App per la fertilità: a rischio la privacy

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 24/06/2021 Aggiornato il 24/06/2021

Una ricerca evidenzia come molte app per la fertilità raccolgano dati sensibili inerenti alla sfera intima e alla salute delle utenti senza rispettare i requisiti della privacy

App per la fertilità: a rischio la privacy

La maggior parte delle app per la fertilità non rispettano la privacy e raccolgono e condividono dati sensibili delle utenti senza il loro consenso. Lo hanno scoperto le autrici di uno studio della Newcastle University e della Umea University.

Dati sensibili

Si tratta di applicazioni utilizzate da molte donne in tutto il mondo per tenere traccia del proprio ciclo mestruale, per programmare la procreazione o per evitare gravidanze indesiderate, facendo la conta dei giorni fertili. Nella ricerca sono state analizzate 30 app gratuite dedicate alla fertilità e al rimanere incinta, scelte tra le più popolari, che richiedono alle utenti dati come la temperatura corporea, l’attività sessuale, il ciclo mestruale e le eventuali condizioni mediche. Sono informazioni che l’utente inserisce per avere un’idea di quale siano i periodi più fertili e sono considerate molto sensibili perché riguardano la sfera della salute. La quasi totalità è però categorizzata come app di “benessere e fitness”, mentre solo pochissime sono indicate come “app mediche”.

Non rispettano i requisiti della privacy

Secondo lo studio quindi, la maggior parte di queste app non rispetta i requisiti Gdpr (Regolamento Generale dell’UE sulla Protezione dei Dati) sulla privacy. In media, ognuna sfrutta 3,8 tracker per tracciare i nostri comportamenti e l’attività del nostro smartphone. Secondo le autrici della ricerca gli utilizzatori di queste app sono donne, che sono considerate un gruppo sensibile e identificato dal Gdpr come una categoria speciale che richiede una protezione extra. Inoltre i dati sono conservati in condizioni vulnerabili, in cui le impostazioni di default permettono non solo di guadagnare sulle informazioni, ma persino di mettere in piedi un sistema che minaccia le utenti, ad esempio in caso di un eventuale aborto.

 

 
 
 

Da sapere

Il settore della cosiddetta “femtech”, ossia delle app e dei servizi digitali per il controllo della salute femminile, è più volte finito nell’occhio del ciclone, con accuse, per la maggior parte dimostrate veritiere, di condividere dati medici sensibili con soggetti terzi che, a loro volta, li sfruttano a scopo di profilazione, per confezionare messaggi pubblicitari su misura.  

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola il tuo ciclo mestruale

Calcola il periodo di ovulazione

Le domande della settimana

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti