Vitiligine nei bambini: come riconoscerla e cosa fare

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 22/12/2023 Aggiornato il 27/12/2023

La vitiligine nei bambini è sempre più frequente, una malattia autoimmune con distruzione dei melanociti. Vediamo come affrontarla.

Vitiligine nei bambini: come riconoscerla e cosa fare

La vitiligine nei bambini è un problema sempre più frequente. Questa malattia della pelle, infatti, esordisce quasi sempre in giovane età, causando problemi sia di salute sia relazionali. Le chiazze di pelle più chiara che caratterizzano questa malattia, infatti, espongono a un rischio più elevato non solo di scottature ed eritemi solari, ma anche di malattie cutanee. Inoltre, la vitiligine nei bambini crea insicurezza e riduce l’autostima. Ecco come si può curare oggi.

Vitiligine nei bambini: come riconoscerla

La vitiligine nei bambini e, in generale, in tutte le fasce di età, è una malattia che consiste nella comparsa di macchie di colore bianco, conseguenza della perdita di melanina e dei melanociti cutanei. La melanina è un pigmento di colore marrone, più o meno intenso, che assicura il naturale colorito alla pelle e che aumenta di intensità in caso di esposizione al sole dando luogo all’abbronzatura. La melanina viene prodotta appunto da cellule specializzate, chiamate melanociti, situate negli strati più profondi della pelle.

  • All’interno dei melanociti è presente il recettore Trpa1, che rileva i raggi ultravioletti facendo penetrare un flusso di ioni di calcio all’interno del melanocita stesso. In questo modo il recettore segnala ai melanociti che è il momento di iniziare a produrre la melanina.
  • Questa viene depositata in speciali vescicole, i melanosomi, piccolissimi serbatoi che si spostano nei cheratinociti, cioè nelle cellule di struttura della pelle, per assorbire direttamente le radiazioni solari e contrastare la comparsa degli eritemi.
  • Nelle persone con vitiligine questo processo non si verifica, quindi sulla pelle compaiono progressivamente ampie chiazze bianche localizzate su arti, viso e tronco. La presenza di queste aree, decisamente più chiare rispetto al resto della superficie cutanea, è la caratteristica principale della vitiligine. 

Perché compare la vitiligine nei bambini

La comparsa delle chiazze chiare sulla pelle per mancanza di melanina è ancora adesso oggetto di dibattito. In linea di massima si pensa che la vitiligine sia dovuta a un meccanismo autoimmune, cioè al fatto che il sistema immunitario colpisce i propri melanociti scambiandoli per nemici da combattere. Questo meccanismo può verificarsi anche in seguito a un forte stress psicofisico, un fattore di rischio che sembra favorire la produzione di anticorpi contro i melanociti. Di recente, inoltre, è stato individuato il ruolo della proteina Mia, che porta al distacco dalla loro sede dei melanociti stessi. Le ragioni sono genetiche, ma possono dipendere anche da fattori esterni scatenanti, come appunto uno stress intenso.

Come procedere se si ha il sospetto che il bambino abbia la vitiligine

Dal momento che è un problema che riguarda la pelle, la vitiligine viene spesso considerata un disturbo esclusivamente estetico. Si tratta in realtà di una malattia cronica autoimmune, spesso associata a problemi della tiroide, abmalattie infiammatorie croniche intestinali o a diabete. E non è tutto: “Non deve essere trascurato l’impatto psicologico negativo che la malattia ha sulla qualità di vita dei malati di tutti le età”, spiega il professor Franco Rongioletti, responsabile Unità di Dermatologia Clinica dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. “La vitiligine nei bambini causa un forte disagio psicologico nelle relazioni sociali con perdita di autostima e depressione, soprattutto se sono colpite zone di pelle visibili”. Di conseguenza, se i genitori notano una progressiva formazione di aree bianche sulla pelle del figlio, devono parlarne con il pediatra, che può avanzare una prima ipotesi clinica. La cura andrebbe affiancata a un percorso di sostegno psicologico, importante per ridurre l’ansia e l’insicurezza che si accompagnano alla malattia.

