Calcolo giorni fertili

Calcolatore giorni e periodo fertile

Data inizio dell`ultimo ciclo
Quanti giorni passano di solito tra un ciclo e l`altro?
Utilizza il calcolatore di Bimbi Sani e Belli, qui sopra, per conoscere il tuo periodo fertile:
  • Inserisci la data di inizio dell’ultimo ciclo mestruale avuto (giorno – mese – anno)
  • Inserisci il numero di giorni che passano di solito tra un ciclo e l’altro
  • Clicca il tasto “Calcola periodo fertile”
  • Il sistema ti mostrerà il risultato

Il modo più semplice e immediato per conoscere i propri giorni fertili è utilizzare l’apposito Calcolatore di Bimbi Sani e Belli. E’ però importante anche capire perché la possibilità di rimanere incinta si concentra proprio in quei giorni. Tutto dipende dall’ovulazione, che si verifica in genere intorno al 14°-15° giorno , calcolato a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione. Il ciclo mestruale si sviluppa infatti in tre fasi (follicolare, ovulatoria e luteale), ciascuna caratterizzata dall’azione di diversi ormoni, che prima stimolano la maturazione dell’ovulo e poi, una volta avvenuta la fecondazione, favoriscono l’annidamento in utero del prodotto del concepimento. I giorni più fertili sono quelli che precedono e accompagnano l’ovulazione. Se però il ciclo non è di 28 giorni, i calcoli si complicano, nel caso il ciclo sia più corto (24-25 giorni), più lungo (30 o più) oppure irregolare.

Il calcolo dei giorni fertili è necessario, dunque, per conoscere il proprio periodo fertile, cioè sapere quali sono i giorni più fertili del ciclo mensile in cui aumenta la possibilità di concepire. Infatti avere rapporti sessuali proprio in quei giorni permette di avere molte più probabilità di rimanere incinta.
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Il periodo fertile è determinato dall’ovulazione, ossia quel processo biologico per cui dall’ovaio fuoriesce un ovulo (o ovocita) da fecondare da parte degli spermatozoi. Questo avviene di solito una volta per ciclo mestruale, statisticamente intorno al quattordicesimo giorno, come conseguenza di un picco di ormoni LH ed estrogeni. L’ovulazione, quindi, avviene di norma e in genere dai 16 ai 12 giorni prima dell’arrivo delle mestruazioni vere e proprie. È una fase importante perché è proprio l’ovulazione che determina quali siano i giorni fertili del mese, dato fondamentale sia quando si cerca una gravidanza sia quando la si vuole evitare. 
Questo meccanismo sembra semplice, almeno in apparenza, ma c’è un problema: non tutte le donne hanno un ciclo regolare di 28 giorni ed ecco allora che le cose si complicano. Utilizza questo calcolatore per calcolo giorni fertili e scopri il tuo periodo ottimale.

Ciclo mestruale: tutte le fasi

Il ciclo mestruale è regolato dall’azione di diversi ormoni che interagiscono tra di loro in un meccanismo molto complesso. Il suo decorso si svolge in tre momenti fondamentali:

  1. la fase follicolare, detta anche preovulatoria,
  2. la fase ovulatoria,
  3. la fase luteale o luteinica.

La fase follicolare

La preparazione della fase fertile inizia con il periodo preovulatorio. Dopo lo sfaldamento dell’endometrio (mucosa interna dell’utero), l’ipofisi (la ghiandola endocrina che si trova alla base del cranio) si attiva per produrre le gonadotropine, ormoni che stimolano i follicoli, piccoli involucri che contengono gli ovuli all’interno delle ovaie. Le gonadotropine secrete sono due: l’ormone follicolo stimolante o FSH e l’ormone luteinizzante o LH. I valori dell’FSH, in particolare, aumentano per attivare lo sviluppo dei vari follicoli, poi calano momentaneamente, permettendo tuttavia che un follicolo giunga a maturazione. Quanto all’ormone LH, ha lo scopo di favorire l’ovulazione stessa, cioè il rilascio da parte del follicolo dell’ovulo ormai maturo.
Contemporaneamente, comincia ad aumentare la produzione degli estrogeni, ormoni responsabili dell’accrescimento della mucosa uterina, che diminuirà dopo il momento dell’ovulazione.
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La fase ovulatoria

