Vaccino antinfluenzale ai bambini: sì o no? Quando farlo e quali sono gli effetti collaterali?

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 20/11/2023 Aggiornato il 20/11/2023

Il vaccino antinfluenzale bambini è importante per prevenire complicanze di questa infezione, come polmoniti e otiti. Oggi esiste formulazione per via iniettiva e in spray

Vaccino antinfluenzale ai bambini: sì o no? Quando farlo e quali sono gli effetti collaterali?

Il vaccino antinfluenzale bambini è utile per difendere i più piccoli da un’infezione ritenuta “comune” e che può invece causare, in alcuni casi, complicanze anche serie. L’influenza infatti potrebbe dare luogo a otiti e polmoniti importanti. Inoltre fa perdere giorni di scuola e di attività sportiva. Per questa ragione è importante che i genitori valutino con attenzione l’opportunità del vaccino antinfluenzale bambini, parlandone con il pediatra.

Bisogna fare il vaccino antinfluenzale ai bambini?

Secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute, il vaccino antinfluenzale bambini è raccomandato ai piccoli di età compresa tra i sei mesi e i sei anni, ma anche ai ragazzini di età superiore con malattie croniche per esempio respiratorie, cardio-circolatorie o relative al sistema immunitario. In questi casi il vaccino è completamente gratuito, come lo è anche per gli anziani di età superiore ai 65 anni, le donne che aspettano un bambino o che partoriscono nella stagione dell’influenza, i famigliari e le persone che sono in stretto contatto con i soggetti con malattie croniche, i professionisti della sanità e le forze dell’ordine. Non è invece indicato per i neonati di età inferiore ai sei mesi, perché non esistono ancora abbastanza studi che documentino l’efficacia del vaccino in questa fascia di età. Per i piccolissimi è utile la protezione indiretta: per questo i genitori, i nonni, i fratelli maggiori dovrebbero valutare l’opportunità di eseguire il vaccino.

In quali casi il vaccino è più utile

Il vaccino antinfluenzale bambini è utile sempre, come ha dimostrato uno studio del 2022 secondo il quale il rischio di sviluppare una forma seria di influenza si riduce nel 75%. In alcuni casi, però, è particolarmente importante per una protezione individuale, perché alcuni piccoli possono essere soggetti a malattie che espongono più che in altri casi al rischio di complicanze. Ecco quali sono le malattie più a rischio, secondo quanto sostiene anche il Ministero della Salute:

  • le malattie respiratorie croniche (tra cui l’asma grave e la fibrosi cistica)
  • i problemi dell’apparato cardio-circolatorio, come le cardiopatie congenite e acquisite
  • il diabete e altre malattie metaboliche compresa l’obesità di grado elevato
  • l’insufficienza cronica renale o surrenale
  • le malattie del sangue (come le anemie) e degli organi emopoietici
  • i tumori appena diagnosticati e quelli in trattamento
  • le malattie congenite o acquisite caratterizzate da scarsa produzione di anticorpi, da Hiv o per assunzione di farmaci immunosoppressori (come succede per esempio dopo un trapianto)
  • le malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali (per esempio il morbo di Crohn)
  • i disturbi cronici del fegato

Vaccino antinfluenzale bambini, le varianti possibili

Non esiste un solo tipo di vaccino antinfluenzale, bambini o adulti che sia, ma diverse formulazioni. Tutte proteggono dai virus responsabili dell’influenza 2023-2024, quindi due virus dell’influenza A (H1N1 e H3N2, che hanno caratterizzato anche le precedenti stagioni epidemiche) e due dell’influenza B. Ecco, età per età, i tipi di vaccini disponibili:

6 mesi-9 anni

In questa fase si somministra il vaccino a sub-unità split quadrivalente (o QIV) in 2 dosi a distanza di almeno 4 settimane l’una dall’altra nei bambini vaccinati per la prima volta, oppure in una sola dose nei piccoli già vaccinati negli anni precedenti.

2-9 anni

A questa fascia di età sono adatti il vaccino quadrivalente su colture cellulari (o VIQcc) oppure il vaccino vivo attenuato (LAIV). Si somministrano entrambi in due dosi, a distanza di almeno 4 settimane nei piccoli vaccinati per la prima volta, oppure in una sola dose se il bambino è stato vaccinato già negli anni
precedenti

10-17 anni

Si possono somministrare tre tipi di vaccino antinfluenzale: quello a sub-unità, split quadrivalente (o QIV), il quadrivalente su colture cellulari (VIQcc) oppure il vaccino vivo attenuato (LAIV). Per tutti e tre dai dieci anni in su è sufficiente una sola dose.

