Troppa televisione aumenta il rischio di obesità tra i bambini

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/11/2013 Aggiornato il 22/11/2013

Cinque ore al giorno davanti alla tv raddoppiano il rischio di obesità tra i bambini e gli adolescenti

Troppa televisione aumenta il rischio di obesità tra i bambini

Troppa televisione fa ingrassare. Già si sapeva, ma oggi arriva una conferma in più: i ricercatori del Medical Research Institute di Newtown, Nuova Zelanda, autori di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne, hanno evidenziato che con cinque ore al giorno davanti alla tv il rischio di obesità raddoppia per bambini e adolescenti, con punte di rischio maggiore soprattutto per le femmine.

Le bambine sono più esposte

Il rischio obesità è, infatti, direttamente proporzionale alle ore passate davanti al piccolo schermo. I bambini e gli adolescenti che guardano la tv da 1 a 3 ore al giorno hanno un rischio di ingrassare e di diventare obesi aumentato dal 10 al 27%. Le femmine, poi, sono ancora più esposte all’accumulo di grasso e se passano oltre 5 ore davanti alla tv hanno un rischio di diventare obese aumentato del 45%.  “Pensiamo che ciò possa dipendere anche dalle differenze biologiche legate alla pubertà nelle femmine rispetto ai maschi – spiegano i ricercatori -. Inoltre, i ragazzi sono più attivi fisicamente delle femmine. Tutto ciò può contribuire a un differente indice di massa corporea legato al genere”.

Una generazione di obesi

La diffusione dell’obesità tra i bambini, e non solo, ha ormai raggiunto un carattere epidemico in numerosi Paesi occidentali. Le cause principali di questa diffusione sono da ricercarsi principalmente nelle abitudini alimentari contraddistinte da un consumo di cibi altamente energetici e nella sedentarietà.

 

In breve

I NUMERI DELL’OBESITA’

L’obesità ha assunto i caratteri di una vera e propria epidemia mondiale. Secondo le rilevazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità sovrappeso e obesità sono responsabili in Europa dell’80% dei casi di diabete tipo 2, del 35% dei casi di malattie ischemiche cardiache e del 55% di malattie ipertensive. A questi si aggiungono i pesanti costi economici e sociali: il 2-8% dei costi sanitari e il 10-13% dei decessi.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.   »

Cardioaspirina in gravidanza: sì o no?

04/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Ci sono dei casi in cui piccole dosi di aspirina possono favorire il buon proseguimento di una gravidanza: se il ginecologo curante la prescrive è più che opportuno dargli ascolto.   »

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti