Argomenti trattati
Il virus sinciziale è un agente virale responsabile di forme respiratorie anche serie, soprattutto nei bambini più piccoli. È maggiormente diffuso tra novembre e aprile e il periodo di maggiore contagiosità coincide con i mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Si diffonde facilmente tra le persone a stretto contatto negli ambienti chiusi, con le goccioline di saliva emesse con gli starnuti e i colpi di tosse. Nei piccoli di età inferiore a due anni, il virus sinciziale può causare affezioni respiratorie piuttosto serie, che richiedono talvolta il ricovero in ospedale. Esiste però un rimedio efficace e ben tollerato, in grado di prevenire le conseguenze sull’apparato respiratorio dei bambini. Si tratta di un anticorpo monoclonale che agisce contro il virus impedendone la replicazione.
Sintomi nei neonati e nei bambini
Tra le cose che si devono sapere del virus sinciziale c’è il fatto che, nei neonati e nei bambini piccoli, l’infezione può esordire come un semplice raffreddore e con diversi livelli di serietà, in alcuni più lieve, in altri più pronunciata. Anche i sintomi sono variabili da bambino a bambino, ma solitamente compaiono:
- febbre
- tosse
- scolo nasale
- inappetenza
- sonnolenza
- apatia
- pause respiratorie
- respiro sibilante (noto come wheezing)
- respirazione affrettata
- rientro della parete toracica durante gli atti respiratori
- colorito pallido o bluastro delle labbra.
I sintomi più seri possono comparire all’improvviso, dopo 3-5 giorni di disturbi lievi. Significa che il virus è riuscito a diffondersi dalle vie aeree superiori (come naso e gola) a quelle più profonde, ossia bronchi e polmoni. Può causare forme come la bronchiolite e anche la polmonite.
Quanto dura
Il virus sinciziale è altamente contagioso e si diffonde facilmente tra le persone che vivono a stretto contatto, in ambienti che a causa della stagione fredda non vengono regolarmente aerati. Le particelle virali sono infatti contenute nelle goccioline di saliva diffuse nell’ambiente dagli starnuti e dai colpi di tosse e raggiungono le vie respiratorie superiori direttamente, oppure attraverso la manipolazione di oggetti in comune. I primi sintomi compaiono dopo 4-6 giorni di incubazione, in seguito all’esposizione al contagio. Una persona è contagiosa per una settimana circa, in coincidenza con i sintomi più intensi.
Nei casi lievi, quando cioè un bambino supera l’infezione senza complicanze, la guarigione avviene dopo circa una decina di giorni. Se i sintomi sono più marcati, il decorso può richiedere due settimane circa per una ripresa completa del bambino, anche se la tosse può persistere ancora qualche giorno. Se invece compaiono complicanze a livello respiratorio profondo, come bronchiolite o polmonite, l’infezione può durare tre settimane o anche di più.
Quando preoccuparsi
Il problema del virus sinciziale sono infatti le complicanze a livello di bronchi e polmoni, che rappresentano la prima causa di ricovero ospedalieri nei bambini di età inferiore ai due anni. Il virus, infatti, nei più piccoli e nei soggetti fragili, riesce a superare le difese naturali e raggiungere le vie respiratorie più profonde. In particolare può infiammare i bronchioli, le diramazioni finali dei bronchi, dove avvengono gli scambi ossigeno-anidride carbonica. Il tessuto dei bronchioli, infiammato, non riesce più a garantire la cessione dell’anidride carbonica all’esterno e a procurarsi ossigeno per rispondere alle necessità dell’organismo.
Il bimbo non riceve allora ossigeno a sufficienza ed è questo a causare i sintomi più preoccupanti, come la respirazione affrettata e la rientranza del torace durante l’atto di inspirazione. Questi sono i segnali che l’organismo cerca di procurarsi l’ossigeno che non gli giunge attraverso gli atti respiratori normali. Attenzione anche alla colorazione bluastra intorno alle labbra: indica che i tessuti non stanno ricevendo ossigeno a sufficienza. In questo caso è essenziale contattare il pediatra, che potrebbe suggerire un ricovero ospedaliero di qualche giorno.
Tutte le cure
Il virus sinciziale, nelle prime fasi e nei casi più lievi, si affronta come altre infezioni delle vie respiratorie. È importante tenere il bambino a riposo, assicurargli una corretta idratazione chiedendo consiglio al pediatra proseguendo l’allattamento al seno che fornisce importanti anticorpi. L’ambiente in cui il bambino vive deve essere adeguatamente umidificato (intorno al 60%) in modo che le mucose delle vie respiratorie siano ben idratate. Questo, infatti, favorisce la respirazione. La febbre può essere controllata con paracetamolo o ibuprofene in formulazione pediatrica, sempre chiedendo prima il consiglio al pediatra.
