Vitamina D: sì ma senza eccessi

Laura de Laurentiis A cura di Laura de Laurentiis Pubblicato il 14/09/2018 Aggiornato il 14/09/2018

Divulgate le nuove Linee guida per non esagerare con la vitamina D. L’imperativo è dunque di non prendere le integrazioni a casaccio

Vitamina D: sì ma senza eccessi

È la grande alleata della salute delle ossa ed è prodotta dalla pelle su stimolazione dei raggi del sole: la sua carenza favorisce la comparsa di osteoporosi e, in generale, è dannosa per l’organismo, in quanto può addirittura favorire la comparsa di alcuni tipi di tumore e del diabete mellito. Anche un suo eccesso, tuttavia, può risultare tossico. Proprio per evitare squilibri in un senso o nell’altro gli specialisti dell’Ame, Associazione medici endocrinologi, hanno messo a punto un documento, pubblicato sulla rivista scientifica Nutriens in cui indicano quando è realmente necessario ricorrere all’integrazione di vitamina D.     

No a screening di massa

Il professor Vincenzo Toscano, presidente della Ame, riassume le nuove Linee guida relative alla vitamina D in due punti:

  1.  non è necessario fare lo screening per individuare i livelli della vitamina D nel sangue di tutta la popolazione
  2. l’integrazione va prescritta solo alle persone a rischio di osteoporosi. Tra queste: le donne dopo la menopausa, specialmente se predisposte a sviluppare la malattia delle ossa che, nei casi più gravi, espone a fratture spontanee.

Una questione di misura

Per conoscere i livelli di vitamina D nell’organismo basta un semplice esame del sangue: spetta comunque  al ginecologo, all’endocrinologo oppure al medico di famiglia individuare quelle per le quali è necessario. Secondo le indicazioni degli endocrinologi italiani, gli adulti sani e non a rischio che hanno un valore al di sopra di 20 ng per millilitro di sangue non hanno bisogno dell’integrazione. La vitamina D va, invece, assunta da chi ha buone probabilità di sviluppare il problema e, allo stesso tempo, ha un valore inferiore a 30 ng per millilitri di sangue. Va da sé che spetta comunque allo specialista curante decidere caso per caso, anche in base alla storia familiare della persona e al suo stile di vita.

Dieta e sole

Una dieta varia, bilanciata, ragionevolmente calorica unita all’esposizione al sole (con le dovute precauzioni, nelle ore in cui non si rischiano scottature!) è più che sufficiente, almeno per gli adulti sani, per consentire all’organismo di sintetizzare  una quantità di vitamina D sufficiente al fabbisogno. Per quanto riguarda le fonti alimentari, pochi sono gli alimenti che la contengono: tra questi il l’olio di fegato di merluzzo, il germe di grano, il salmone, lo sgombro, il tuorlo d’uovo.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

L’uso di saponi troppo aggressivi può interferire sulla sintesi della vitamina D, che avviene a livello della pelle.  

 

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