Le cure per la vitiligine nei bambini 

In caso di dubbio da parte del pediatra, è opportuno sottoporre il bambino a una visita presso un esperto in dermatologia, che spesso solo con la visita riesce a capire se si tratta proprio di vitiligine. È essenziale arrivare a una diagnosi differenziale, distinguendo la vitiligine dei bambini da altri problemi. Un occhio non esperto potrebbe confondere le chiazze chiare con i sintomi di altri disturbi, soprattutto della pitiriasi versicolor. La differenza è invece evidente: la vitiligine colpisce soprattutto il volto, le mani e i piedi, mentre la pitiriasi versicolor è tipica del tronco. In caso di dubbio, si utilizza la luce di Wood, una lampada che emette raggi ultravioletti, in grado di evidenziare anche le chiazze di vitiligine non visibili a occhio nudo.

I farmaci

Si utilizzano in una prima fase della malattia, per fermare la reazione autoimmune che porta alla distruzione dei melanociti. Oltre ai medicinali a base di cortisone, soprattutto nei bambini una valida alternativa sono gli immunomodulanti, il tacrolimus e il pimecrolimus da applicare direttamente sul viso. Possono essere utili integratori a base di vitamina D e di sostanze antiossidanti per irrobustire la pelle e mantenerla più sana. 

La fototerapia

Oggi è possibile trattare la vitiligine, a partire dall’adolescenza, con cure specifiche per stimolare la produzione di melanina da parte dei melanociti. La fototerapia, ossia la cura della luce, favorisce l’attività dei melanociti ancora presenti nella chiazza attraverso una fonte di raggi ultravioletti B selezionati. In questo modo i melanociti sono spinti a lavorare di più, producendo melanina e attenuando a poco a poco la differenza di colorazione della pelle nelle zone più chiare. Oggi sono disponibili apparecchi all’avanguardia, molto mirati, che permettono la ripigmentazione della sola chiazza, mentre l’elevata selettività riduce gli effetti collaterali come scottature e arrossamento. 

L’alimentazione corretta

Anche a tavola è possibile proteggere la pelle con vitiligine, preferendo i cibi che contengono sostanze in grado di rafforzare la pelle grazie al contenuto di antiossidanti. Gli alimenti ricchi di carotene e di vitamina A aiutano la cute a difendersi, agendo da barriera protettiva contro i raggi del sole. Nei frutti di colore rosso e viola come fragole, ciliegie, more, mirtilli, si trovano molti bioflavonoidi, sostanze che rafforzano i capillari, rendendoli più resistenti all’azione dei raggi solari. In generale la frutta e gli ortaggi di colore giallo, rosso e arancio come arance, carote, peperoni e pomodori apportano vitamine A, C ed E che svolgono una intensa azione antiossidante, combattendo i radicali liberi.

L’igiene quotidiana

La pelle con vitiligine, soprattutto nei bambini, ha bisogno di essere nutrita e curata forse più della cute normale. Nutrimento e idratazione profonda la rendono infatti più sana ed elastica, più resistente alle infiammazioni e agli agenti irritanti. Anche usare i prodotti giusti per una pulizia delicata della pelle può essere utile per prevenire la comparsa di altre macchie. Per la doccia, più indicata rispetto al bagno, vanno bene detergenti poco schiumogeni, a pH leggermente acido. Dopo la doccia, si deve applicare sulla pelle un prodotto nutriente.

Foto di Nataliya Vaitkevich per Pexels.com 

 
 
 

In breve

Per la cura corretta della vitiligine dei bambini è necessario prima di tutto distinguerla da altre malattie della pelle. Il trattamento, a base di farmaci da applicare localmente, di integratori e di lampade a raggi Uv, va completato con il sostegno psicologico.

 

Fonti / Bibliografia

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