Attorno alla metà del ciclo (per la precisione, quattordici giorni prima della mestruazione successiva se il ciclo è regolare), si verifica un vero e proprio boom di ormoni. La secrezione di FSH (ormone follicolo stimolante) raggiunge il suo massimo in modo da assicurare la completa maturazione del follicolo. In contemporanea un picco di LH (ormone luteinizzante) permette di provocare la rottura del follicolo e la conseguente liberazione dell’ovulo destinato a essere fecondato e ad annidarsi nell’utero. Non solo. Anche la produzione di estrogeni si impenna per assicurare un ispessimento dell’endometrio (la mucosa interna dell’utero) sufficientemente adatto ad accogliere il frutto di una eventuale fecondazione.

La fase luteale o luteinica

Una volta avvenuta l’ovulazione, il follicolo ovarico si trasforma in corpo luteo, una sorta di ghiandola provvisoria che produce progesterone e, in quantità minori, anche estrogeni. Se è avvenuta la fecondazione, questi ormoni hanno lo scopo di rendere l’utero più elastico e accogliente per l’annidamento dell’embrione. Se, invece, non si è verificato alcun concepimento, l’endometrio si predispone allo sfaldamento, cioè alla mestruazione. Inizia così un nuovo ciclo mestruale.

Quanti sono i giorni fertili in un mese?

L’ovulo, una volta fuori dal follicolo, riesce a vivere fino a 24 ore ed è questo il periodo di fertilità massima della donna. Se non viene fecondato, si sfalda da solo, così da essere poi espulso insieme alle mestruazioni. Da notare che il periodo di fertilità della donna è più lungo, perché si estende anche nei 3-4 giorni precedenti l’ovulazione. In questo periodo, infatti, gli eventuali spermatozoi sono tenuti in vita e nutriti da particolari sostanze presenti nel muco cervicale prodotte dall’aumento degli estrogeni proprio per consentire loro di “aspettare” l’arrivo dell’uovo da fecondare.
I rapporti sessuali che restano fuori da questa “finestra” non producono una gravidanza. Le probabilità aumentano se si fa l’amore nella fase pre-ovulatoria e se gli spermatozoi maschili sono sufficientemente vitali da restare attivi fino a quando non entrano in contatto con la cellula uovo.
I giorni più fertili sono però quelli subito prima dell’ovulazione e il giorno stesso in cui l’ovulo scende nella tuba. Solitamente questa fase si colloca 14 giorni prima dell’inizio della mestruazione successiva. Quindi a metà del ciclo se la donna ha mestruazioni regolari ogni 28 giorni.
Per individuare i giorni migliori in quanto più fertili (da 2 a 4) per avere rapporti sessuali non protetti, così da dare inizio a una gravidanza, si possono utilizzare anche gli appositi test dell’ovulazione: si eseguono come i normali test di gravidanza, immergendo il tampone nell’urina e lasciando agire qualche minuto. Il risultato compare in genere sotto forma di linee colorate o altro segno a seconda del modello scelto.  I test dell’ovulazione vanno eseguiti in base alla durata del proprio ciclo: se si ha un ciclo regolare di 28 giorni si possono fare a partire dal 10° giorno dopo il ciclo (se si considera il giorno 1 il primo giorno di mestruazioni), qualche giorno prima se il ciclo è più breve, un po’ dopo se il ciclo è più lungo. Questi test segnalano il picco di LH, un ormone sempre presente nell’urina, ma che registra un’impennata 24/36 ore prima che ci sia l’ovulazione.

