Calcolo ciclo mestruale

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Il ciclo mestruale è l’arco di tempo compreso tra la data di inizio di una mestruazione e la data di inizio della mestruazione successiva. Le mestruazioni, dette anche flusso mestruale, sono la più vistosa espressione della fertilità femminile, tant’è che scompaiono con l’arrivo della menopausa, che coincide con la cessazione dell’attività delle ovaie, da cui deriva l’impossibilità di dare inizio a una gravidanza.
A volte le mestruazioni vengono chiamate erroneamente “ciclo”: il ciclo è invece l’intero arco di tempo compreso tra una mestruazione e l’altra. Utilizza il calcolatore di Bimbi Sani e Belli, qui di seguito, per conoscere il tuo ciclo mestruale:
  • Inserisci la data di inizio dell’ultimo ciclo mestruale avuto (giorno – mese – anno)
  • Inserisci il periodo che passa tra un ciclo e l’altro
  • Inserisci la durata del tuo ciclo mestruale (in media)
  • Clicca il tasto “Calcola ciclo mestruale”
  • Il sistema ti mostrerà il risultato
Calcolatore ciclo mestruale
Data inizio dell`ultimo ciclo


Di quanti giorni è il tuo ciclo mestruale?


Quanti giorni durano le tue mestruazioni?
La durata del ciclo
Per convenzione la durata del ciclo è fissata in 28 giorni, anche se di fatto spesso è più breve o più lunga, senza che questo segnali la presenza di un problema. Mediamente le oscillazioni sono di una settimana in più o in meno ed è quindi ancora considerato nella norma un ciclo di lunghezza compresa tra i 21 e i 35 giorni circa.
Le varie fasi del ciclo
Idealmente il ciclo mestruale è diviso in tre fasi: pre-ovulatoria, ovulatoria, post-ovulatoria. Tutte le fasi sono regolate da una produzione ormonale che ha per obiettivo la gravidanza: la prima fase porta a maturazione l’ovocita, l’ultima consente a un eventuale prodotto del concepimento di annidarsi nell’utero, diventando giorno dopo giorno un bambino in grado di sopravvivere fuori dall’utero.
Gli ormoni direttamente implicati sono gli estrogeni e il progesterone che le ovaie, nonché il corpo luteo (è quanto rimane dell’involucro che contiene l’ovocita quando è ancora all’interno dell’ovaio), producono su stimolazione di altri ormoni prodotti dall’ipofisi, ghiandola posta in prossimità di una zona del cervello detta ipotalamo.
Più precisamente, l’ipotalamo stimola l’ipofisi a produrre due particolari ormoni, l’FSH o ormone follicolostimolante e l’LH o ormone luteinizzante, la cui funzione è quella di indurre le ovaie a produrre, nella prima metà del ciclo, gli estrogeni, che hanno il compito di favorire la maturazione dell’uovo e, nella seconda metà del ciclo, maggiori quantità di progesterone.
Quest’ultimo è l’ormone che ha la funzione sia di rendere le tube più flessibili e, quindi, più agevoli da percorrere per l’uovo, sia di indurre l’endometrio, che è il tessuto di rivestimento interno dell’utero, a ispessirsi e a richiamare a sé grandi quantità di sangue allo scopo di preparare un ambiente favorevole all’annidamento di un eventuale uovo fecondato.
Se il concepimento non si verifica, la produzione di progesterone diminuisce notevolmente provocando lo sfaldamento dell’endometrio ispessito, il quale viene espulso, attraverso il flusso mestruale, insieme alla quantità di sangue che si era raccolto in esso in previsione di una gravidanza.
L’asse ipotalamo-ipofisi-ovaie
Il meccanismo che regola la relazione ipotalamo-ipofisi-ovaie è mediato dagli ormoni stessi: l’ipotalamo stimola infatti l’ipofisi a secernere FSH e LH allo scopo di indurre le ovaie a produrre estrogeni e progesterone solo quando i livelli di questi ormoni sono bassi.
Le mestruazioni
Le mestruazioni sono rappresentate da perdite di sangue entro cui è possibile osservare piccole quantità di endometrio sfaldato che, alla vista, appare come un materiale solido o semisolido di colore rosso bruno.
Se tutto va bene, la perdita di sangue richiede la sostituzione di massimo sei assorbenti nell’arco delle 24 ore. Questo vale soprattutto nei primi due-tre giorni, dopo i quali la perdita di sangue diventa via via più scarsa.
La data di inizio delle mestruazioni è quella in cui compaiono le prime gocce di sangue, che generalmente in un primo momento sono rosso scuro e poi diventano rosso più chiaro.
Cosa succede nel corso del ciclo mensile