Leggi qui per scoprire come misurare la febbre nel tuo bambino
Il medico del bambino dovrebbe essere consultato sempre perché nelle fasi iniziali il virus sinciziale causa sintomi simili molto simili a quelli del raffreddore o di una forma simil-influenzale, che sono molto frequenti nei mesi freddi. Il pediatra può valutare ancora meglio dei genitori i sintomi preoccupanti e suggerire un ricovero in ospedale. Qui, il piccolo viene tenuto sotto controllo per qualche giorno e riceve cure di supporto come idratazione regolare e somministrazione di ossigeno per aiutare la respirazione.
Il modo più sicuro per prevenire le complicanze dovuto al virus sinciziale è il “vaccino” anche se questo termine non è corretto. Infatti non si tratta di una vera e propria vaccinazione tradizionali, ma della somministrazione di un anticorpo monoclonale chiamato nirvesimab. Si tratta di un farmaco biologico, ottenuto in laboratorio, che una volta in circolo nell’organismo si lega specificamente al virus, impedendo la sua replicazione nell’organismo e ottenendo una sorta di immunizzazione passiva. Nirsevimab viene già distribuito gratuitamente in Lombardia dove è già iniziata la campagna 2026, ma il Ministero della salute sta valutando di investire fondi per garantire questo importante servizio anche in altre Regioni italiane.
L’anticorpo è somministrato una sola volta all’inizio stagione epidemica, per via iniettiva intramuscolo nella coscia, ai bambini nati tra aprile e settembre presso i centri vaccinali. I bambini nati tra ottobre e marzo, lo ricevono direttamente alla nascita per poter contare subito sulla protezione. Non è una somministrazione obbligatoria: i genitori devono essere informati e dare il consenso a questo importante modo per difendere la salute del piccolo.
Perché il vaccino è importante
La scelta di effettuare il vaccino contro il virus sinciziale è importante per evitare le complicanze dell’infezione e il ricovero in ospedale, con i disagi per il bimbo stesso e per la sua famiglia. Il vaccino, oltre a essere efficace e ben tollerato, riduce notevolmente i ricoveri come dimostrato da una ricerca dal titolo Reduced Emergency Department Visits and Hospitalizations in Infants after Universal Respiratory Syncytial Virus Immunization, condotta in Lombardia sui dati diffusi dopo la somministrazione dell’anticorpo monoclonale del 2024 e pubblicata sulla rivista dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) americani Emerging Infectious Diseases. La ricerca dimostra come nei bambini che avevano ricevuto il farmaco, gli accessi al pronto soccorso per infezioni da virus sinciziale erano diminuiti del 49,3% e i ricoveri ospedalieri del 55%. I dati riguardano la Lombardia, dove la campagna “vaccinale” ha portato all’immunizzazione di oltre 60.000 bambini sotto l’anno di età.
Le altre misure per proteggere i bambini
Oltre alla scelta consapevole dell’immunizzazione, è anche importante proteggere i bambini dall’infezione del virus sinciziale (e anche di altri agenti virali) con alcune misure igieniche sempre efficaci.
- Evitare di avvicinarsi a un bambino piccolo se si è raffreddati. Se è proprio indispensabile, farlo con la mascherina e le mani lavate e disinfettate
- Lavarsi sempre bene le mani prima di entrare in contatto con un bimbo, anche se ci si sente bene
- Evitare sempre i contatti troppo diretti come i baci in viso, sulle mani e sui piedini che il piccolo si porta spesso alla bocca
- Assicurare al piccolo ambienti puliti e regolarmente aerati
- Non portare un bambino in ambienti chiusi e molto affollati, per esempio centri commerciali.
Il pediatra è sempre il punto di riferimento per qualsiasi dubbio riguardi il virus sinciziale e altre infezioni che possono colpire il bimbo.
Photo by pexels
In breve
Inizia come un raffreddore o una forma influenzale, ma nei bambini più piccoli il virus sinciziale può causare bronchiolite o polmonite. E’ importante cercare di proteggerli evitando i contatti diretti se si è raffreddati e non portando i bimbi in luoghi chiusi e affollati. In Lombardia si somministra gratuitamente ai più piccoli un anticorpo monoclonale che previene le conseguenze più serie.
Fonti / Bibliografia
- 5 cose da sapere sul Virus Respiratorio Sinciziale - SIMRIIl Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) è la causa principale di bronchiolite e ospedalizzazione nei neonati sotto l'anno di età. In Italia, la circolazione
- Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) - Ospedale Pediatrico Bambino GesùÈ la principale causa della bronchiolite, un'infezione polmonare che può essere grave nel primo anno di vita
- pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
