Il vaccino Covid funziona davvero sui bambini?

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 27/09/2022 Aggiornato il 27/09/2022

Uno studio dell’Istituto superiore della Sanità rivela come il vaccino Covid non risulta poi così efficace quando somministrato ai bambini, con la protezione dall’infezione che si ferma al 29,4%

sì al vaccino Covid per i bambini

A rivelare la ridotta efficacia del vaccino Covid sui bambini è uno studio pubblicato su Lancet condotto dall’Iss (Istituto Superiore di Sanità) . La ricerca, che ha preso in esame una macro-coorte di circa tre milioni di piccoli tra i 5 e gli 11 anni, ha evidenziato come la protezione del siero immunologico sull’infezione non è così alta come quella calcolata dai produttori del vaccino.

Quanto è efficace il vaccino Covid nei bambini?

I ricercatori dell’Iss hanno analizzato i casi di tutti i bambini a cui è stato il vaccino Covid, valutando l’efficacia del ciclo completo tenendo conto del grado di protezione vaccinale nel mondo reale, fuori dai trials clinici, in confronto ai piccoli non vaccinati. Circa 700mila casi di positività al Covid e 664 che hanno richiesto l’ospedalizzazione, gli studiosi hanno potuto analizzare con una certa precisione l’efficacia del vaccino.

Dalla ricerca emerge come, il livello di efficacia contro l’infezione nei bambini tocchi appena il 29,4%; il 41,1% nella protezione contro le forme più gravi della malattia. Dati che restano molto distanti dalle stime fatte dalle case farmaceutiche in fase di sperimentazione, quando con Pfizer parlava di protezione sopra il 90%, seppur con una forbice molto ampia compresa tra il 67 e il 99%. La protezione del vaccino Covid contro l’infezione si assesta ben sopra il 50% in adolescenti e adulti, e cresce ulteriormente per i casi gravi, tuttavia la disparità di efficacia con i più piccoli non può non essere presa in considerazione.

Il vaccino Covid è meno efficace contro Omicron?

Tra le spiegazioni più plausibili di questi ridotti livelli di protezione c’è da considerare l’avvento della variante Omicron, meno aggressiva ma più trasmissibile della Delta, che risultava essere più affine alle caratteristiche del ceppo originale su cui Pfizer aveva modulato il proprio vaccino. Omicron  è, infatti, maggiormente capace di aggirare la neutralizzazione messa in atto dagli anticorpi e, quindi, riesce a infettare con maggiore semplicità anche i soggetti vaccinati. Al tempo stesso, la minore efficacia del vaccino Covid nei bambini può essere ricondotta al dosaggio ridotto del siero, pari a un terzo di quello somministrato dopo gli undici anni.

Occorre vaccinare i bambini contro il Covid?

In questo contesto, la vaccinazione nei bambini pare comunque suggerita, così da accrescere il livello di protezione nei piccoli. Ovvio, poi, come occorra far fronte a numero ancora troppo basso di bambini vaccinati. Sono, infatti, ancora meno del 50% in Italia i bambini cui è stata somministrata la seconda dose. Senza contare che il ceppo attuale è quasi al termine del suo ciclo vitale e, sul nuovo, il vaccino Covid ha effetti ridotti e, forse, sia meglio e conveniente attendere l’arrivo delle nuove formulazioni vaccinali, efficaci anche contro le varianti di Omicron.

A tutto ciò occorre sommare la bassa incidenza di casi gravi nei più piccoli, con i dati dell’Iss che parlano di alcune centinaia di ospedalizzazioni (15 in terapia intensiva e due decessi, di cui uno con una grave patologia pregressa) su circa un milione e 800mila piccoli non vaccinati nei tre mesi di analisi. Per nessun piccolo vaccinato è stato, invece, necessario ricorrere alla terapia intensiva.

 

 
 
 

In sintesi

I bambini da 5 a 11 anni possono essere vaccinati contro il Covid-19?

Come riportato sul sito del Ministero della Salute, dal 1° dicembre 2021 l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato la somministrazione del vaccino Comirnaty anche ai bambini tra 5 e 11 anni, in dose ridotta (un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti) e con formulazione specifica.

È consigliato vaccinarsi al Covid durante la gravidanza?

Sì, gli esperti consigliano il vaccino Covid in gravidanza già a partire dal primo trimetre di gestazione, così da fornire anche al feto anticorpi contro il virus.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Gravidanza e vaccino contro difterite-tetano-pertosse: il richiamo va fatto ogni volta?

06/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il richiamo del vaccino trivalente DTP è raccomandato a ogni nuova gravidanza per garantire al nascituro un "bagaglio immunitario" in grado di proteggerlo da difterite, tetano, pertosse fino a quando non verrà sottoposto lui stesso alla vaccinazione.  »

Sono davvero a rischio di diabete gestazionale?

01/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Quando si inizia la gravidanza in una condizione di obesità e, in più, si aumenta di peso rapidamente già a partire dal primo trimestre il rischio di sviluppare il temibile diabete gestazionale diventa alto, soprattutto se l'esame della curva da carico di glucosio evidenzia un'iperproduzione di insulina....  »

Donna Rh negativo: anche dopo un aborto si sviluppano anticorpi contro il sangue Rh positivo?

30/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Esiste un esame che permette di appurare se la donna ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh positivo: si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue.  »

Pap test in gravidanza: conviene farlo?

28/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Posto che è il ginecologo curante a dover decidere l'intervallo di tempo tra un pap test e l'altro, in base al risultato ottenuto l'ultima volta che è stato effettuato, in generale non occorre farlo in gravidanza, se sono passati meno di tre anni dall'ultimo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti