Adenomiosi: cos’è, sintomi e cosa fare se si cerca una gravidanza

Francesca La Rana A cura di Francesca La Rana Pubblicato il 08/10/2026 Aggiornato il 08/10/2026

Da non confondere con l’endometriosi, può causare cicli abbondanti e dolorosi, dolore pelvico e, in alcuni casi, infertilità.

adenomiosi

L’adenomiosi uterina è una condizione ginecologica benigna, ormono-dipendente, che interessa prevalentemente le donne in età fertile, in particolare tra i 35 e i 50 anni. Si verifica quando il tessuto endometriale, che normalmente riveste la cavità uterina interna, penetra e si annida nel miometrio, la parete muscolare dell’utero.

Questa presenza anomala di endometrio all’interno del miometrio scatena una reazione infiammatoria cronica, con conseguente ipertrofia (aumento di volume) e ispessimento del miometrio stesso.

L’ispessimento può essere localizzato, formando un nodulo chiamato adenomioma, oppure diffuso, interessando ampie porzioni della parete uterina, spesso nella parte posteriore.

In alcuni casi, l’utero può raddoppiare o triplicare il volume della sua parete a causa di questo processo. L’adenomiosi è considerata una patologia distinta, sebbene condivida alcuni meccanismi fisiopatologici con l’endometriosi.

Tutto quello che bisogna sapere sui difetti dell’utero

I sintomi principali

I sintomi dell’adenomiosi non sono sempre specifici e possono sovrapporsi ad altre patologie ginecologiche, ma alcuni segnali sono ricorrenti e caratteristici.

  1. Menorragia: è il sintomo più comune, ovvero cicli mestruali particolarmente abbondanti e prolungati, presenti nel 50-60% dei casi. Questo flusso intenso può portare, nel tempo, ad anemia e affaticamento.
  2. Dismenorrea: mestruazioni dolorose, a carattere progressivo e spesso poco responsive ai comuni antidolorifici. Il dolore è cronicamente crampiforme, localizzato al basso ventre, con irradiazione verso la schiena o le cosce.
  3. Altri disturbi: dolore pelvico cronico (presente per almeno sei mesi), dispareunia (dolore durante i rapporti sessuali), metrorragia (sanguinamenti fuori dal ciclo) e senso di peso/pressione nella zona pelvica con utero ingrandito e dolente alla palpazione.

È importante sottolineare che circa un terzo delle donne con adenomiosi può essere asintomatico, rendendo la diagnosi più complessa.

Adenomiosi ed endometriosi: qual è la differenza?

Spesso l’adenomiosi viene confusa con l’endometriosi, ma si tratta di due condizioni distinte, sebbene possano coesistere nella stessa paziente.

La differenza principale riguarda la localizzazione del tessuto endometriale anomalo:

  1. Nell’adenomiosi, il tessuto endometriale si trova all’interno della parete muscolare dell’utero
  2. Nell’endometriosi, invece, il tessuto endometriale cresce al di fuori dell’utero, interessando organi come ovaie, tube, peritoneo, intestino o vescica.

I sintomi possono essere simili, quindi dolore mestruale, dolore pelvico, dispareunia, ma l’endometriosi tende a manifestarsi con dolore più diffuso e legato agli organi coinvolti, mentre l’adenomiosi è più spesso associata a un utero ingrossato e a flussi mestruali molto abbondanti.

La diagnosi differenziale è fondamentale perché i percorsi terapeutici e le implicazioni per la fertilità possono variare.

Il nostro approfondimento sull’endometriosi

Come viene diagnosticata l’adenomiosi

La diagnosi di adenomiosi si basa su un approccio combinato che include la valutazione clinica, l’esame ginecologico e gli esami di imaging.

Durante la visita, il ginecologo può rilevare un utero aumentato di volume, soffice e dolente, soprattutto in fase mestruale.

L’esame di prima scelta è l’ecografia transvaginale, eseguita da operatori esperti, che permette di visualizzare segni caratteristici come l’ispessimento asimmetrico del miometrio, la presenza di piccole cisti miometriali e alterazioni della giunzione endometrio-miometrio.

In caso di dubbi o per una valutazione più dettagliata, può essere indicata la risonanza magnetica (RMN) della pelvi, che offre immagini ad alta risoluzione della struttura uterina e consente di distinguere l’adenomiosi da altre patologie come i fibromi uterini.

I criteri diagnostici non chirurgici sono stati recentemente standardizzati (criteri MUSA) per migliorare l’accuratezza della diagnosi tramite imaging.

La biopsia o l’esame istologico post-chirurgico (ad esempio dopo isterectomia) rappresentano il gold standard, ma non sono praticabili nelle donne che desiderano preservare la fertilità.

Cosa fare per rimanere incinta 

L’adenomiosi può essere associata a infertilità o a un aumento del rischio di complicanze in gravidanza, come aborto spontaneo, parto pretermine o placenta previa.

Per le donne che desiderano una gravidanza, il percorso terapeutico deve essere personalizzato e mirato a migliorare la fertilità e a ridurre i sintomi, evitando trattamenti definitivi come l’isterectomia.

Leggi qui come rimanere incinta con il ciclo irregolare

Trattamento medico

Il trattamento farmacologico dell’adenomiosi include diverse opzioni, a seconda della gravità dei sintomi e dell’età della paziente.

Per il controllo del dolore e del flusso abbondante, possono essere utilizzati contraccettivi orali combinati, progestinici, per via orale o tramite dispositivo intrauterino medicato al levonorgestrel, LNG-IUS, analoghi del GnRH, che inducono una menopausa temporanea, e, in casi selezionati, inibitori delle aromatasi o modulatori selettivi dei recettori degli estrogeni.

Tuttavia, molti di questi trattamenti sono contraccettivi o non compatibili con la ricerca immediata di una gravidanza, quindi il loro uso deve essere valutato attentamente in un’ottica di fertilità.

Trattamento chirurgico conservativo

Per le donne con adenomiosi localizzata (adenomioma) che desiderano una gravidanza, può essere presa in considerazione la chirurgia conservativa, come l’adenomiomectomia, che consiste nella rimozione del nodulo adenomiosico preservando l’utero.

Questo intervento, però, è complesso e deve essere eseguito da chirurghi esperti, poiché comporta rischi di sanguinamento e possibili complicanze in future gravidanze, come la rottura uterina.

Percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA)

In caso di infertilità associata ad adenomiosi, il ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA) può essere necessario.

Alcuni studi suggeriscono che un trattamento preliminare con analoghi del GnRH per 2-3 mesi prima del trasferimento embrionale possa migliorare i tassi di impianto e di gravidanza nelle pazienti con adenomiosi.

Il percorso di PMA deve essere pianificato in centri specializzati, con un’attenta valutazione della riserva ovarica, della qualità embrionale e dei fattori uterini.

Gestione della gravidanza

Una volta ottenuta la gravidanza, le donne con adenomiosi richiedono un monitoraggio ostetrico più stretto, data l’associazione con esiti avversi come aborto, parto pretermine, restrizione della crescita fetale e complicanze placentari.

Un approccio multidisciplinare che coinvolga ginecologi, ostetriche e, se necessario, specialisti in medicina fetale, è raccomandato per minimizzare i rischi e garantire il miglior esito possibile.

 

 
 
 

In breve

Può causare cicli abbondanti, dolorosi e infertilità, si diagnostica con ecografia e risonanza e, per le donne che desiderano una gravidanza, si valutano terapie ormonali, chirurgia conservativa o PMA, con monitoraggio ostetrico stretto per ridurre i rischi.

 

Fonti / Bibliografia

  • FacebookL’ adenomiosi è una condizione estrogeno-sensibile che colpisce le donne in età fertile. E' dovuta alla presenza di endometrio nella parete muscolare dell’utero (miometrio), ciò provoca una reazione infiammatoria cronica caratterizzata da ispessimento della parete uterina che può essere localizzato e nodulare (adenomioma) oppure interessare ampie aree della parete uterina, spesso a livello posteriore, dando luogo all’adenomiosi diffusa.
  • Adenomiosi - Humanitas San Pio XL’adenomiosi è la presenza di tessuto endometriale nel miometrio (la parete muscolare dell’utero), e si associa a un processo infiammatorio cronico. Si tratta di una condizione piuttosto frequente nelle donne in età fertile. L’ispessimento che consegue alla localizzazione del tessuto endometriale può raddoppiare o triplicare il volume della parete uterina e dare luogo a un […]
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