Vaccino anti-Covid in gravidanza: quando è meglio farlo?

Elisa Carcano A cura di Elisa Carcano Pubblicato il 22/02/2022 Aggiornato il 22/02/2022

Il vaccino anti-Covid è un’arma fondamentale per proteggersi dal coronavirus. E in gravidanza la protezione raddoppia, in quanto protegge sia la mamma sia il bimbo nel pancione. Ma per ottenere la maggior efficacia possibile, gli esperti hanno scoperto che c’è un periodo ottimale per farlo

Vaccino anti-Covid in gravidanza: quando è meglio farlo?

Da quando poco più di un anno fa è cominciata la campagna vaccinale contro il Sars-Cov2, tutti noi – chi più chi meno – abbiamo “rispolverato” l’importanza dei vaccini per proteggerci dalle malattie. Il vaccino anti-Covid si è, infatti, rivelato un’arma fondamentale per arginare la pandemia. Oltretutto, via via, il suo utilizzo si è esteso a fasce sempre più ampie della popolazione, comprese le donne in gravidanza e i bambini anche piccoli.

Quando devono essere somministrate le dosi di vaccino?

Proprio riguardo le donne incinte, gli esperti hanno di recente scoperto che se è vero che il vaccino anti-Covid produce sempre alti livelli di anticorpi, è altrettanto vero che più si effettua la seconda dose della vaccinazione in prossimità del parto, maggiori sono i benefici in termini di protezione anticorpale. L’efficacia del vaccino anti-Covid raggiunge poi il suo massimo se si effettua la terza dose (cosiddetta dose booster) nel terzo trimestre.

Questa, perlomeno, è la conclusione cui è giunto un gruppo di ricercatori della Weill Cornell Medicine e del New York-Presbyterian Hospital al termine di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Obstetrics & Gynecology.

I ricercatori hanno esaminato i livelli di anticorpi contro la proteina Spike del Sar-Cov2 di 1.400 donne al momento del parto e nel sangue del cordone ombelicale  dei loro neonati. In tutte le mamme e nei campioni del sangue cordonale – come del resto gli scienziati si aspettavano – sono stati riscontrati gli anticorpi specifici al momento del parto, ma nelle donne che avevano ricevuto la dose booster nel terzo trimestre i livelli anticorpali rilevati erano molto superiori alla media.

Le donne in gravidanza possono trasmettere il virus?

In questi due anni abbiamo imparato che il Covid-19 non fa sconti a nessuno, e anche le donne in gravidanza sono a rischio di contagio, e sebbene la trasmissione materno-fetale sia rara (sebbene non impossibile), non mancano le complicanze che l’infezione da Covid-19  possono determinare, a cominciare dal parto prematuro al basso peso alla nascita dei piccoli e ad altri esiti avversi. Da qui la raccomandazione degli esperti a tutte le donne in gravidanza a sottoporsi senza timori al vaccino anti-Covid per proteggere se stesse e il bimbo nel pancione. Eppure, da recenti dati della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso) emerge che in Italia ben una donna su 4 ha partorito con il Covid. La percentuale delle donne in gravidanza vaccinate è ferma al 55% , contro ben il 45% di non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino. “Il numero di partorienti che arrivano in ospedale e risultano positive al Covid è in crescita”, ha commentato Giovanni Migliore, presidente Fiaso, che ha lanciato un appello ai futuri genitori, ma anche ai medici di medicina generale e ai ginecologi affinché si sensibilizzino sull’importanza del vaccino anti-Covid in gravidanza.

Cosa raccomanda il ministero della Salute?

Il ministero della Salute raccomanda il vaccino anti-Covid alle donne in gravidanza a partire dal secondo trimestre e alle donne che allattano. Per la vaccinazione nel primo trimestre di gravidanza, invece – sebbene considerata comunque sicura – si rimanda al parere del proprio ginecologo per la valutazione dei rischi/benefici, in quanto al momento si sono ancora poche evidenze scientifiche.

 

 

 
 
 

In sintesi

Qual è la modalità di trasmissione del nuovo Coronavirus?

Il Sars-Cov2 si trasmette principlamente per via diretta (da persona a persona) attraverso le microparticelle emesse parlando, tossendo e anche solo respirando. Si può trasmettere anche tramite il contatto con superfici infette (modalità però rara). Da recenti studi è emersa anche la possibilità di trasmissione materno-fetale. Ecco perché la vaccinazione anti-Covid è raccomandata anche in gravidanza: protegge se stesse e il bimbo nel pancione.

Le donne positive al Covid possono allattare al seno?

Sì al momento l’interruzione dell’allattamento al seno nnon è raccomandata nemmeno in caso di positivià al Covid perché tracce del Sars-Cov2 non non sono state trovate nel latte materno.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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