Vaccino spray o iniezione?

Dalla stagione influenzale 2021-2022 anche nel nostro Paese si è aggiunta la possibilità di somministrare il vaccino anche in formulazione spray. Questa tipologia si aggiunge alla formulazione tradizionale per iniezione, quadrivalente, a base di microrganismi inattivati che, somministrati intramuscolo (solitamente nel braccio) non sono in grado di riprodursi.
Il vaccino in spray intranasale, sempre quadrivalente, è un vaccino vivo attenuato: diverso da quello iniettivo, contiene microrganismi vivi, ma attenuati fino a essere del tutto innocui. In parole semplici, i virus vengono indeboliti in modo da moltiplicarsi solo nelle vie aeree nasali, a temperature basse, senza quindi raggiungere le basse vie respiratorie come i bronchi e i polmoni. La reazione quindi si verifica nelle vie aeree superiori, creando immunità senza effetti collaterali.
Entrambi i vaccini sono efficaci e la tipologia in spray è indicata dai due anni in su, fino ai 18, in base alla disponibilità del centro vaccinale e dalla decisione del medico vaccinatore.

Effetti collaterali del vaccino antinfluenzale

Il vaccino influenza bambini può essere somministrato ai piccoli senza preoccupazioni, dal momento che è sicuro, oltre che efficace. Possono comparire arrossamento, gonfiore e dolore nel punto dell’iniezione. Nei giorni successivi il bambino può accusare lieve mal di testa, dolori muscolari, malessere generalizzato. Si può anche verificare un rialzo febbrile, che riesce a essere tenuto sotto controllo con paracetamolo. Le reazioni allergiche al vaccino, serie e quindi pericolose, sono rarissime e solitamente compaiono subito dopo la somministrazione. Per questa ragione, si consiglia di restare per almeno mezz’ora nei pressi dell’ambulatorio vaccinale. Se, infatti, compaiono segnali di allergia come difficoltà di respirazione, pallore, pulsazioni del cuore accelerate, prurito è importante che il personale sanitario possa intervenire per controllare la reazione allergica. Per evitare che questo rischio, per quanto remoto, possa verificarsi, è opportuno avvisare prima il personale vaccinatore nel caso il bambino abbia avuto in precedenza un problema di allergia s un vaccino, antinfluenzale o di altro tipo.

Chi non deve fare il vaccino

È importante non somministrare il vaccino antinfluenzale ai bambini (e anche ad adolescenti e adulti) che abbiano avuto una reazione allergica severa in seguito a una precedente dose di vaccino. Se il bambino, per qualsiasi ragione, deve essere sottoposto a vaccino antinfluenzale, deve prima effettuare in una struttura specializzata un approfondimento allergologico in modo da evitare di incorrere ancora in questi problemi. Un’altra controindicazione è costituita dalla sindrome di Guillain-Barré, una malattia neurologica, che può anche essere causata dall’influenza stessa. Per sicurezza, è bene evitare il vaccino antinfluenzale bambini anche in caso di sindrome di Guillain-Barré non legata a questa vaccinazione e presente da più di un anno. Si deve evitare, o almeno rimandare il vaccino, in caso di malattia acuta che può essere accompagnata da febbre.

Quando evitare il vaccino in spray

Il vaccino in spray nasale non può essere somministrato se sono presenti:

  • ipersensibilità a uno qualsiasi dei principi attivi;
  • reazione allergica seria a uova o proteine delle uova;
  • calo della difese immunitarie per malattie come leucemie, linfomi, Hiv, trattamento con farmaci immunosoppressivi;
  • trattamento a base di acido acetilsalicilico per alcune malattie;
  • asma severo e difficoltà respiratorie (anche se questo deve essere ancora confermato da studi approfonditi).

Foto di Carolina Grabowska da pexels.com

 
 
 

In breve

Il vaccino antinfluenzale ai bambini può essere somministrato sia per via iniettiva sia, con alcune controindicazioni, in formulazione spray. Gratuito fino ai sei anni e anche dopo in caso di malattie croniche, aiuta a prevenire forme serie di influenza che possono causare complicanze anche importanti

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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