante lo sport e gli spostamenti su due ruote.
Investire nella prevenzione significa aumentare la sicurezza senza limitare il diritto alla libertà e al movimento.
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In breve
Un trauma cranico, dovuto a una caduta o a un incidente, può essere lieve e non causare danni. Se però compaiono segnali come mal di testa, confusione, vomito improvviso, pupille asimmetriche è possibile che ci sia un danno cerebrale che va diagnosticato in ospedale e affrontato con i vari mezzi oggi a disposizione
Fonti / Bibliografia
- Trauma cranico - Ospedale Pediatrico Bambino GesùCadute accidentali, infortuni stradali e incidenti sportivi sono le principali cause di trauma cranico nei bambini
- https://pspediatrico.policlinicogemelli.it/wp-content/uploads/2017/10/TRAUMA-CRANICO-MINORE.pdf