Quando si ovula in anticipo

La questione cambia se il ciclo è più corto e dura solo 24-26 giorni. In questi casi ci si deve basare sempre sui “14 giorni prima” del flusso successivo. In un ciclo di 24 giorni, l’ovulazione avverrà più o meno il 10° giorno dall’inizio della mestruazione precedente, quindi si sarà fertili quel giorno e oltre ai 4-5 precedenti. A parte la variabilità individuale e di ogni singolo ciclo,  una causa di ovulazione anticipata può essere lo stress, che alterando l’equilibrio ormonale può essere la causa di comparsa prima del previsto delle mestruazioni, con conseguente ovulazione anticipata. Lo stesso è provocato dalle disfunzioni dell’ipotalamo o della ghiandola pituitaria (ipofisi) che inducono il picco dell’ormone luteinizzante (LH) che a sua volta spinge le ovaie a rilasciare l’ovulo prima che sia maturo. Altri elementi correlati a un’ovulazione precoce sono fumo (attivo e passivo), eccesso di caffeina e troppi alcolici.

Quando si ovula in ritardo

L’ovulazione può verificarsi in ritardo per tanti motivi, anche molto diversi tra loro. Innanzitutto, ancora una volta, per questioni di stress e tensioni, sia fisiche sia soprattutto mentali, in quanto lo stress provoca variazioni ormonali importanti che agiscono anche sul ciclo mestruale, impedendo o rallentando il rilascio di progesterone ed estrogeni, gli ormoni del ciclo mestruale. L’ovulazione può arrivare tardi anche per problemi di chili corporei: pesare troppo o troppo poco potrebbe agire direttamente sull’avviarsi dell’ovulazione, influenzando la produzione degli estrogeni così da far slittare l’inizio dell’ovulazione.
In ogni caso in un ciclo di 32 giorni, l’ovulazione sarà al 18° giorno dall’inizio della mestruazione precedente e si inizierà a poter restare incinte dal 14° giorno.

Quando avviene l’ovulazione in un ciclo irregolare?

Per alcune donne, però, questi calcoli non si possono applicare perché hanno un ciclo molto irregolare, con mestruazioni che si verificano una volta ogni 26 giorni, un’altra ogni 32, un’altra ancora ogni 30. Ci si può allora basare su alcune manifestazioni come le modificazioni del muco cervicale per il calcolo dei giorni fertili.
Si tratta di una sostanza che viene sempre prodotta dal collo dell’utero, ma che aumenta all’avvicinarsi dell’ovulazione: durante l’ovulazione, in particolare, diventa filamentoso, fluido e trasparente, tanto che viene denominato “a chiara d’uovo” proprio per le sue caratteristiche simili all’albume crudo. Intorno alla fase dell’ovulazione, il muco diventa anche molto più abbondante, tanto che può bagnare gli slip, e trasparente come l’acqua. Questi cambiamenti, determinati dagli ormoni come gli estrogeni, hanno un fine preciso stabilito dalla natura: favorire la risalita degli spermatozoi dalla vagina fino all’ovulo rilasciato nella tuba.
Altri segnali che indicano l’avvicinarsi dell’ovulazione possono essere un leggero spotting (ossia piccole perdite di sangue), un aumento della libido e variazioni della temperatura corporea basale.

Quale deve essere la temperatura corporea per rimanere incinta?

Un altro segno caratteristico dell’avvenuta ovulazione è l’aumento di alcuni decimi di grado (da 3 a 5 decimi) della temperatura basale dell’organismo, cioè la temperatura a riposo. A causare questa variazione è l’azione del progesterone, un ormone sessuale femminile che, insieme agli estrogeni, regola il ciclo mestruale e subisce un notevole incremento nella sua produzione da parte dell’organismo subito dopo l’ovulazione. La misurazione della temperatura basale si ottiene introducendo ogni giorno un termometro in vagina: quando si nota un innalzamento dei valori, è segno che si sta avvicinando il periodo ovulatorio. Può però essere necessario tenere una sorta di “diario” di queste temperature per qualche mese, per capire qual è il momento che mediamente coincide con l’ovulazione.
Ultimo aggiornamento Marzo 2024

Fonti / Bibliografia

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