  • 1° giorno di mestruazione: inizia il periodo mestruale, durante il quale l’utero espelle piccole quantità di sangue e parte della mucosa dell’utero che si era precedentemente preparata ad accogliere l’ovocita eventualmente fecondato.
  • dal 2° al 5° giorno: il flusso continua, mentre l’organismo produce buone quantità di estrogeni i quali ricominciano a stimolare le ovaie a produrre un altro ovocita.
  • dal 5° al 14° giorno: in condizioni normali, il follicolo di de Graaf, che è l’involucro che contiene l’uovo femminile e che si chiama così dal nome dello scienziato che per primo lo descrisse, comincia a produrre alte quantità di estrogeni, che stimolano l’endometrio a ispessirsi e a richiamare a sé maggiori quantità di sangue al fine di poter accogliere un ovocita eventualmente fecondato. Intorno al 14mo giorno il follicolo si apre e libera l’ovocita ormai giunto a maturazione. Il follicolo di de Graaf dopo l’ovulazione, su stimolo dell’ormone LH, si trasforma in corpo luteo.
  • dal 14° al 21° giorno: il progesterone viene prodotto in grandi quantità, sia dalle ovaie sia dal corpo luteo, allo scopo di favorire la migrazione dell’uovo, attraverso le tube, verso l’utero; di consentire una migliore preparazione dell’endometrio e di inibire le contrazioni dell’utero, al fine di impedire che un l’ovocita fecondato dopo aver raggiunto l’utero ne venga espulso.
  • dal 21° al 28° giorno: se l’ovulo non viene fecondato il corpo luteo si sfalda interrompendo la produzione di progesterone, la quale diminuisce anche da parte delle ovaie. Intorno al 28mo giorno la mucosa dell’utero si stacca determinando la comparsa del flusso mestruale attraverso cui viene espulsa. In questa fase gli estrogeni sono presenti in bassissime quantità e questo stimola l’ipotalamo a indurre l’ipofisi a secernere gli ormoni FSH e LH che a loro volta inducono le ovaie a produrre estrogeni: cioè ricomincia un nuovo ciclo. Se invece avviene il concepimento il corpo luteo si ingrandisce e continua a produrre grandi quantità di progesterone, che da questo momento in poi rimane presente in quantità molto più elevate del normale, per assicurare il buon andamento della gravidanza.
I numeri del ciclo mestruale
  • 468 (circa) : numero medio di cicli mestruali nella vita di una donna
  • 13 (circa): numero medio di cicli in un anno di vita fertile
  • 36 anni (circa): durata media dell’età fertile femminile
  • 300 mila (circa): numero di ovociti contenuti nelle ovaie al momento della nascita. La maggior parte di essi nel corso della vita degenera, mentre di solito solo uno di essi raggiunge ogni mese la maturazione, viene liberato nelle tube e quindi può essere fecondato.
Le possibili alterazioni
Ogni possibile alterazione del flusso mestruale ha una definizione precisa. Eccole tutte:
  • dismenorrea: è la mestruazione particolarmente dolorosa. Viene distinta in primaria e secondaria a seconda del fatto che si sia manifestata fin dalla comparsa del menarca (prima mestruazione) oppure che sia insorta dopo vari anni dall’inizio della prima mestruazione;
  • amenorrea: è l’assenza del flusso mensile. Viene suddivisa in primaria, secondaria e fisiologica a seconda del fatto che la mestruazione non sia ancora comparsa dopo il 16mo anno di età, oppure venga a cessare improvvisamente o, ancora, smetta (come è giusto accada) perché è iniziata una gravidanza;
  • ipomenorrea: è una mestruazione molto più scarsa rispetto alla norma;
  • menorragia: è la mestruazione che tende a protrarsi per troppi giorni di seguito, ossia per più di sette giorni;
  • polimenorrea: è un flusso mensile che compare con troppa frequenza, cioè a meno di 21 giorni da quello precedente;
  • ipermenorrea: è l’eccessiva perdita di sangue durante una mestruazione di durata normale. Viene distinta in “organica” e “funzionale” a seconda del fatto che dipenda da un problema a carico dei genitali o da uno squilibrio ormonale;
  • oligomenorrea: è un flusso mestruale che compare con minore frequenza della norma, ossia a una distanza di più di 35 giorni da quello precedente.
Testo a cura di Laura de Laurentiis e consulenza scientifica del dottor Claudio Ivan Brambilla, specialista in ostetricia e ginecologia. Ultima revisione in data 28/06/2019.
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